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Verso le elezioni europee

Autonomia, Lupi: "La riforma è un’opportunità se non aumenta il divario fra Nord e Sud"

Incontro a Palazzo San Giorgio. Foti, responsabile per il Mezzogiorno di Noi Moderati: "Un emendamento correttivo potrebbe migliorare questa riforma". Critico il presidente di Svimez, Adriano Giannola

La sala dei Sindaci di Palazzo San Giorgio di Reggio Calabria, ha ospitato il convegno "Ultima chiamata per il Sud, tra centralismo e autonomia - un Mezzogiorno fondamentale per la crescita del Paese", organizzato da Noi Moderati e promosso da Nino Foti, responsabile per il Mezzogiorno del partito. Presenti anche altri esponenti di Noi Moderati: l’on. Pino Bicchielli e il capogruppo al Comune di Reggio Calabria, Saverio Anghelone. 

L’incontro è stato aperto dall’intervento di Nino Foti che ha evidenziato come il titolo del convegno sia una provocazione, per una legge "già approvata al Senato e calendarizzata in Aula alla Camera il prossimo giovedì, che può rappresentare un grosso rischio. Si tratta più che un trasferimento di sovranità".

Prosegue Foti: "Con questa legge viene costituzionalizzata la spesa storica e il Paese viene diviso in due. Sicuramente un emendamento correttivo potrebbe rendere realmente funzionale il progetto dell’autonomia differenziata”.

Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, ha poi preso la parola: "Ogni regione è diversa dall’altra e deve essere valorizzata in un’ottica di sviluppo considerando un sistema unitario. E’ un errore considerare il Sud come qualcosa da aiutare, in una logica assistenziale e oggi la sfida è quella della realizzazione delle infrastrutture, materiali e immateriali. Abbiamo per la prima volta le risorse, ma dobbiamo attuare un modello nuovo e se l’autonomia differenziata è una opportunità per rilanciare questo Paese ben venga, ma se deve aumentare il divario, allora non va bene".

Ornella Cuzzupi, segretaria generale Ugl Scuola ha dichiarato: "Rappresentiamo il Sud, che non è mai stato valorizzato. Non siamo ancorati all’assistenzialismo e chiediamo lavoro e senza la valorizzazione del Sud, l’Italia non può ripartire. Mi auguro che vengano portate avanti politiche attive per il lavoro nel Mezzogiorno".

Molto critico l’intervento di Adriano Giannola, presidente di Svimez, che ha fatto una fotografia sulla situazione attuale, evidenziando i rischi dell’autonomia differenziata che “può spaccare il Paese. I Livelli essenziali di prestazione devono essere uniformi e, se non vengono attuati, non si può realizzare questa riforma".

Pietro Massimo Busetta, professore ordinario di statistica economica all’Università di Palermo, ha dichiarato: "Viviamo un Paese a due velocità con esigenze diverse, ma solo unito può diventare competitivo".

Giuseppe Galati, vicepresidente di Noi Moderati, ha dichiarato: "La riforma è da valutarsi nell’ottica e nella consapevolezza della realizzazione dei Livelli essenziali di prestazione e questo dipende dalle risorse a disposizione. Saremo sentinelle rispetto a questo tema verso il quale non abbiamo nessuna chiusura, ma questa riforma deve essere valutata in modo concreto in riferimento ai Lep.

Riccardo Rosa, candidato alle elezioni europee per Noi Moderati, ha chiuso l’incontro così: "Il titolo di questa legge è sbagliato, perché potrebbe aumentare il gap e, in queste settimane, registro tanti timori e perplessità sulla riforma, che deve essere spiegata bene alla popolazione. Dovremmo mettere fine alla questione meridionale e poter usufruire dei servizi così come li vivono i cittadini del nord Italia".

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