Giovedì, 18 Luglio 2024
Il caso

Direttiva Bolkestein, è braccio di ferro per i balneari tra Europa e Calabria: le reazioni

Il governatore Occhiuto non applicherà la norma europea per l’insussistenza di scarsità della risorsa spiaggia. Il plauso del mondo politico ma incombe la procedura d'infrazione

Dopo la decisione della giunta regionale e del presidente Roberto Occhiuto di varare una delibera dove sancisce che in Calabria non si applicherà la direttiva Bolkestein, per l’insussistenza di scarsità della risorsa spiaggia, ecco che dal mondo della politica e non solo arriva il plauso al governatore per la decisione presa. 

Ma di fatto è un braccio di ferro tra l'Italia e la Commissione europea sulla questione delle concessioni balneari nel nostro Paese. Bruxelles chiede da tempo a Roma di bloccare i rinnovi automatici delle concessioni agli operatori storici e di aprire il mercato a nuove imprese attraverso dei bandi di gara, così come previsto dalla cosiddetta direttiva Bolkestein.

Il governo di Giorgia Meloni, per il momento, non si è adeguato alla richiesta (così come del resto avevano fatto gli esecutivi precedenti), nonostante la procedura d'infrazione aperta da Bruxelles (che potrebbe portare a pesanti multe). E dopo aver rinnovato le concessioni fino al 31 dicembre 2024, sta lavorando a un documento che amplierebbe le spiagge da assegnare ai balneari, in modo da salvare i gestori degli stabilimenti esistenti. Una mossa che la Commissione contesta.

In questo contesto ecco che la Regione Calabria, prima fra le regioni, come dice il governatore Occhiuto, mette nero su bianco che non applicherà la direttiva. E se da una parte arriva il plauso del mondo della politica, c'è da capire, se poi arriveranno le sanzioni per l'Italia. 

Le reazioni 

Cosi ecco che scende in campo il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro, compagno di partito del governatore, a sostegno della decisione regionale: "La giunta regionale calabrese, guidata dal Presidente Roberto Occhiuto, ha varato una delibera con cui sancisce che in Calabria non si applicherà la direttiva Bolkestein, per l’insussistenza di scarsità della risorsa. Ed è la prima Regione in Italia a prendere una decisione del genere. Se c'è un patrimonio di cui è ricca e può andare veramente fiera la Calabria, è sicuramente la costa. Ma nella nostra Regione solo il 13% delle spiagge è attrezzato e pronto ad ospitare turisti, mentre l’87% è al momento libero. Motivo per cui, con la ferma e coraggiosa resistenza della Regione Calabria, la direttiva europea denominata Bolkestein può non essere applicata.

Secondo la Bolkestein, infatti, laddove il numero delle concessioni è limitato (per scarsità delle risorse naturali) serve una gara, per una durata limitata, senza rinnovo automatico e senza preferenze per il precedente concessionario. Una misura che va nettamente contro i balneari, contrastando con lo sviluppo delle nostre coste e soprattutto perché in Calabria non c’è affatto scarsità della risorsa spiaggia, tutt'altro!".

Anche il consigliere regionale Pietro Molinaro, della Lega, è soddisfatto: "Nei giorni scorsi il gruppo della Lega in Consiglio regionale aveva presentato una proposta di legge per prorogare l’efficacia delle attuali concessioni agli stabilimenti balneari".

 Per Molinaro: “l’atto della Giunta regionale coglie appieno l’obiettivo politico della nostra proposta di legge, e non asseconda le sirene e le sottigliezze di chi voleva orientare la Giunta verso altri lidi. Ancora una volta il presidente Occhiuto, e la sua Giunta hanno fatto centro, esprimendo un atto politico di grande rilevanza strategica ed economica per la nostra regione che evita il caos all’inizio della stagione.

In questo caso, la giunta – prosegue - ha affermato la nostra specificità di regione in cui non vi è scarsità della risorsa spiaggia, pertanto, in conformità a quanto disciplinato dalla direttiva Bolkestein, in Calabria, gli attuali concessionari possono continuare ad operare, e contestualmente potranno essere messe a bando, porzioni delle attuali spiagge libere.

Questa è la nuova politica che sta facendo crescere la credibilità della Calabria, sui tavoli istituzionali italiani ed europei. Una Calabria, - conclude Molinaro -  che sa stare alle regole del gioco, ma non rinuncia a fare il proprio gioco all’attacco per perseguire il primario e sostanziale  interesse dei calabresi".

Dall'opposizione invece arriva cautela e il gruppo regionale del Pd spiega: "“Il centrodestra eviti spot elettorali su una vicenda complessa. E l’attenzione sul problema non si spenga subito dopo il voto”.

Per il presidente di Assobalneari Calabria, Giuseppe Nucera: "La giunta della Regione Calabria, durante la riunione tenutasi martedi 28 maggio, ha approvato un’importante delibera sulle concessioni balneari. A seguito della decisione presa dalla Giunta i Comuni calabresi potranno procedere all’applicazione diretta della normativa nazionale sulle proroghe delle concessioni balneari.

Come evidenziato dal governatore Roberto Occhiuto, la Calabria è abbracciata dal mare a est, a ovest e a sud, ed ha quasi 800 chilometri di coste. Dai dati aggiornati a dicembre 2023 emerge che solo il 13% delle spiagge calabresi è dato in concessione dai Comuni e almeno l’87% delle spiagge è dunque al momento libero".

"La nostra associazione commenta positivamente l’intervento del governatore Occhiuto, il quale ha rilevato una questione seria e importante, relativa all’abbondante disponibilità della risorsa spiaggia in Calabria. L’atto di giunta, che accogliamo favorevolmente, è in linea con quanto deliberato in precedenza dal Consiglio regionale. Noi come Assolbalneari Calabria, anche a livello nazionale, siamo decisamente contrari alle aste, fatte per spostare le concessioni balneari dalle fatiche e sudore di tante famiglie agli interessi delle multinazionali.

Il caso di Jesolo è emblematico, con la multinazionale Geox - che non ha certo il proprio core business nel settore balneare - che si è aggiudicata la concessione. La disparità è evidente, non si può competere alla pari. La presa di posizione di Occhiuto, in qualità oltre che di governatore anche di importante dirigente nazionale di Forza Italia, è un’azione che può favore l’intervento del governo.

E’ fondamentale - evidenzia Nucera - che sia stabilita la prevalenza delle leggi nazionali a discapito di organi quali il Consiglio Stato che troppo spesso fanno gli interessi delle lobby e non quelli collettivi. C'è spazio in abbondanza lungo i nostri 800 chilometri di costa calabrese per chiunque desideri investire e aprire nuovi stabilimenti balneari. È mortificante - afferma Nucera - vedere la volontà di distruggere realtà costruite dal nulla da imprenditori coraggiosi che hanno creato imprese e occupazione.

Gli stabilimenti balneari sono ostaggio di interessi e mettono seriamente a rischio l’occupazione di un settore trainante del turismo. Le massime istituzioni regionali sono a fianco degli imprenditori balneari e ciò ci stimola ancor di più a proseguire nella nostra battaglia contro le multinazionali che vogliono impadronirsi delle nostre aziende, spesso a carattere familiare".

Giovanni Cugliari, presidente di CNA Calabria, condividendo la delibera della giunta regionale con la quale è stato deciso di non applicare la direttiva Bolkestein, afferma: "Una misura importante ed equilibrata, quella approvata dalla giunta regionale della Calabria e annunciata dal presidente Roberto Occhiuto, che dà continuità alle attuali aziende e al contempo apre a nuove iniziative imprenditoriali in aderenza ai principi eurounitari. Un provvedimento che consente ai concessionari vigenti di riprendere a fare investimenti e al contempo, a indire gare per creare nuove imprese su aree disponibili al netto di quelle destinate alla libera fruizione".

Cosa è la direttiva Bolkestein

La direttiva Bolkestein (direttiva dell’Unione europea 2006/123/CE) è una norma approvata nel 2006, quando la Commissione europea era guidata da Romano Prodi. Ma non è entrata subito in vigore: gli Stati hanno avuto tempo fino al 28 dicembre 2009 per dare attuazione al suo contenuto. In Italia questo è avvenuto con il d. lgs 59/2010, adottato in base alla delega contenuta in una legge comunitaria dell’anno precedente.

La direttiva Bolkestein ha l’obiettivo di promuovere la parità di professionisti e imprese nell’accesso ai mercati dell’Unione europea. Prende il nome da Frederik Bolkestein, economista e politico olandese del partito liberale (Vvd) che era commissario europeo per il mercato interno nella Commissione Prodi. Secondo la direttiva, ad esempio, concessioni e servizi pubblici possono essere affidati a privati solo con gare pubbliche aperte a tutti gli operatori presenti in Europa.

Secondo la direttiva, gli spazi occupati da ambulanti e stabilimenti dovrebbero essere messi a gara, a livello europeo, al momento della scadenza della concessione.

A dicembre 2020 la Commissione europea ha quindi aperto una nuova procedura di infrazione contro l’Italia per violazione della direttiva Bolkestein. Se la situazione non verrà sanata, il Paese rischia gravi sanzioni economiche.

Ma l'Ue stoppa l'Italia sui balneari

E il commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton ha ricordato che la valutazione delle risorse naturali disponibili dovrebbe essere "reale e obiettiva" anche in considerazione della loro scarsità. Inoltre, la stessa valutazione "dovrebbe basarsi su un'analisi qualitativa" delle risorse. In altre parole, la Commissione non intende accettare mappe che contengono parti di litorale non adatte a ospitare stabilimenti balneari, ma inserite solo per far numero e aggirare la direttiva Bolkestein.

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