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Sanità

Campagna vaccinale, Bruni: "Trascurata la riorganizzazione"

La denuncia della leader dell'opposizione in consiglio regionale: "Persone abbandonate a loro stesse, prive di ogni informazione su come e dove potersi vaccinare"

Chiusi molti centri vaccinali Covid regionali, chi vuole immunizzarsi contro il virus sul territorio calabrese è abbandonato a se stesso. Lo sostiene Amalia Bruni, leader dell'opposizione in consiglio regionale. “La nostra Regione - scrive in una nota - sulla vicenda Covid non può essere certo presa come esempio di virtuosità. Durante la fase peggiore della pandemia regnava una confusione assoluta, con pochi posti letto in terapia intensiva, dosi del vaccino che scarseggiavano e una lentissima progressione della somministrazione del farmaco. E anche ora, con i casi di contagio in risalita la situazione non è cambiata".

Continua Amalia Bruni: "Il Covid, purtroppo, è sempre tra di noi e non è sparito all’improvviso solo perché il Governo ha deciso di derubricarne la sua pericolosità che resta sempre tale e per questo è necessario prendere tutte le precauzioni che occorrono. Con la chiusura di alcuni centri vaccinali della Regione si doveva poter offrire prestazioni adeguate ai pazienti che invece continuano a lamentare disorganizzazione e mancanza di informazioni".

Bruni cita anche una lettera del 28 dicembre scorso dell’Azienda per il Governo della Sanità della Regione Calabria, a firma del dottor Battistini, che aveva per oggetto le indicazioni per il completamento della campagna vaccinale anti Sars Covid19, chiedeva di “riorganizzare all’uopo i centri vaccinali delle Asp, di interessare direttamente i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, di coinvolgere ulteriormente le farmacie aderenti alla campagna, proseguire nelle vaccinazioni degli ospiti delle Rsa e dei presidii residenziali per anziani, senza distinzione di età”, ed altre indicazioni simili.

Commenta Amalia Bruni: "Sta di fatto che ad oggi è non stato fatto nulla di tutto ciò, visto che le persone sono abbandonate a loro stesse, prive di ogni informazione su come e dove potersi vaccinare. Una disorganizzazione totale da parte delle Asp che non solo non hanno predisposto nulla ma non sono state neppure in grado di fornire informazioni né ai sindacati di categoria, né ai di medici di base e neppure ai pediatri che sono stati lasciati da soli a risolvere i problemi dei loro pazienti".

Si conclude la nota: "E’ ora quindi che le Aziende sanItarie si sveglino e mettano in atto quanto contenuto nella lettera di Battistini magari, dando ai cittadini le giuste informazioni, evitando che, per mancanza di notizie, viaggino per chilometri e chilometri alla ricerca del centro vaccinale più vicino"

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