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Capo Spartivento di Palizzi, il Ginepro fenicio a tutela della tartaruga Caretta caretta

Non è questo il primo intervento di tutela della biodiversità attivato dall’AIAB Calabria, "che ha già piantumato in tutta la regione Calabria circa 18 mila alberi fruttiferi e altre specie forestali autoctone"

Continuano le piantumazioni di Ginepri Fenicio, nati da specifici protocolli di germinazione, sperimentati nell'ambito del Progetto “Conservazione, Monitoraggio, Ripopolamento e Ripristino dell’habitat della macchia dell’Oleo-Juniperetum turbinatae", promosso dall' Associazione Italiana Agricoltura Biologica Calabria. 

"Specie a rischio di estinzione, il Ginepro Fenicio - spiega Pasquale Faenza - è un arbusto della macchia mediterranea fondamentale per la conservazione della biodiversità dell’Aspromonte meridionale, poiché in grado di attecchire in aree sottoposte ad erosione. Inoltre la varietà di ambienti che questa singolare conifera genera, in aggregazione con altre specie vegetali, costituisce un risorsa vitale per tutti quegli animali che usufruiscono di corridoi di transito tra le aree costiere e l’entroterra pedemontano". 

Ginepro fenicio 02-2"Proprio per questo - si legge in una nota - l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica – Calabria) ha aderito all’invito di piantumare dei ginepri nelle dune caratterizzanti la zona speciale di conservazione di Capo Spartivento di Palizzi, oggetto di tutela da parte dell’Associazione Caretta Calabria Conservacion, da anni impegnata nella protezione della fauna e della flora degli ambienti marino costieri al fine di salvaguardare la popolazione di tartaruga marina Caretta caretta nidificante in Calabria. Il ripristino delle dune antistanti la costa jonica calabrese è fondamentale per la conservazione della tartaruga Caretta Caretta.

Questi dossi sabbiosi schermano la luce artificiale proveniente degli ambienti urbanizzati creando inoltre una barriera naturale che aiuta a trattenere i granelli di sabbia delle spiagge, oggi messe a repentaglio anche da una pressante erosione costiera". 

Da anni scomparso dalle dune calabresi, il Ginepro Fenicio è oggi presente in alcune ristrette aree della bovesia, circoscritte tra i comuni di Bova Marina, Condofuri e Palizzi, nel reggino jonico meridionale. "In queste zone pedemontane cresce la sottospecie Juniperus phoenicea L. subsp. turbinata Guss. Nyman, che AIAB Calabria sta cercando di recupere con nuove piantumazioni grazie al Progetto “Conservazione, Monitoraggio, Ripopolamento e Ripristino dell’habitat della macchia dell’Oleo-Juniperetum turbinatae – Area SIC IT9350145 Fiumara Amendolea e Area SIC IT9350141 Capo San Giovanni”, finanziato dal POR Fesr- Fse – Calabria 14/20 – Asse 6 – Piano di Azione 6.5.A.1– Sub-Azione 2. 

Le attività progettuali, condotte nel pieno rispetto della direttiva della Rete Natura 2000, in collaborazione con FIRAB (Fondazione di Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica) e il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria hanno contribuito ad attivare dei modelli di salvaguardia della biodiversità locale, grazie alla corretta valutazione del reale stato di conservazione dell’habitat della specie. Fra le attività previste nel
progetto anche la mappatura in Gis e un’indagine socio-antropologica, grazie alle quali si è riusciti a determinare l’areale in cui oggi è presente il ginepro fenicio.

"Focus principale del progetto - continua Faenza - è la germinazione dei semi di questa specie conifera, attivando una serie di protocolli che aiuteranno il ripopolamento del Ginepro Fenicio nell’area grecanica. Non è questo il primo intervento di tutela della biodiversità attivato dall’AIAB Calabria, che ha già piantumato in tutta la regione Calabria circa 18 mila alberi fruttiferi e altre specie forestali autoctone grazie al progetto internazionale Pur Projet".

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