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L'atto / Centro / Corso Giuseppe Garibaldi

Beni confiscati, il Comune pubblica avviso per uno storico locale sul corso Garibaldi

L'attività economica presente da anni nell'immobile sequestrato ha morosità oggetto di regolarizzazione, ma potrebbero esserci concorrenti interessati

Un rinomato esercizio economico, sito in un immobile confiscato del centro cittadino, è al centro di un contenzioso avviato dal Comune (assegnatario del bene) per recuperare i crediti nei confronti della società che occupa il locale. Si tratta di un'attività imprenditoriale storica di Reggio Calabria, presente da molti anni e più generazioni nel cuore del corso Garibaldi, e per questo l'ente ha accolto la richiesta dell'operatore di avviare un percorso di regolarizzazione contabile e amministrativa che permetta di proseguire la gestione e tutelare i dipendenti a carico.

Data la comune volontà delle parti, potrebbe essere, in teoria, solo una formalità, invece c'è il rischio che il bene confiscato (e la relativa attività commerciale) sia locato a qualcun altro perché gli obblighi di informazione e trasparenza hanno imposto all'amministrazione di pubblicare un avviso ai controinteressati.

A firmarlo è il settore 7 patrimonio (servizio beni confiscati e comuni), che dà notizia dell'apertura dell'iter di regolarizzazione invitando eventuali concorrenti a manifestare il proprio interesse entro il 30 maggio 2024 presentando istanze, memorie e controdeduzioni. Inoltre sarà possibile richiedere accesso agli atti.

Nell'avviso il nome della società coinvolta è protetto da omissis e non si cita neanche il tipo di attività portata avanti nell'immobile confiscato che si trova al numero 205 del corso Garibaldi. E' però molto facile capire quale sia il locale, al centro anche di vicende giudiziarie e nel tempo gestito da vari imprenditori, i quali ne hanno preservato l'identità legata a memorie di storia e costume della città. Non fa eccezione l'operatore che oggi vuole continuare il suo apprezzato lavoro ma, come si spiega nell'avviso, ha accumulato morosità nel pagamento del canone di locazione. Proprio con questa considerazione, da parte del Comune c'è stata piena disponibilità ad agevolare una regolarizzazione "con previsione di recupero e pagamento integrale a carico dell’operatore economico del totale della morosità pregressa al canone accertato, adeguate garanzie, accollo delle spese giudiziali e legali, con conseguente stipula del contratto di locazione commerciale". 

La premessa è "il prioritario interesse pubblico al ripristino di condizioni di legalità e di valorizzazione e riuso del bene immobile contemperato con l’interesse consistente nel mantenimento della realtà imprenditoriale con dipendenti a carico, senza pregiudizio per l’ente e con garanzia della partita economica". Sono già stati effettuati i controlli di legge previsti dal Codice Antimafia, che hanno accertato l'assenza di elementi impeditivi in capo all'operatore economico: tutte le carte sono a posto per vedere contrattualizzato il rapporto di locazione in essere.

L'unico ostacolo potrebbe essere l'apparizione di qualche concorrente che però deve dichiarare il suo interesse entro il termine fissato: se nessuno si farà vivo, l'ufficio provvederà a regolarizzare la posizione della società che gestisce il centralissimo locale reggino. E' questo l'epilogo atteso dagli imprenditori che, come accaduto in altre vicende simili riguardanti i beni confiscati, dopo aver superato le difficoltà vogliono ora mettersi in regola con il Comune. Sullo sfondo c'è la storia di un luogo amatissimo da reggini e turisti, colpito da gravi vicissitudini e clamori ma che non ha mai smesso di rappresentare un fiore all'occhiello del corso cittadino.

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