Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Sui fondali dello Stretto è record mondiale di rifiuti: i dati di uno studio internazionale

A svelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall'Università di Barcellona

Rifiuti sui fondali (fonte: M. Pierdomenico, D. Casalbore e F. Chiocci/Cnr-Sapienza Università di Roma)

La più grande discarica del mondo si trova nel mare nostrum. Va, infatti, allo Stretto di Messina il triste record mondiale di rifiuti sui fondali marini, con una densità che, in alcuni punti, supera il milione di oggetti per chilometro quadrato. E' quanto riporta uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall'Università di Barcellona. 

Gli studiosi spiegano come i rifiuti stiano aumentando nei fondali marini di tutto il mondo: in alcuni casi la loro densità sarebbe addirittura paragonabile a quella delle grandi discariche presenti sulla terra ferma. Secondo gli esperti questo trend è destinato a continuare, tanto che entro i prossimi 30 anni il volume dei rifiuti marini potrà superare i tre miliardi di tonnellate.

Plastiche, metalli, vetro, ceramica, attrezzature da pesca, tessuti e carta sono tra i materiali più abbondanti. "Nel Mediterraneo - aggiunge Canals - la spazzatura sui fondali è già un serio problema ecologico. In alcuni luoghi della costa catalana ci sono grandi accumuli. Quando ci sono forti tempeste, come la tempesta Gloria del gennaio 2020, le onde riportano i rifiuti sulla spiaggia. Alcune spiagge sono state letteralmente ricoperte".

Il lavoro è stato condotto in collaborazione con il Joint Research Centre (Jrc) della Commissione europea e vede coinvolti diversi enti italiani, come l'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra), la Stazione Zoologica Anton Dohrn, l'Università di Cagliari e l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs).

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