Caso Hospice, la replica del presidente Delfino al segretario della Uil

Sui dubbi espressi dal sindacalista in merito alla mancata convocazione di un consiglio comunale aperto sull'Hospice, il presidente del consiglio puntualizza:"Ho inviato comunicazione via email all'Asp ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta"

Demetrio Delfino

Arriva la replica da parte del presidnete del consiglio comunale Demetrio Delfino, relativa alle 'accuse' rivolte dal segretario regionale Uil, Nuccio Azzarà in merito al caso Hospice. In buona sostanza, il segretario contesta alle istituzioni e alla triade commissariale di 'temporeggiare', in attesa che passi il termine del 31 dicembre, quando termina il contratto tra Fondazione Via delle Stelle e Asp.

Ma non solo, il segretario Uil punta il dito contro il presidente del consiglio Delfino "aveva assunto l’impegno pubblicamente, durante la manifestazione popolare organizzata dalla Uil a presidio dell’Hospice il 10 di ottobre, di convocare un consiglio comunale/metropolitano congiunto ed aperto sullo specifico tema. Successivamente, il presidente Delfino, aveva dato ulteriore conferma pubblica della suddetta convocazione a margine di una conferenza stampa, attendendo solo la individuazione della data da parte del sindaco e la disponibilità della triade commissariale a partecipare all’importante assise. Certo che se la data del consiglio dovesse giungere a risultato pregiudicato sarrebbe difficile trovare la giusta aggettivazione a tale imbarazzante comportamento". 

I dubbi espressi nella nota del sindacalista non sono passati inosservati al presidente Delfino che si è sempre esposto in prima persona se interpellato anche nelle questioni più spinose e che non lo vedevano coinvolto in prima persona. Interpellato da ReggioToday il presidente risponde così:  "In merito alla nota stampa del sindacalista della Uil, Nuccio Azzarà che esponeva i problemi dell'Hospice "Via delle Stelle", nella quale manifesta preoccupazioni (che faccio mie)  riguardo alla risoluzione della vicenda, esprimo il mio personale rammarico. Alla fine della nota il sindacalista mette in dubbio il fatto che il sottoscritto, in qualità di presidente del Consiglio comunale, non abbia ottemperato all'impegno preso durante l'assemblea pubblica svoltasi presso l'Hospice sulla convocazione di un consiglio comunale aperto sull'argomenti".

"Sarebbe bastata una semplice telefonata da parte di Azzarà al sottoscritto - prosegue il presidente - per conoscere lo stato dell'arte inerente la vicenda, evitando di mettere in dubbio gli adempimenti di un "compagno di strada" che rema insieme a lui nella stessa direzione e nel preciso intento di salvare un eccellenza reggina. Il Consiglio comunale aperto e congiunto si sarebbe dovuto convocare, così come da accordi presi, con la presenza delle parti interessate Hospice e commissari Asp, soltanto così avrebbe prodotto risultati utili".

"Ho inviato, tramite il mio ufficio, comunicazione via email all'Asp e al direttore sanitario di riferimento non ricevendo ad oggi nessuna risposta. Sulla questione -ribadisce Delfino- mi sono anche relazionato con la segreteria del ministro della salute chiedendone la presenza in città. Il ministro non ha potuto accettare l'invito nell'immediatezza, causa i suoi molteplici impegni istituzionali. Quindi, come si può verificare la presidenza del consiglio ha ottemperato ai proprio impegni".

"Ribadisco - conclude il presidente Delfino - che il consiglio comunale aperto in assenza dei diretti interessati alla vicenda potrebbe trasformarsi in un' inutile passerella ed in una ripetizione delle cose già dette nelle numerose assemblee effettuate senza trovare un'utile soluzione. Naturalmente se i responsabili dell'Hospice riterranno necessario convocare il consiglio aperto, nonostante l'assenza della triade commissariale, sarò disponibile a convocarlo fin da subito".

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