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Il caso

Bilancio di previsione, la prefettura diffida il Comune e si rischia il commissariamento

Dura nota di Clara Vaccaro per l'inadempienza nell'approvazione del documento contabile entro i termini di legge

La notizia arriva come una bomba stamattina, durante la riunione della commissione bilancio. Il presidente Giuseppe Cuzzocrea è stato costretto a comunicare l'oggetto di una pesantissima lettera della prefetta Clara Vaccaro. Inviata il 3 aprile con destinatari il sindaco, il presidente del consiglio comunale e il segretario comunale, è una diffida al Comune di Reggio Calabria per l'approvazione del bilancio di previsione 2024/2026 entro venti giorni dalla notifica.

L'amministrazione comunale, si osserva dalla prefettura, è inadempiente per inosservanza degli obblighi relativi all’approvazione del bilancio di previsione relativo all’esercizio finanziario in corso nel termine previsto dall’articolo 151 del decreto legislativo 267/2000, differito al 15 marzo 2024.

Nella nota la dottoressa Vaccaro non le manda a dire e illustra la situazione con parole imbarazzanti e un rigore procedurale a cui non è forse avvezza la civica assemblea reggina, colta in fallo come avviene in una classe di scolaretti impreparati. I ritardi nell'approvazione del bilancio purtroppo non sono una novità per l' amministrazione e si profila ora l'eventualità di una vera bocciatura, ovvero la procedura che prevede commissariamento e scioglimento del consiglio.

La prefettura precisa che la diffida fa seguito a una precedente corrispondenza con l'ente (l'ultima nota 24608 è stata inviata il 5 marzo 2024). Eppure "non risulta che, alla data odierna, il consiglio di codesto Comune, sebbene la giunta abbia approvato il relativo schema, abbia provveduto a deliberare il bilancio di previsione". La prefetta invita l'organo consiliare all'adempimento entro venti giorni dalla data di ricevimento della nota, chiedendo al presidente del consiglio di comunicare alla prefettura gli estremi della delibera di adozione del documento contabile.

Adesso il consiglio dovrà assolvere all'obbligo a rotta di collo, salvo conseguenze estreme. In caso di perdurante inadempienza, la prefettura riterrà perfezionata la fattispecie prevista dall’articolo 141 comma 2 del decreto legislativo 267/2000, che prevede la nomina di un commissario incaricato dell’approvazione del documento contabile e l’avvio della procedura di scioglimento del consiglio comunale. 

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