Bombino prende a "mazzate" il centrodestra: "Officiarne funerale ed elaborarne scomparsa"

Il professore reggino, nella sua analisi del voto, affossa l'azione dei leader della coalizione reggini e romani uscita perdente dal ballottaggio

Giuseppe Bombino

“Giustificare la tragica caduta del centrodestra reggino con le fragilità sintattiche e le incertezze dialettiche del candidato Minicuci è assai mistificatorio. Come pure, sbagliato e ingiusto è attribuire l’imbarazzante sconfitta alla impura provenienza geografica del burocrate, o alla sua presunta appartenenza alla Lega”. Giuseppe Bombino, il cui nome per settimane era stato indicato come quello giusto per la corsa a Palazzo San Giorgio del centrodestra, affida ai social la sua analisi del voto.

Per Bombino, che non lesina critiche ai vertici della coalizione uscita sconfitta dal ballottaggio: “il centrodestra aveva determinato le precondizioni per l’annunciata disfatta molto tempo prima: quando, cioè, la scena politica reggina, per quella formazione, era stata occupata da tre personaggi. Il primo, un esuberante giovane, assurto, per autoproclamazione, all’improbabile ruolo di leader, reso agibile per le altrui sfortune; il secondo, un ecumenico predicatore, un pastore orante unto del Signore ed esperto in risonanze magnetiche nucleari celesti; la terza, su cui non posso dire, perché ho finito le figure allegoriche. Completano l’inqualificabile composizione dello pseudo-centrodestra, in seconda e terza fila, un manipolo di ciarlatani e saltimbanchi”.

Un affondo quello di Bombino che punta il bersaglio pur senza cercare il centro. “Negli ultimi due anni, questo squadrone - prosegue - ha polverizzato qualsiasi attività politica in Città ed ha mortificato il dibattito inter-partitico, a causa del sopravanzamento di personalismi e deliri di grandezza. Di tal che, questa illuminata formazione, si è caratterizzata, tra l’altro, per aver sistematicamente rinviato sine die la riunione inter-partitica finalizzata all’individuazione del candidato Sindaco, il cui tavolo, più volte promesso e annunciato, non è mai stato convocato.

La litigiosità, gli individualismi e la colpevole incapacità dei referenti locali di indicare un candidato Sindaco credibile, autorevole, capace e condiviso, hanno causato il trasferimento della discussione a Roma, con la conseguente definitiva esclusione di Reggio dalle scelte che l’avrebbero riguardata”.

Per questo, secondo Giuseppe Bombino: “la designazione di Antonino Minicuci sia, in realtà, l’esito di una manifesta inconcludenza del centrodestra locale, conclamata ed acuita dall’assenza di un vero leader”. E nel gioco a perdere, secondo il professore un ruolo attivo l’avrebbe avuto una parte della categoria giornalistica cittadina: “Al misfatto, per onorare la cronaca, vi ha partecipato anche qualche giornalista, che, con creatività pressoché quotidiana, presa la penna in mano, ha di molti centimetri allungato la statura dei nani del centrodestra reggino per farli divenire dei giganti, cui ha attribuito incredibili manovre, fantastici piani politici e imminenti conquiste. Il resto lo conoscete, ed è storia”. 

Passando dalle logiche cittadine a quelle romane il discorso non cambia, da Bombino piovono critiche come martellate. “Consegnata, ormai, a Roma la scelta del candidato, i campioni del centrodestra reggino hanno anche studiato in che modo procurare ulteriori danni. Difatti, ufficializzata nella capitale la candidatura, il mastro di ballo ha inventato le più feroci ingiurie contro Minicuci, reo di essere uno straniero, nordico occupatore delle terre della Magna Grecia. E tanto si è insistito con quelle maldicenze che Falcomatà, facendole proprie, le ha utilizzate per comporre il registro retorico confluito nel manifesto antileghista con cui ha condotto la campagna elettorale. Nel frattempo, la spensierata banda del centrodestra si apprestava ad interpretare un’esilarante commedia in due atti, durata circa un mese: nel primo, con grandi proteste, si minacciava il ritiro dalla competizione per l’irricevibile designazione; poi, a pochi giorni dalla chiusura delle liste, rimessasi all’ordine dopo la severa riprensione del Cavaliere B., finiva per accompagnare e sostenere, con composta ubbidienza, il candidato alieno che aveva creato. Pensate quali menti raffinate popolano il centrodestra a Reggio”

E, ancora, sulla figura del candidato sindaco: “Certo - dice Bombino - Minicuci non ha aiutato! Ma egli non è stato altro se non l’elemento terminale di un percorso rovinosamente deviato da chi s’era troppo dedicato ai giri di tarantella e alle celebrazioni di improbabili omelie. Che si dovesse responsabilmente e da lungo tempo lavorare alla individuazione del candidato a sindaco, sarebbe dovuta essere la priorità irrinunciabile di qualsiasi dirigente di partito, atteso che la inadeguata amministrazione Falcomatà, già dai primi giorni dall’insediamento, si era già mostrata incapace ed impreparata per governare Reggio”.

L’ultimo passaggio della “feroce” analisi del voto, Giuseppe Bombino lo dedica a Francesco Cannizzaro. “In conferenza stampa, Cannizzaro formulata la sentenza di autoassoluzione, ha rimarcato, da un lato, la debolezza degli alleati, dall’altro il muscolare risultato del suo partito. Tuttavia, al di là dei funambolici equilibrismi, resta in campo a lui, al papà Ripepi e a Minasi la responsabilità per quanto non hanno voluto e saputo fare prima, pur essendovi tutto il tempo per operare e per agire. A Cannizzaro, ad ogni modo, viene riconosciuta la passione e l’entusiasmo, la dedizione e l’impegno con cui ha tentato di correggere una traiettoria ormai invincibilmente deformata, forse motivato dall’esigenza di ottenere, comunque, un risultato personale”.

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Spietata la chiusura del ragionamento che, però, avrà nei prossimi giorni una sua appendice dedicata a Matteo Salvini e Giorgia Meloni: “Io penso, per concludere questa prima analisi, che il centrodestra sia ormai morto, che occorra officiarne il funerale ed elaborarne la scomparsa. Non esiste in politica un credito illimitato. E chi fa politica è sottoposto a tali alterne fortune. L’opera ricomincia ogni giorno, tutti i giorni, e giorno per giorno sarà giudicata. Per ora, io credo, ci si conceda una riflessione. Ma è importante, adesso, non offrire ai personalismi una nuova vittima da mietere. Di Meloni e Salvini dirò presto”.

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