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Martedì, 28 Maggio 2024
Tour elettorale / Cittanova

Bandecchi a Cittanova, Ripepi: "Siamo un partito di coraggiosi"

Il leader nazionale di Alternativa popolare incontra i cittadini con il coordinatore regionale. L'orgoglio del coordinatore cittadino Cento

Nino Cento, coordinatore cittadino di Alternativa popolare, accoglie il segretario nazionale Stefano Bandecchi, arrivato ieri sera a Cittanova, insieme a Massimo Ripepi, coordinatore regionale del partito. “Questa è la mia bellissima Cittanova!”, le parole di Cento.

Grande orgoglio quello dimostrato da Cento che, con slancio ha guidato Stefano Bandecchi ad incontrare cittadini, professionisti ed imprenditori: una campagna elettorale porta a porta che sta portando il leader nazionale a stringere le mani, scambiare pareri e raccogliere le istanze direttamente dal popolo.

Dopo una passeggiata all’interno della Villa comunale, i dirigenti di Alternativa popolare hanno presenziato ad un incontro con i cittadini organizzato all’interno della biblioteca comunale di Cittanova e moderato dal giornalista Orazio Cipriani. 

Ad aprire il dibattito, Massimo Ripepi: “Tra pazzi ci capiamo: questo dissi la prima volta a Nino Cento. Io sono pazzo, Nino è pazzo ed anche Bandecchi. Per questo possiamo fare un partito di coraggiosi, liberi e forti per combattere le ingiustizie”.

“Quando ho visto combattere Bandecchi con il coraggio della verità, mi è piaciuto. Lui è vero nel bene e nel male: in questo gioco di ipocrisie e maschere, in cui tutto è nascosto è arrivato Bandecchi, una persona vera”.

“Dobbiamo partire dai valori etici e morali. Se una persona è intelligente ma è anche cattiva, un imbroglione ipocrita, compirà azioni ingiuste. Dobbiamo puntare a persone veraci, persone che operino con amore, che siano altruistiche e pronte a prodigarsi per gli altri”.

“Stefano – prosegue Ripepi - potrebbe tranquillamente rilassarsi e restare in una delle sue case, ma ha scelto di mettersi al servizio del territorio. Di fronte al degrado, abbiamo due opzioni: perdere la speranza o non perderla. In ogni caso, dobbiamo agire quando è giusto farlo, semplicemente perché è giusto.”

Infine, Ripepi rivolgendosi a Bandecchi conclude: “Noi ti stiamo seguendo e continueremo a lottare certi che non ci abbandonerai nella difficoltà. I tiepidi saranno vomitati e io vorrei morire in battaglia, da soldato e non da mediano”.

Dure, invece, le parole di Stefano Bandecchi: “Dobbiamo smetterla di farci prendere in giro. Oggi ho incontrato ragazzi di un’intelligenza grandiosa. Perché un popolo intelligente, colto, ha sempre eletto dei somari? C’è qualcosa che non va in noi. Il giorno del mio compleanno avrei potuto essere in una delle mie case, con 2 miliardi di euro e vivere benissimo: invece sono qui per tentare di creare un futuro per i miei nipoti”.

“Voglio un futuro per una nazione che rinasca, che cominci ad avere idee vere e che si basi su idee di persone vere, che hanno lavorato. Voglio servire la mia patria, voglio essere servitore!”.

“Basta con le chiacchiere, basta con destra e sinistra, con chi ci ha sempre e solo rivolto promesse. Noi siamo per le soluzioni, per le risposte.” 

 “Bisogna verificare cosa hanno fatto nella propria vita - ha proseguito Stefano Bandecchi - coloro che andiamo a votare. Qui siamo dei pazzi: ma andate a vedere cosa ha fatto Nino Cento nella sua vita. Abbiamo un uomo che ha fatto impresa, che ha lottato contro i poteri forti contro le forze oppressive di questa terra”.

“Poi abbiamo Massimo Ripepi, un uomo discusso, parlato: ma sono andato nella sua associazione e si vede che è messa su con il sacrificio, con i soldi sudati. Lui dà da mangiare a coloro che non possono permetterselo e, sempre questo signore, lavora tutti i giorni all’ospedale: non sta su una poltrona, ma lavora per essere il primo a mettere i soldi nell’associazione. Io mi fido di questa persona: lui vuole bene alla Calabria, ama Reggio Calabria, ne è malato!”.

“Sono in mezzo a due persone pazze, che vedono nella Calabria ciò che gli altri non vedono. Amano una Calabria che gli altri hanno distrutto e non sono loro a dirlo ma lo dimostrano: c’è differenza tra dire ti amo e dimostrarlo! Questo- ha concluso Stefano Bandecchi -  è l’amore vero: quello che non vuole niente in cambio, che lo dimostra! E questi due signori hanno uno smisurato amore per la propria terra.”

Ampio dialogo, dunque, quello che si è instaurato con la cittadinanza e improntato al rispetto reciproco e alla ricerca di soluzioni costruttive. 

Mettendo da parte il colore politico, infatti, la base della Rivoluzione che sta smuovendo le coscienze, supera ogni divisione partitica e mette al centro l’interesse collettivo e il bene comune: “Il guerriero deve sempre combattere. Finché è vivo deve lottare per vincere!”, chiude Stefano Bandecchi.

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