Lavori in ritardo

Centro sociale di Sbarre chiuso, gli anziani in commissione: "Non avete rispettato la data di consegna"

Stamattina audizione aperta ai rappresentanti della struttura, trascorso quasi un mese dalla presunta fine dei lavori

Una commissione scoppiettante, nella quale gli anziani del centro sociale di via Graziella hanno tenuto testa ai consiglieri rivendicando il loro diritto a rientrare nella struttura, sede delle loro attività ricreative. 

Come si ricorderà, dallo scorso marzo agli utenti e i volontari dall'oggi al domani è stato interdetto l'accesso all'immobile (ex circoscrizione che ancora ospita alcuni uffici) per l'avvio di lavori di ristrutturazione ad oggi non conclusi, nonostante la data di consegna sia già trascorsa da tempo.

Invitati da Giovanni Latella, presidente della commissione V politiche sociali, gli anziani stamattina si sono recati a palazzo San Giorgio per essere auditi, avere notizie della riapertura del centro e presentare le loro proposte dedicate a una delle fasce fragili della cittadinanza, che, da quando sono stati allontanati dalla struttura della periferia sud, si sentono totalmente abbandonati dalle istituzioni. Combattivi ed energici a dispetto dell'età, hanno inchiodato il comune alle proprie defaillance, denunciando l'abbondante scadenza della data in cui era stata assicurata la fine dei lavori, quasi un mese fa. Un impegno disatteso, così lo definiscono.

"Gli anziani che frequentano il centro sociale di Sbarre sono più di cento - ha detto la responsabile - e noi riuscivamo ad intrattenerli svolgendo un servizio importante per la città, perché offriamo occasioni di svago e socializzazione a persone anziane che ora non sanno dove andare". Durante la riunione va poi in scena un vivace botta e risposta tra i rappresentanti del centro e Latella, che non riesce a tranquillizzare i cittadini, anzi. 

"Prima di riaprire, i lavori devono concludersi - ha spiegato il presidente - la sicurezza è una priorità e voi dovete rientrare in una struttura idonea e completamente agibile, oggi non è ancora così". In realtà era stato presentato come un cantiere non particolarmente impegnativo, con termine dell'intervento fissato al 31 maggio, invece la ristrutturazione è ancora in atto. Il ritardo è dovuto a un intoppo che ha suscitato imbarazzo generale quando Latella ne ha informato i presenti, ovvero la necessaria sostituzione delle porte, realizzate male dalla ditta. "Può capitare - si è giustificato Latella - e bisogna mettere sempre in conto che in un cantiere possono verificarsi imprevisti che lo rallentino. Presto tornerete nel centro - ha aggiunto il presidente - rispettando la vostra scelta di stare lì. Avevamo proposto di spostarvi in un'altra sistemazione temporanea, ma non avete voluto".

Gli anziani del centro non sono stati soddisfatti di questa risposta e hanno ribadito quanto da loro accertato in due occasioni di sopralluogo sul posto, trasformate poi in sit-in di protesta. "Come si fa ad andare avanti se c'è soltanto un operaio?" Latella ha ribattuto assicurando che nel cantiere stanno lavorando tre persone ma è stato zittito: "Quali tre? Non è vero, è solo uno!"

Il presidente ha tentato di ricondurre la riunione sul binario dello scambio d'idee (rintuzzato dall'inevitabile scontro politico tra esponenti di maggioranza e opposizione) e i toni si sono smorzati quando le rivendicazioni degli anziani hanno ceduto il posto a ricordi e nostalgie di una struttura attiva in città da oltre vent'anno. I volontari del centro hanno voluto suggerire all'amministrazione qualche esempio virtuoso per l'animazione sociale degli anziani. In particolare sono state gradite dai partecipanti alcune gite alle terme di Galatro e Antonimina, preziose anche per la salute, ma tutti i tipi di escursioni sono state caldeggiate per consentire agli anziani di trascorrere un'estate insieme svolgendo attività stimolanti.

Intanto però il centro di via Graziella, dentro i cui locali sigillati sono rimasti materiali e oggetti dei volontari, manca agli anziani, che rimpiangono la serenità di diversivi semplici come una partita a carte o una festa del gruppo.

Cardia: "Ennesima presa in giro degli anziani ma il mio pressing continuerà"

In commissione ha difeso questo diritto negato il consigliere Mario Cardia (che già all'inizio di giugno aveva chiesto con urgenza un'audizione sulla vicenda). Continuando nel pressing che lo ha visto accanto agli anziani anche durante i sit in, ha affermato Cardia: "Anche oggi abbiamo assistito all’ennesima farsa in commissione. Dopo 4 mesi dalla chiusura e nonostante la promessa di terminare i lavori entro il 31 maggio, ad oggi ancora nessuna consegna  del centro sociale, per la comprensibile amarezza degli anziani. Sembra di essere su Scherzi a Parte - ha aggiunto - nessuna risposta su riapertura centro, anziani presi in giro dall'amministrazione, semplicemente rabbia e vergogna!"

Cardia ha ricordato che "questo centro non è da considerarsi solo un edificio, ma il cuore pulsante della comunità locale, un luogo di valore inestimabile per la socializzazione e il supporto agli anziani che vi partecipano attivamente. Queste persone non sono meri oggetti da spostare, ma individui, a cui si deve rispetto e considerazione. È inconcepibile che, dopo vent’anni di dedizione e partecipazione attiva, questi anziani vengano trattati con tale disprezzo e indifferenza". 

Il consigliere ha chiesto nuovamente che venga ripristinata la piena operatività del centro sociale prendendo tutte le misure necessarie per garantire agli anziani il diritto di continuare a usufruire dei servizi che la struttura offre: "Il mio pressing - ha concluso - sarà continuo e costante fino a quando il centro riaprirà e potranno riprendere le attività".

La commissione si è aggiornata la settimana prossima, quando in audizione ci saranno i responsabili tecnici dei lavori e l'assessora al welfare, Lucia Nucera. Ai rappresentanti del centro sociale è stato rinnovato l'invito.

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