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Martedì, 25 Gennaio 2022
Le reazioni

Nuova giunta comunale, Giordano: "Quando la pezza è peggio del buco"

L'analisi del segretario della sezione R. Sardiello del Partito repubblicano italiano: "Abbiamo assistito ad un teatrino imbarazzante, messo in piedi dal PD reggino e retto da chi non ha interesse alcuno delle sorti della città"

"La situazione a Palazzo San Giorgio non è sicuramente tra le più rosee. La sospensione del sindaco e di buona parte dei consiglieri e amministratori del Comune di Reggio Calabria ha creato un buco amministrativo rilevante".

Così Demetrio Giordano, segretario della sezione R. Sardiello del Partito repubblicano italiano di Reggio Calabria, che in una nota aggiunge: "I repubblicani dopo il caso Miramare, seppur rimanendo garantisti, auspicavano un “mea culpa” da parte dei partiti e movimenti interessati dalla sentenza, con conseguente dimissione in blocco degli attuali eletti, essendo il consiglio di fatto politicamente svuotato della volontà popolare che, ahinoi, conta sempre meno.

Abbiamo assistito ad un teatrino imbarazzante, messo in piedi dal PD reggino e retto da chi non ha interesse alcuno delle sorti della Città. La formazione della nuova giunta comunale ne è la prova: una mera spartizione di potere, sostenuta con forza a suon di diktat e minacce ed esaurita con un nulla di fatto per la Città". 

Secondo Giordano "fare politica attiva per il territorio non vuol dire piantare bandierine. Non scendiamo in merito alle nomine dei nuovi assessori, a cui lasciamo il beneficio del dubbio, ma se l’azione amministrativa doveva proprio continuare, avremmo gradito delle prese di posizione che avrebbero rappresentato un punto di rottura con il recente passato e una totale discontinuità amministrativa. In altre parole, altre soluzioni decisamente più responsabili rispetto a quelle attualmente messe in campo: una giunta formata da professionisti affermati, il coinvolgimento dell’Università sempre più emarginata, delle parti sociali e di chi conosce e può gestire la macchina burocratica, indipendentemente dal colore partitico della casacca che indossa.

Solo in questo modo il sindaco f.f. avrebbe potuto riacquisire la fiducia della cittadinanza, prima ancora che quella dei partiti, portando a compimento il suo mandato a testa alta, con un azione rivolta alla Città e non alle sedi di partito. Anche con il coinvolgimento di queste forze responsabili, governare la Città sarebbe stato comunque difficile, figuriamoci con una giunta comunale formatasi invece per ripicche, minacce ed esclusioni, manifestate persino tramite la stampa".

"In questo contesto, - conclude Demetrio Giordano - non possiamo non ricordare quello che scrisse il fondatore del PRI in Calabria, Francesco Antonio Leuzzi: “Il valore di una persona dipende dal numero di cose di cui si vergogna”".

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