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Domenica, 23 Giugno 2024
Opere pubbliche

Dal cinema Orchidea all'ex monastero, la mappa dei cantieri fermi e le novità in arrivo

Opere promesse e continuamente rimandate: ecco lo stato dell'arte delle strutture che la città attende di vedere concluse

Lavori che procedono a fasi alterne, motori che partono e poi lentamente si spengono, quasi a un passo dalla dirittura d'arrivo. La mappa delle opere pubbliche a Reggio Calabria unisce una serie di importanti cantieri che l'amministrazione annuncia periodicamente come vicini alla consegna ma poi le date si spostano in avanti e non se ne sa più nulla. Parliamo di strutture da riqualificare o realizzare ex novo ferme da anni e molto attese dalla città, per le quali sin dal suo primo mandato il sindaco Falcomatà ha assicurato il taglio del nastro inserendole in un restyling complessivo di Reggio con l'obiettivo di eliminare il degrado urbano e creare nuove opportunità di fruizione culturale o sociale. Ma tra il dire e il fare ci sono mesi che diventano anni e finanziamenti messi a rischio se non in alcuni casi già persi. Lo abbiamo già fatto in varie occasioni con gli amministratori di volta in volta competenti, ma nuovamente proponiamo un recap delle opere bloccate nell'impasse. 

Ex supercinema, ritardi per aspettare la rimozione di cavi e cabine

Lo storico immobile dell'ex supercinema poi divenuto provente di attività illecite e confiscato alla criminalità è a centro di un progetto da 4 milioni di euro (3,5 del Pnrr ed i 500 mila euro da Patti per il Sud) per la realizzazione di un Mediterranean Gate dedicato ad attività culturali e sociali. Il progetto è stato avviato nel 2019 con l'approvazione della giunta e poi il concorso internazionale di idee in collaborazione con gli ordini professionali. Si è arrivati così, nel 2022, all'aggiudicazione in favore dello studio Raffaele Sarubbo, ma operativamente il primo atto dell'opera è stato lo scorso gennaio con lo sgombero dei fatiscenti locali interni, dove si trovano videogames e macchinette poker abbandonati.

Ufficialmente consegnati i lavori alla ditta appaltratrice, già a febbraio però era di nuovo tutto fermo, generando una polemica politica. Adesso sono trascorsi altri mesi, lo sgombero è stato completato ma persiste uno stallo, in questo caso non imputabile all'amministrazione. Come si era precisato dalla maggioranza a febbraio (nel botta e risposta tra i consiglieri Cardia e Castorina), per poter procedere con i lavori è necessario spostare dalla facciata dell'immobile alcuni cavi e cabine telefoniche, di cui devono occuparsi le rispettive società.

Ma le sollecitazioni a Enel e Telecom (dopo oltre cinque mesi!) non sono ancora andate a buon fine. I motivi potrebbero essere vari, sicuramente legati alle difficoltà burocratiche della procedura, considerando che in presenza di opere di ristrutturazione (e a maggior ragione un progetto come questo), le società devono obbligatoriamente accogliere la richiesta ed eseguire il lavoro a proprie spese. Finchè il problema non sarà superato l'ostacolo permane, creando anche il danno di andare ormai incontro alla stagione turistica: il cantiere su uno dei punti nevralgici della passeggiata cittadina porterà ovviamente disagi che nel cronoprogramma originario si sarebbero evitati con lavori che sul lato del lungomare ad oggi sarebbero stati già conclusi. 

Museo dello Strumento Musicale, si aspetta lo stanziamento dei nuovi fondi 

Il rendering

Al MuStruMu i reggini sono affettivamente legati perché la struttura rappresenta un'esperienza unica sul territorio nazionale, considerata sede di energie positive attraverso la fruizione della musica e la divulgazione della cultura del nostro territorio.

Riaperto grazie agli sforzi dei cittadini dopo il rogo doloso del 2013, non è mai stato nelle condizioni ottimali di agibilità e la chiusura obbligata del periodo pandemico ha condotto l'originario museo fondato da Demetrio Spagna verso l'attuale inattività. Il progetto per la ristrutturazione e l'ampliamento rientra nel pacchetto waterfront e avrebbe dovuto partire nel 2021, ma oltre qualche intervento collaterale attorno alla struttura non si era mai andati.

Ne avevamo parlato un anno fa e poi ancora lo scorso febbraio con l'architetto Gianni Artuso dello studio associato di professionisti, e ci aveva detto che il Comune stava finalmente completando il finanziamento deliberando l'aggiunta delle cifre maggiorate in base al prezziario in corso. Bisognava passare dal primo importo del progetto preliminare, 1.150.000 euro, a un milione e mezzo con qualche possibile rialzo ma non eccessivo. 

Artuso aveva spiegato che era già stata individuata la linea di finanziamento per coprire i nuovi costi, con fondi Poc e che l'ok dell'ufficio tecnico sarebbe arrivato entro poche settimane. Invece sono trascorsi altri tre mesi, la seconda smentita nel giro di un anno (la prima era stata quella dell'apertura dei cantieri la scorsa estate). 

Museo del mare, accordo verbale con il cantiere ma si profila anche un ricorso in appello

La realizzazione dell'avveniristica struttura firmata dallo studio Hadid sul progetto dell'archistar Zaha sembrava procedere peditamente ma lo scorso marzo c'era stata una brusca battuta d'arresto con la sentenza del Tar che aveva annullato la revoca della concessione demaniale alla società Marine Group, titolare dello storico Cantiere Nautico Reggio: chiamati a lasciare il molo di ponente del porto, in località Candeloro, area interessata dalla megaopera, gli imprenditori si erano rivolti al tribunale che ha imposto all'amministrazione di trasferire l'attività in altro sito idoneo.

Nel frattempo il cantiere è rimasto lì, rallentando il cronoprogramma del museo, i cui lavori erano previsti in avvio proprio quando invece era arrivata la sentenza del giudice amministrativo. La pesante tegola ha convinto il comune - e l'ex consigliere Carmelo Romeo divenuto assessore - a riaprire le trattative con la società nautica, rendendosi disponibile a concedere lo spazio proposto da Marine Group, in contrada Armacà.

Oggi siamo esattamente a questo punto: nell'accordo tra le parti c'era anche l'approvazione del piano spiagge (nel quale l'area individuata ha la giusta destinazione d'uso per assegnarla al cantiere nautico) e un impegno verbale da formalizzare. In cambio, la società (che non ha mai voluto ostacolare l'opera entrata tra le 10 opere bandiera del paese per il Pnrr) ha consentito l'entrata dei tecnici all'interno del cantiere per effettuare i sondaggi propedeutici ai lavori.

Il prossimo step dovrebbe ora essere il trasferimento dell'attività, ma le mosse dell'amministrazione non sono del tutto chiare. Ci sarebbe infatti in arrivo la notifica di un ricorso in appello contro la sentenza del Tar a cui il Comune, aprendo questo dialogo, sembrava voler ottemperare. A giorni dovrebbe esserci un aggiornamento, ma è ovvio che alla prosecuzione del contenzioso corrisponderà la risposta dei legali della società. 

Monastero della Visitazione, il mistero dei lavori fermi all'ultimo miglio

E' un vero mistero il destino dell'ex monastero della Visitazione, dove sorgerà un polo museale civico importante per posizione e destinazione d'uso: ad aspettare l'inaugurazione sono soprattutto gli operatori delle isituzioni culturali, dal museo archeologico alla biblioteca e pinacoteca, che potranno trovare in questa magnifica e capiente edificio risalente al XVIII secolo spazi adatti ad accogliere beni attualmente stoccati nei magazzini (per non parlare del materiale documentario delle ex biblioteche circoscrizionali, che rischia il deperimento).

Chi ha una visuale preferenziale dai palazzi circostanti assicura che all'interno è tutto pronto, e a confermarlo è anche il satellite Google, capace di localizzare anche le 14 colonne di Tresoldi identiche a quelle di Opera, già collocate nel chiostro in due file parallele all'interno di uno spazio rettangolare. Risolte le magagne con gli appalti, completati l'adeguamento antisismico, l'impiantistica e una parte del cortile e del terreno annesso al convento, consegnati gli arredi per gli uffici, ci si chiede perché i lavori non vengano ultimati.

Paolo Brunetti, nel suo ruolo di sindaco facente funzioni, aveva parlato di intervento all'80% ma in questi mesi la percentuale evidentemente non è andata avanti: il cantiere non dà segni di vita e, come già avvenuto dopo gli stop legati ai problemi con le ditte appaltatrici, potrebbe essere necessario dare una rinfrescata pure a quello che era stato fatto e ha avuto il tempo di deteriorarsi (ad esempio gli impianti). Il rush finale ci era stato confermato anche dall'ex assessora Irene Calabrò, ma oggi l'unico che potrebbe svelare l'arcano è il sindaco, da cui non si ha nessuna indicazione sui tempi. Rinnoviamo qui la richiesta, estendendola a tutte le altre voci del capitolo cultura che meriterebbero chiarezza e approfondimento. 

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