Lunedì, 15 Luglio 2024
La missione nel Comune senza sindaco / San Luca

Antimafia, a San Luca arriverà la commissione d'accesso

Lo ha detto la presidente Chiara Colosimo durante la visita nel comune che è già commissariato dopo le mancate elezioni

La commissione d'accesso antimafia arriverà davvero nel territorio reggino, e precisamente a San Luca. Ad annunciarlo, confermando quanto già trapelato, è stata Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare antimafia che insieme a una delegazione dell'organismo stesso si è recata oggi nel comune già di fatto commissariato dopo le mancate elezioni.

Il provvedimento pare sia stato formalizzato proprio nel corso della mattina di audizioni svolta da Colosimo nella sede della locale caserma dei carabinieri: quasi in diretta sarebbe giunto il sì del ministero alla prefettura per far insediare la commissione di accesso a San Luca. Adesso inizierà l'attività di indagine che dovrebbe portare a uno scioglimento ufficiale del comune, rimasto senza sindaco per mancanza di candidati alle amministrative delle scorse settimane. 

"San Luca è ancora la 'mamma' della 'ndrangheta e sappiamo che questa è la più pervasiva ed insidiosa delle criminalità organizzate, che si caratterizza per la sua espansività sul piano nazionale ed internazionale. Se volessimo sintetizzare con due termini un po' giornalistici noi parleremmo di una holding internazionale che è capace di colonizzare l'Italia e il Mondo".

Colosimo ha parlato così incontrando i giornalisti al fianco di magistrati, con in testa il procuratore reggino Bombardieri, rappresentanti delle forze dell'ordine e la prefetta di Reggio Calabria, Clara Vaccaro. Alla riunioni hanno partecipato anche la sottosegreteria del ministero dell'interno, Wanda Ferro, e i parlamentari calabresi Alfredo Antoniozzi e Tilde Minasi.  

"Nota la presenza della 'ndrangheta nel tessuto economico e i rapporti collusivi con i mafiosi"

Obiettivo dell audizioni con i vertici provinciali delle forze di polizia e della magistratura è stato fare il punto sul contrasto alla ‘ndrangheta in provincia di Reggio Calabria. La presidente ha parlato della presenza criminale sul territorio ribadendo che la situazione è nota allo stato e attenzionata. "Dal lavoro che la commissione sta portando avanti - ha detto - sia in questa sede sia nella sede di San Macuto occupandosi della 'ndrangheta nei territori del nord Italia emerge una criminalità organizzata che qui è particolarmente dedita e rivendica un ruolo di primato mondiale sul traffico internazionale di stupefacenti ma che non ha abbandonato le tradizionali attività predatorie. Quindi parliamo di estorsioni e usura, e che ha aggiunto a questo un'infiltrazione del tessuto economico-sociale".

Colosimo ha sottolineato la suddivisione tra "imprenditori vittime, imprenditori compiacenti e imprenditori propriamente mafiosi" e la capacità della 'ndrangheta di tessere rapporti con la politica e in generale con gli apparati amministrativi. Ha poi ribadito: "Sono noti i rapporti collusivi tra politici e mafiosi. Sono altrettanto note le modalità con cui questo avviene, quindi il voto di scambio politico mafioso, ma è altrettanto noto e va sottolineato quello che accade oggi di nuovo e cioè che ci sia anche la scelta di candidare direttamente esponenti che magari vengono 'inventati' dalla criminalità organizzata e diventano parte integrante della cosa politica".

"E' bene che tutti sappiano - ha detto ancora Chiara Colosimo - che è un'organizzazione prettamente gerarchica che però ha un'autonomia locale, 'ndrine, locale, mandamenti, crimine, provincia. E tutto quello che ormai possiamo dire e sapere della 'ndrangheta ci dice come - su questo territorio e fuori da questo territori  perché la 'ndrangheta non è una questione unicamente calabrese - abbiamo un vero e proprio antistato. Un antistato a cui noi intendiamo rispondere, un antistato verso il quale noi non intendiamo indietreggiare".

"San Luca ha bisogno di donne e uomini liberi, gli altri saranno portati dov'è giusto che stiano"

Per questo la commissione ha voluto la missione a San Luca per "sostenere la speranza di chi non vuole assoggettarsi al mandamento di questo territorio, di chi non vuole dire semplicemente mi giro dall'altro lato". Un messaggio chiaro e corale da parte dei componenti della commissione, i magistrati e le istituzioni presenti. "Noi conosciamo - ha aggiunto la presidente dell'antimafia - i nomi delle 'ndrine, delle famiglie. Sappiamo che quando parliamo di San Luca parliamo sicuramente di Pelle, Nistra, Strangio, Mammoliti, De Giorgio, Giampaolo, Romeo ma sappiamo che queste famiglie, quasi sempre, lavorano in coordinamento con i Barbaro, i Trimboli, i Morabito, i Palamara e i Bruzzano di Africo e potremmo allargare ancora il giro di nomi".

"Noi siamo qui - ha aggiunto - perché sappiamo che su 3.500 abitanti circa, 200 in questo momento sono detenuti per reati legati alla criminalità organizzata e una media che va per tra 50 e 60 sono comunque sottoposti a misure cautelari. Ma a queste persone noi non possiamo dire solo questo. Noi abbiamo il compito di dire alle donne e ai bambini di questo territorio che cambiare si può e si deve".

L'attività di repressione che le forze di polizia e la Procura porta avanti è fondamentale ma, ha proseguito Colosimo, "non può bastare e non basta se noi non mettiamo in campo insieme una nuova narrazione e una nuova storia anche per un territorio, come è questo paese, è terribilmente infiltrato e potrebbe sembrare definitivamente compromesso. Non vogliamo raccontare questo, vogliamo raccontare storie di gente che ha scelto di stare dalla parte dello Stato, vogliamo raccontare che anche quando un ragazzo di del 2003 o del 2011 viene fermato insieme al padre in flagranza di reato, quel ragazzo non è perduto, quel ragazzo può, se lo Stato c'è, scegliere di fare un'altra strada".

L'appello di Chiara Colosimo è all'indirizzo della parte sana e onesta di San Luca. "Se questo territorio è rimasto ed è povero, triste, chiuso come l'abbiamo visto, perché io non ho incontrato nessun cittadino venendo qui - ha precisato la presidente - è perché qualcuno si approfitta del lavoro della dignità di alcune famiglie per fare soldi e portarli altrove.

Qui c'è bisogno di welfare, di lavoro, c'è bisogno di dire a questa gente che non è questo il modo in cui risollevare la propria terra. Abbiamo bisogno di uomini e donne liberi e io sono sicura che, nascoste dietro le serrande, ci sono, e se non ci dovessero essere arriverà lo Stato e lì porterà dove è giusto che stiano. Ma non sono tutti così e quelli che non sono così devono essere sostenuti da queste persone e da tutti coloro i quali romperanno quel muro di omertà".

Ha concluso la presidente della commissione parlamentare antimafia: "Non abbiate paura. C'è una differenza, quella differenza sta tra chi sceglie di vivere alla luce del sole e chi invece, anche qui, come latitante è costretto a nascondersi. La rivoluzione civile in questa città ancora manca e noi la vogliamo portare".

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