Sabato, 19 Giugno 2021
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Parco nazionale d'Aspromonte, ecco gli otto Geositi di rilevanza internazionale

L'Aspromonte da oggi fa parte ufficialmente dell’Unesco Global Geoparks, la rete mondiale dei Geoparchi Unesco. Il prestigioso riconoscimento è nuova occasione di valorizzazione del patrimonio geologico in stretta connessione con quello naturale e culturale

Pietra Cappa

Sono otto i Geositi presenti nell'area protetta del Parco nazionale d'Aspromonte in Calabria, da oggi inserito ufficialmente nella rete Unesco Global Geoparks. 

Grande Frana Colella 

La “Grande Frana Colella, geosito di rilevanza internazionale, è l’esempio di come un disastro geologico possa trasformarsi in una risorsa per il territorio. Ciò che salta agli occhi del visitatore è il paesaggio surreale, quasi “lunare”, dato dall’imponenza del dissesto e dalla colorazione bianco-giallastra delle rocce affioranti, contrastante con il verde carico della foresta circostante. In quest’area, in cui sono attivi processi di erosione e fenomeni gravitativi tra più estesi d’Europa, affiorano rocce tra le più nobili ed antiche dell’Aspromonte, formatisi tra 500 e 250 milioni di anni fa.

Miloniti di Monte Antenna 

Il Monte Antenna è il rilievo in destra idrografica della Fiumara Bonamico (San Luca), da cui si è staccata la Grande Frana che ha formato il Lago Costantino (GS46, geosito internazionale). Qui, in questo laboratorio all’aperto, frequentato negli anni da scienziati provenienti da diverse nazioni, affiorano le caratteristiche Miloniti di Monte Antenna (paleozoiche). Le miloniti non sono una “roccia in senso stretto”, rappresentano, piuttosto, la memoria di un processo singolare e complesso, conosciuto teoricamente ma che nessuno è riuscito a riprodurre in laboratorio, ossia un sovrascorrimento - zona di taglio (shear zone) - lungo il quale l’unità dell’Aspromonte si è sovrapposta all’unità di Madonna di Polsi, dando una svolta alla ricostruzione geologica dell’evoluzione geodinamica dell’Aspromonte nel panorama del Mediterraneo centrale.

Cascate sul Torrente Bravi, Mundu e Galasia 

Le cascate sono un elemento caratteristico del paesaggio di Aspromonte Geopark e la loro importanza è correlata alle particolari condizioni geologiche, idrografiche e tettoniche del territorio. In particolare le suggestive e variegate Cascate sul Torrente Barvi, denominate “Mundu” e “Galasia” costituiscono il Geosito pilota di rilevanza internazionale del Landscape 2, Area della Piana di Gioia Tauro. Impostate su antichissime rocce cristallino-metamorfiche, si trovano in un’area di “confine geologico” tra i massicci
dell’Aspromonte e delle Serre e ci raccontano la storia dell’emersione dal mare…ma racchiudono anche microambienti unici ed inestimabili altri tesori…la la Felce preistorica Woordwardia radicans.

Superfici Terrazzate di Gambarie

Quando dalla vetta del Montalto (1956 m s.l.m.) o anche dalle innumerevoli dorsali aspromontane si apre lo sguardo verso lo Stretto di Messina ed il Tirreno, ciò che appare evidente è il susseguirsi a diverse quote, fino ad arrivare al mare, di superfici terrazzate separate da gradini e scarpate, talora anche imponenti. Da qui, si può godere di spettacolari panorami sui paesaggi costieri ma anche sulle affascinanti valli e fiumare che incidono il massiccio. Si tratta di elementi geomorfologici unici, di rilevanza internazionale, per dimensioni e completezza delle varie componenti. La presenza di depositi marini, di livelli vulcanici e di resti archeologici preistorici narra di un rilevo emerso dal mare durante il Quaternario e permette di ricostruire la storia delle variazioni ambientali e climatiche, nella zona centrale del Mediterraneo.

Fiumara Amendolea

Il termine Fiumara è riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale, per descrivere un corso d’acqua “effimero”, unico, che si forma in peculiari condizioni climatiche, geologiche, litologiche, geodinamiche, idrologiche, urbane ed antropologiche. La Fiumara dell’Amendolea, geosito internazionale di Aspmronte Geopark, rientrante nel Landscape 4 – Area Grecanica, rappresenta il miglior esempio al mondo per dimensioni, per morfologia, per imponenza e tipologie dei processi attivi di erosione, trasporto ed accumulo dei sedimenti. Nel suo bacino idrografico (ampio circa 150 kmq con pendenza media del 97%), spiccano altri importanti geositi (Grande Frana Colella, Cascata “U Schicciu da Spana”, Rocca del Drako e Caldaie del Latte, … borghi antichi (Gallicianò,…) e/o abbandonati (Roghudi, …) ed altri elementi di rilievo del patrimonio ambientale e culturale di Aspromonte Geopark.

Valli delle Grandi Pietre 

Tra la Fiumara Careri (a nord) e la Fiumara Bonamico (a sud), nei territori di San Luca e Natile di Careri, una serie di Pietre ciclopiche di colore grigio-bruno e dalle fattezze più disparate, si stagliano verso il cielo, emergendo da una lussureggiante e fitta vegetazione: Pietra Cappa, Rocce di San Pietro e Pietra Tonda, Pietra Lunga, Pietra Stranghiolo (o Stranghilo), Pietra di Febo, Pietra Castello, conferiscono identità al paesaggio. Il contesto storico è di primaria importanza; in tutta l'area sono diffusissime le testimonianze dell'intensa vitalità che questo territorio doveva avere nell'altomedioevo (ad esempio l'asceterio delle Rocce di San Pietro, il castello di Pietra Castello e la piccola chiesa di San Giorgio, di età bizantina). Sulla sommità di Pietra Cappa vi sono resti di laterizi, segno che qualcuno (forse un monaco?) ha abitato perfino lassù.

Pietra Cappa

Affascinante, imponente e misteriosa, quasi amletica, così appare ai viaggiatori Pietra Cappa, la “Pietra” per eccellenza delle Valli delle Grandi Pietre, geosito di rilevanza internazionale di Aspromonte Geopark. La poderosa “Pietra” conglomeratica, risalente all’Oligocene e citata già in antichi documenti medievali, modellata dall’acqua e dal vento, sovrasta il paese di Natile vecchio occupando circa 4 ettari di terreno e svettando in altezza per oltre 100 metri. Osservandola dalle diverse angolazioni, lungo il percorso ad anello che il viaggiatore è invitato a percorrere, assume forme antropomorfe suggestive e spettacolari, tutte da esplorare.

Frana/Lago Costantino o Oleandro

L’imponente frana (debris/earth translational slide) che si staccò, nella notte del 4 gennaio 1973, dal versante nord-orientale di Monte Antenna in località Monte Prache di Cucco – Costantino, movimentando circa 20 milioni di metri cubi di rocce del basamento cristallino-metamorfico paleozoico dell’Aspromonte, generò un lago intramontano di sbarramento lungo il corso della Fiumara del Bonamico, da cui il nome di Lago Costantino o anche dell’Oleandro, per la caratteristica e lussureggiante vegetazione ripariale. A partire dal 2008, però, a causa di una serie di eventi alluvionali che ne hanno fatto avanzare il delta, il lago si è riempito di sedimenti ed oggi è completamente interrato…E’ un lago fantasma! Ed è proprio per questo che il lago “fantasma” dell’Oleandro - insieme al landslide che l’ha generato – in un processo di terra/acqua/terra - rappresenta un geosito di rilevanza internazionale, che testimonia l’intero processo di nascita, morte e trasformazione di un lago di sbarramento, alimentato da bacini idrografici caratterizzati da un elevato trasporto solido.

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