Lunedì, 22 Luglio 2024
Il riconoscimento

La targa per i 60 anni di carriera a Gerardo Sacco chiude le celebrazioni dei Bronzi

La Regione ha assegnato il riconoscimento al maestro orafo durante l'evento con la proiezione del docufilm Semidei

Evento da sold aut al Cilea di Reggio Calabria, dove ieri la visione in prima assoluta per la città del docufilm "Semidei" ha chiuso le celebrazioni della Regione Calabria dedicate al cinquantesimo anniversario dei Bronzi di Riace.

La chicca finale, uno dei momenti più emozionanti della serata, è stato il momento della consegna della targa - a firma del presidente Roberto occhiuto Occhiuto e della vicepresidente Giusi Princi  - che la Regione ha voluto consegnare al maestro orafo calabrese Gerardo Sacco per i suoi 60 anni di carriera: “A Gerardo Sacco, maestro orafo che per sei decenni ha plasmato il suo destino nelle suggestioni della Magna Grecia, creando gioielli che narrano storie millenarie. Il suo percorso, intrecciato tra tradizione e innovazione, ha portato prestigio alla Calabria in Italia e nel mondo, ispirando le nuove generazioni con un fulgido esempio di intraprendenza, perseveranza e coraggio”.

“Gerardo Sacco – ha rimarcato Giusi Princi nel corso della serata - è l’emblema per eccellenza di un terra operosa e virtuosa, che sa distinguersi ed emergere nonostante tutte le difficoltà. Con grande caparbietà e determinazione, partendo dal nulla, con le sue uniche forze, accompagnato unicamente dalla creatività e dalla passione, il Maestro è diventato l’artista che, nei suoi 60 anni di carriera, attraverso i suoi gioielli, ha saputo meglio rappresentare la Calabria, la sua storia, la Magna Grecia, le peculiarità che caratterizzano ogni territorio delle cinque province".

"Oltre che per l’arte – ha evidenziato la vicepresidente - la sua carriera è stata caratterizzata da grandi qualità umane: ha sempre sposato tanti progetti umanitari, sostenendo con grande generosità tutte le cause volte a sostenere il sociale, la meritocrazia, la crescita dei giovani. Ed è rimasto sempre umile. Ed è anche questa la sua grande dote. Eppure i suoi gioielli sono stati indossati dalle più importanti star del cinema nazionale ed internazionale, i suoi manufatti artistici hanno insignito personalità celebri a livello mondiale, le sue idee hanno arricchito alte cerimonie di Stato così come eventi internazionali dello spettacolo".

"Tutto ciò – ha infine osservato Giusi Princi - la non ha mai scalfito la sua umanità e quel suo tipico stare con i piedi per terra. Ha deciso di investire sulla Calabria e in Calabria, portando sempre alta la sua identità e le sue radici. All’artista, all’uomo umile, generoso e perbene, la Regione dice grazie, per avere sempre raccontato e rappresentato con fierezza, in Italia e nel mondo, l’immagine più bella della Calabria e della sua gente”.

La proiezione di Semidei è stata accolta con grande interesse in un teatro Cilea pieno di gente. Il docufilm, realizzato da Carlo Degli Esposti e da Nicola Serra per Palomar Media, è stato diretto da Fabio Mollo e Alessandra Cataleta e cofinanziato dalla Regione Calabria (dipartimento istruzione, formazione, pari opportunità) e dalla Fondazione Calabria Film Commission, in occasione delle celebrazioni dedicate al 50esimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace.

Semidei è stato presentato in anteprima alla 20esima edizione delle “Giornate degli autori” nella sezione “Notti veneziane” alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia. È stato presentato inoltre a Nairobi in Kenya, nei prossimi mesi anche in Giappone a Tokyo, in Portogallo a Lisbona e in altri importanti Festival internazionali.

Scritto da Armando Maria Trotta, Giuseppe Smorto, Massimo Razzi e Fabio Mollo, ripercorre mezzo secolo di storia raccontando la vicenda dei Bronzi di Riace, i due misteriosi guerrieri che riemersero dal mare di Riace nel 1972, dopo duemila anni passati sott’acqua. Attraverso interviste, documenti inediti, testimonianze dirette e il racconto di un presente in tumulto, il documentario ripercorrer periodi storici significativi grazie a preziosi materiali d’archivio e alle suggestive testimonianze di esperti e storici.

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