rotate-mobile
Lunedì, 26 Febbraio 2024
Il progetto / Pellaro

Casa delle donne, bando alla ricerca del gestore giusto che inizi e continui

Pubblicato l'accuratissimo avviso per selezionare il concessionario dell'immobile confiscato dove sarà attivato un centro antiviolenza e di accoglienza

Dopo la consegna dell'immobile, arriva il passaggio cruciale per la realizzazione della casa delle donne, la struttura pubblica polifunzionale per le vittime di violenza di genere che sorgerà a Pellaro in un immobile confiscat,o il cui affidamento è stato ora messo a bando dal Comune, con un avviso a cui si potrà partecipare entro il 18 dicembre.

Un tempo brevissimo per gli interessati (il bando è stato pubblicato con determina della macroarea patrimonio il 6 dicembre ), che dovranno presentare rapidamente il complesso progetto e il piano finanziario della proposta, volta a rifunzionalizzare l'immobile confiscato interamente ristrutturato dall'amministrazione comunale con i fondi a valere di Agenda Urbana - Por Calabria Fesr/Fse 2014/2020.

La destinazione individuata è quella di centro antiviolenza e accoglienza per donne in difficoltà e nell'avviso sono indicati i servizi minimi che il gestore dovrà erogare all'utenza, a titolo gratuito. L'ascolto prevederà colloqui telefonici e preliminari presso la sede per individuare i bisogni e fornire le prime informazioni utili a chi si rivolgerà alla struttura. Il servizio di accoglienza dovrà invece garantire protezione e accoglienza abitativa alle donne vittime di violenza a seguito di colloqui strutturati, ed elaborare percorsi individuale di accompagnamento per l'uscita dalla situazione di violenza. Dovranno essere offerti anche assistenza psicologica, individuale e in gruppi di auto mutuo aiuto anche in rete con le strutture ospedaliere ed i servizi territoriali; assistenza legale e informazione e aiuto per l'accesso al gratuito patrocinio in tutte le fasi del processo penale e civile; supporto ai minori vittime di violenza assistita; orientamento al lavoro in contatto con i servizi sociali e i centri per l'impiego e orientamento all'autonomia abitativa attraverso convenzioni e con enti locali e altre agenzie locali.

Le modalità di accesso, l'utenza, le professionalità e gli orari del servizio

L’accesso al centro, sia per l’alloggio temporaneo che per gli altri servizi, sarà volontario o su indicazione dei servizi sociali, ammesso gratuitamente per tutte le donne in difficoltà che richiedessero aiuto con l'eccezione di persone con problemi specifici come la disabilità psichica, la tossicodipendenza e l'alcolismo, o bisognose di trattamenti sanitari. La sistemazione abitativa sarà di tipo emergenziale, per il periodo necessario alla sistemazione stabile delle utenti presso case rifugio o alloggi autonomi e comunque non oltre tre mesi di permanenza, salvo casi gravissimi oggetto di valutazione speciale. Sarà data priorità alle madri con figli minori, che se maschi non potranno avere età superiore a 11 anni. Il gestore dovrà garantire l’apertura del centro almeno 5 giorni alla settimana, compresi i festivi, e un centralino telefonico attivo tutto il giorno anche con collegamento al numero antiviolenza nazionale 1522, assicurando l'ingresso nella mappatura tenuta dal dipartimento per le pari opportunità della presidenza del consiglio dei ministri e l'accreditamento secondo le normative regionali. 

Nel centro ci saranno soltanto operatrici donne, con varie figure professionali specializzate, come assistenti sociali, psicologhe, educatrici e avvocate con una formazione specifica sul tema della violenza di genere ed iscritte all'albo del gratuito patrocinio, e il centro garantirà al personale formazione iniziale e continua. Saranno vietate le tecniche di mediazione familiare e nella struttura non potranno mai accedere i responsabili delle violenze da cui le donne stanno cercando protezione. 

I partecipanti al bando devono dimostrare di poter sostenere le spese di gestione 

Il centro, come è noto, sarà ubicato a Pellaro all'interno di un immobile confiscato alla criminalità e riconvertito con finalità sociali secondo l'azione 9.6.6. del Por Calabria, che appartiene al patrimonio indisponibile del Comune ed è assegnato in concessione d’uso a titolo gratuito. La costruzione totalmente ristrutturata è composta da tre piani, un terrazzo e un'ampia corte esterna con giardino. Consegnato completo di arredi e senza bisogno di nessun intervento, sarà però interamente a carico dell'affidatario per i costi di gestione, la manutenzione ordinaria e le utenze.

Un aspetto che potrebbe incidere sull'adesione all'avviso pubblico, e non sarebbe una novità per i bandi dell'ente comunale, ultimamente molto difficili da appaltare. I proponenti dovranno infatti allegare al progetto un piano economico-finanziario che garantisca la sostenibilità di questa gestione per almeno cinque anni, indicando le risorse individuare per la copertura delle spese. Il bando ammette però che le fonti di finanziamento possano essere pubbliche, sponsorizzazioni private, donazioni e raccolte volontarie. 

I requisiti per aderire all'avviso, il Comune alla ricerca del soggetto giusto 

Possono partecipare al bando gli enti del terzo settore operanti nel settore dell'aiuto alle donne vittime di violenza e con esperienza maturata almeno quinquennale e personale formato, che utilizzino una metodologia di accoglienza basata sulla relazione tra donne e abbiano obiettivi di contrasto alla violenza di genere coerenti con la convenzione di Istanbul. E' possibile aderire come soggetti singoli o capofila di associazioni temporanee di scopo (Ats) composte da enti senza scopo di lucro. Il concessionario sarà selezionato da una commissione giudicatrice appositamente nominata, che esaminerà i requisiti di partecipazione e poi il progetto.

Si tratta di un bando molto accurato, che chiaramente punta a concedere un bene a cui l'amministrazione tiene molto al soggetto 'giusto', in modo da consegnare alla città un servizio atteso da anni e che oggi è ritenuto fondamentale anche nell'indirizzo espresso dal consiglio comunale con la mozione contro la violenza di genere. L'obiettivo è assegnare la gestione del centro a un affidatario che la avvi e la faccia funzionare stabilmente senza rischi di successivi abbandoni. Anche nella proiezione futura di trasformare questa struttura in una più ampia casa delle donne, punto di riferimento sociale, dialogo, costruzione di idee per i diritti e l'autodeterminazione femminile, e soprattutto di costruzione di un ambiente culturale che prevenga ed elimini la violenza. Vedremo chi vorrà raccogliere questo invito e assumere una responsabilità non da poco specialmente in termini di autofinanziamento.  

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Casa delle donne, bando alla ricerca del gestore giusto che inizi e continui

ReggioToday è in caricamento