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Università Mediterranea, Uil Rua: "Invitiamo il dg Amaro a rassegnare le dimissioni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ReggioToday

Nell’ultima riunione di confronto con l’Amministrazione dell’Università di Reggio Calabria del 25 gennaio, abbiamo preso atto, nostro malgrado, per l’ennesima volta dell’atteggiamento di chiusura del Direttore Generale Ottavio Salvatore Amaro al rispetto e all’applicazione delle norme che sfiora quasi l’idiosincrasia. Alcuni nuovi strumenti, che mettono al centro la vita e il benessere del lavoratore, come il Pola (Piano organizzativo del lavoro agile), sono stati sviliti nei contenuti al punto da essere anni luce dalle esigenze del Personale e della stessa Amministrazione e da non poter trovare applicazione se non prima del 2022, a prescindere dalla fine del periodo emergenziale, vanificando così la loro portata innovativa.

Dilentattismo puro: il Pola, prevede la norma, può essere approvato entro e non oltre il 31 gennaio 2021 e, nel caso si decida di non applicarlo, sarà necessario definire un regolamento per lo Smart Working, da applicare immediatamente a regime alla fine dell’emergenza sanitaria, che preveda almeno il 30% di personale in lavoro agile. Nel corso di un’accesa riunione, è stato illustrato dal Presidente del CUG (Comitato Unico di Garanzia) il Pap (Piano di Azioni Positive 2021-2023), che dovrebbe contenere al suo interno l’analisi di contesto in relazione al Benessere in Ateneo e alla Conciliazione vita personale/lavoro.

Dalla lettura del Pap sembrerebbe che l’Ateneo sia una realtà virtuosa dove tutto funziona e il personale viva in una campana di vetro protetta e benefica. Nella realtà? 1) gli stipendi da tre mesi vengono pagati in ritardo (problemi di cassa??? - insolvenza dell’Ateneo??? – rischio chiusura???); 2) il Personale viene spostato da un’Area all’altra, da un ufficio all’altro senza che vi sia regolamento sulla mobilità, un motivo oggettivo o qualunque confronto con le parti sociali, tanto che a pensar male, si dovrebbe attribuire al criterio basato su una maggiore o minore empatia con il DG dell’Ateneo; 3) il Personale viene vessato, sanzionato e minacciato da continui provvedimenti disciplinari, tanto che oggi il numero di provvedimenti proposti dal dg Amaro, è nettamente superiore al numero totale di quelli fatti complessivamente da tutti i suoi predecessori sin dalla nascita dell’Ateneo; 4) l’ultimo contratto integrativo siglato (molto discusso e contestato dalle OO.SS.) in Ateneo risale al 2019 e si riferisce all’anno 2018. Dei tre anni successivi (2019, 2020 e 2021) non vi è traccia.

Purtroppo, la realtà vede il Personale T/A abbandonato a sé stesso e il Cug, che dovrebbe essere l’organismo di allarme del malessere più volte manifestato, risulta essere sordo a qualsivoglia sollecitazione, vanificando, ancora una volta, il ruolo e le ragioni che ne hanno determinato la nascita da parte del legislatore. Come se tutto non fosse sufficiente per sobbalzare dalla sedia, il Direttore Generale ha chiesto alle OO.SS. e alla RSU di Ateneo di sottoscrivere un accordo per definire il 25 gennaio 2021 i criteri di assegnazione di indennità ed incarichi svolti nel 2018 su risorse stanziate nel citato accordo siglato nel 2019. Il DG si è presentato con un “fantasioso” pacchetto di incarichi già predisposto, a pensar male, si dovrebbe attribuire lo stesso criterio precedente basato su una maggiore o minore empatia con il DG dell’Ateneo, e che le OO.SS. avrebbero dovuto accettare di attribuire, oggi per allora, come se si potesse essere incuranti delle norme e di quanto più volte sentenziato dalle varie Corti dei Conti di tutta Italia. Al peggio non c’è mai fine!!!

Ancora, abbiamo segnalato al Direttore che la mancanza della Costituzione dei Fondi del salario accessorio per gli anni 2019, 2020 e 2021, crea un “vulnus” gravissimo per l’accessorio del Personale, rappresentando una responsabilità dirigenziale e un comportamento lesivo della dignità del Personale e del Sindacato, di cui non potremo non chiederne conto. Durante il tavolo tecnico presso il MUR, abbiamo segnalato al Direttore Generale Dott.ssa Gargano la grave situazione in cui imperversa l’Ateneo di Reggio Calabria, interrogandola su comportamenti poco consoni ad un Dirigente della pubblica amministrazione (spostamenti di personale, provvedimenti disciplinari e ripicche) che creano danno all’immagine dell’Università in genere e all’Ateneo Reggino in particolare, chiedendo espressamente l’apertura di un’inchiesta ministeriale.

Chiediamo al Magnifico Rettore di sollevare dall’incarico il Direttore Generale data la situazione di grave incompatibilità che si è venuta a creare con i lavoratori e con i loro rappresentanti, per il bene dell’Ateneo e della Città che in esso deve trovare un motivo di orgoglio. Infine, invitiamo il Direttore Generale Amaro, a non aspettare le decisioni del Rettore o la scadenza del mandato prevista per maggio prossimo, ma di compiere un atto dignitoso e anticipare la sua uscita per il bene della Città e dell’Ateneo, rassegnando le immediate dimissioni, che siamo sicuri saranno accolte con grande entusiasmo da gran parte dell’intera Comunità Accademica.

Il Segretario Generale Attilio Bombardieri

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