Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Microalghe potenzialmente tossiche nelle coste reggine: online il report dell'Arpacal

Lo studio dell'Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria: ha rilevato anche che "la causa è da ricercare nella temperatura dell’acqua marina"

Nella provincia di Reggio Calabria è stata riscontrata la maggiore presenza di fioriture algali sulle coste della nostra regione, nonostante su tutto il territorio ci sia comunque un rispetto dei limiti previsti dalla legge, e si è riscontrato anche come la temperatura dell’acqua incida sulla concentrazione delle microalghe stesse.

E' quanto emerge da un'analisi dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria) che ha pubblicato oggi sul proprio sito web l’annuale “Report sul Monitoraggio di microalghe potenzialmente tossiche”, riferito all’annualità 2020, realizzato da un gruppo di lavoro interdipartimentale, diretto dalla dottoressa Filomena Casaburi, dirigente del Laboratorio bionaturalistico del dipartimento Arpacal di Catanzaro.

Arpacal fioriture algali-2

"Il report - spiegano dall'Agenzia - illustra l’attività di monitoraggio per l’anno 2020 sul fenomeno della proliferazione di microalghe potenzialmente tossiche lungo il litorale calabrese, con particolare riferimento alla specie Ostreopsis ovata. Obiettivo del monitoraggio è quello di acquisire dati sui rischi presenti lungo le coste della nostra regione e sui controlli indispensabili per la tutela della salute pubblica". 

L’attività, coordinata dalla Direzione scientifica Arpacal, viene attuata nelle cinque province, Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, attraverso i referenti provinciali, e si inserisce nel sistema di controllo dei rischi sanitari derivanti dall’uso balneare delle acque marine che prevede la valutazione del rischio associato alla proliferazione di microalghe potenzialmente nocive alla salute.

Il report , inviato alle autorità competenti, contribuendo alla realizzazione del report nazionale che sarà realizzato dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione la ricerca ambientale), approfondisce l’andamento dei monitoraggi nelle cinque province calabresi, per un totale di venti stazioni di campionamento, con particolare riferimento alla specie Ostreopsis ovata.

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