Ballottaggio, Arillotta: "Oggi Reggio deve scegliere il suo nuovo buon sindaco"

L'analisi del rappresentante cittadino dell'Udc sul destino della nostra città che ribadisce: "Gli argomenti a sfavore di Minicuci sono solo e solamente squallida propaganda"

"Questi ultimi scampoli di campagna elettorale ne sono certamente la parte più risolutiva: è in queste ore che si decide il destino della nostra città per i prossimi cinque anni. I reggini devono decidere, se andare appresso alla propaganda, o confermare la conclamata e diffusissima valutazione negativa sui sei anni dell’Amministrazione Falcomatà. Perché gli argomenti a sfavore di Minicuci sono solo e solamente squallida propaganda".

Arillotta Paolo-2Lo afferma Paolo Arillotta rappresentante dell'Udc che ribadisce: " In tutta Italia il giudizio è sull’amministrazione della comunità e del territorio, sui buoni o cattivi amministratori o sindaci. Solo Reggio è teatro di tematiche nazionali, per cui sembra che non si voti per la futura amministrazione comunale, ma per …. i massimi sistemi. E da qui … leghisti, terroni, fascisti, e “Bella Ciao”, e tutto quant’altro c’è nell’arsenale della peggiore propaganda comunista.

L’UdC è stato tra i primi a schierarsi con Minicuci, e l’UdC non è né leghista, né terrone, né polentone, né fascista; e “Bella Ciao” era la canzone anche dei partigiani cattolici, che la cantavano contro tutte le dittature, anche quella comunista, dalla quale sia il sindaco, che i (grazie a Dio) pochi progressisti ed intellettuali locali traggono ispirazione culturale e politica".

"L’UdC di Reggio - si legge ancora nella nota - viene da quella DC reggina che si schierò per la città quando il PCI reggino si schierò contro Reggio; e non è un caso che il 50mo dei Moti sia passato in cavalleria senza che l’Amministrazione comunale, che ha intitolato l‘Aula consiliare al sindaco Battaglia menzionandone il ruolo importante da lui svolto in quell’occasione (sarà stato corrispettivo del silenzio su primarie truccate?), organizzasse alcun evento, nonostante le altisonanti promesse.

Anzi, ad uno il sindaco ha partecipato: a quello organizzato dalla Cgil nel quale è stata dottamente (sic!) confermata la tesi per cui i Moti non sono stato un movimento di popolo, una giusta reazione della città ad un torto, ma una rivoluzione fascista. Ecco quindi, per Falcomatà ancora i reggini sono fascisti".

Per Falcomatà, continua Arillotta "i reggini sono anche “lordazzi”: altro che “terroni”, “lordazzi”! Ed è questo il
sindaco che i reggini dovrebbero votare, e cioè quel sindaco che insulta i cittadini senza neanche porsi la domanda se per caso è lui e la sua Amministrazione ad avere sbagliato tutto sulla questione dei rifiuti che, in Calabria, c’è solo a Reggio?

In passato, Reggio ha votato un sindaco esponente del Pci non perché era diventata improvvisamente comunista (infatti lo stesso giorno eleggeva il deputato ed il senatore espressione del Centro-Destra), ma perché era un “Buon Sindaco”. Ecco! Oggi Reggio deve scegliere il suo nuovo “Buon Sindaco”.

E su questo tema non c’entra né Salvini, né la “via vecchia”, né la “via nuova”, ma solo il giudizio sulla passata Amministrazione, sul se Falcomatà sia stato un “Buon Sindaco”, e, viceversa, se potrà esserlo, per le sue capacità e competenze, Minicuci. Il tema è questo; il resto sono argomenti buoni per incantare le scimmie, non i reggini.

L’UdC che io rappresento a Reggio è convinto che i Reggini non si lasceranno abbindolare, e confermeranno il proprio giudizio negativo sull’attuale Sindaco e sulla sua Amministrazione, dando la vittoria, e con essa un futuro migliore alla città, al dott. Minicuci.

UdC che in questa tornata elettorale, avrebbe voluto fare di più, presentando la propria lista al fianco di Minicuci. Era questa la linea del partito espressa dai suoi organi locali, regionali e nazionali. Purtroppo non è stato possibile realizzarla per disimpegni improvvisi, forse anche accordi con l’avversario, a ridosso del termine per la presentazione delle liste, da parte di chi, dopo essere stato in vacanza quando si dovevano formare le liste, ancora oggi ritiene di utilizzare il nome dell’UdC, ed a millantare presenze elettorali estranee al partito, per continuare a coltivare interessi e posizioni assolutamente personali, e che nulla hanno a che fare con i sentimenti di un impegno serio al servizio di principi ed ideali.

Invece queste elezioni costituiscono per l’UdC di Reggio Calabria, per chi ci crede veramente e non per chi pensa che sia un mezzo di trasporto pubblico, il punto di avvio di un nuovo percorso, condiviso con le altre forze politiche e movimenti che si richiamano alla tradizione democratico-cristiana, per la ricostruzione di una presenza autorevole ispirata ai principi della dottrina sociale della Chiesa, all’interno dell’area moderata e di centro".

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