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Domenica, 19 Maggio 2024
Palazzo Campanella

Allarme povertà in Calabria, Bevacqua: "L'Istat smentisce Occhiuto"

Per il capogruppo del Pd in Consiglio regionale "Servono interventi immediati a sostegno del welfare e dei servizi minimi, a partire da quelli sanitari che continuano a languire e saranno cancellati dall’autonomia di Calderoli e della Lega"

Un nuovo allarme sociale che non può essere sottovalutato. La Calabria è la regione più povera d'Italia, dati che non possono essere sottovalutati e che il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua, evidenzia per pensare a delle contromisure. 

"La Calabria è la Regione più povera d’Italia. Tutti gli indici peggiorano secondo l’Istat che fa una fotografia da vero e proprio allarme sociale, - spiega Bevacqua - anche perché il peggioramento calabrese avviene mentre migliorano i dati delle altre Regioni italiane.

In Calabria si trova in uno stato di miseria il 20,7% della popolazione, un dato precipitato rispetto a quello rilevato durante l’anno precedente quando era pari al 12%. In buona sostanza, coloro che nel 2022 si trovavano in una condizione di forte rischio di povertà o esclusione sociale, cioè il 42% dei residenti, è precipitato verso la fascia più disagiata.

Davanti a questo quadro drammatico si capisce che la rivoluzione che Occhiuto ha annunciato in pompa magna, appena qualche giorno, fa descrivendo una Regione miracolata dal suo governo, evidentemente non si riferiva alla Calabria", aggiunge il capogruppo Bevacqua.

"Serve avere piena consapevolezza della situazione drammatica che stiamo vivendo per potere cominciare ad adottare adeguate contromisure soprattutto nel momento in cui il governo nazionale si appresta ad approvare l’autonomia differenziata che metterebbe definitivamente in ginocchio la nostra Regione.

Tutte le forze sane della Calabria – prosegue Bevacqua – politiche, sociali, sindacali e associative devono unirsi e fare rete per fronteggiare l’allarme ed elaborare una nuova visione del futuro che sappia creare opportunità di sviluppo.

Un passaggio fondamentale  è quello di iniziare a misurarsi effettivamente con la realtà che, come diciamo da mesi, non è quella che raccontano i social della giunta regionale. Servono interventi immediati a sostegno del welfare e dei servizi minimi, a partire da quelli sanitari che continuano a languire e saranno cancellati dall’autonomia di Calderoli e della Lega.

Abbiamo presentato da tempo una proposta di legge per potenziare la sanità pubblica, ma il governo regionale ha evidentemente altre intenzioni. Non possiamo più perdere tempo, né proseguire in lotte strumentali dal sapore elettorale che stanno condizionando pesantemente la vita delle istituzioni calabresi, come dimostrato dall’ultima seduta di Consiglio regionale.

Serve, invece, una risposta immediata - conclude Bevacqua - delle forze migliori ancora presenti in Regione per costruire un futuro diverso e dare risposte concrete ai tanti calabresi che lottano quotidianamente per potere usufruire dei servizi minimi ed esercitare i diritti fondamentali".

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