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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Elezioni comunali / Motta San Giovanni

Motta San Giovanni, Latella rinuncia alla candidatura: "Libertà e dignità non sono barattabili!"

Le motivazioni e le riflessioni dell'esponente nazionale democrat: "Per la prima volta nella storia delle elezioni di Motta San Govanni non vi è candidato nessun esponente iscritto o militante del PD"

A mezzogiorno è scaduto il termine per la presentazione delle liste e dei candidati nei ventuno Comuni della Città metropolitana chiamati domenica 12 giugno per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale con eventuale turno di ballottaggio il 26 dello stesso mese. 

Da Motta San Giovanni arriva la rinuncia alla corsa per la candidatura a sindaco dell'avvocato Carmela Latella, esponente nazionale del Pd, che in una nota spiega le motivazioni della sua scelta.

"Era il mese di settembre dello scorso anno quando, il segretario regionale del mio partito Nicola Irto mi aveva proposto di candidarmi alla carica di Sindaco per le prossime elezioni comunali del mio Paese. Dopo le reiterate sollecitazioni del segretario regionale, si è tenuta una riunione (unica e isolata) nel locale circolo del PD. In quella unica riunione, si sono registrate due indicazioni di candidati alla carica di Sindaco ovvero quella del segretario del circolo Fortunato Pedà che si è prontamente dichiarato indisponibile e la mia.

Domenico Mallamaci consigliere di minoranza uscente, eletto nel 2017 grazie al mio contributo e forte sostegno, non poteva essere ricandidato poiché, la linea del PD era stata chiara e tracciata da subito: non riproporre i candidati a sindaco delle scorse elezioni.

Circondata pertanto, dall’incoraggiamento di tanti amici oltre ad un numero consistente di iscritti al circolo, avevo deciso di offrire il mio impegno, le mie capacità, la mia onestà, la mia trasparenza, la mia franchezza, le mie esperienze sia professionali che personali, il mio cuore, per il riscatto della gente della mia terra, dove vivo, dove sono cresciuta, dove opero e lavoro, per contribuire ad affrancare la popolazione da un’avvilente condizione di sudditanza, di diritti negati, di abbandono che era ed è sotto gli occhi di tutti.

Ho cercato di interpretare il ruolo di un candidato civico, pur essendo un esponente del PD, andando oltre le apparenze, cosciente della complessità della società locale. E’ stata un'esperienza entusiasmante, abbiamo visto, tutti insieme, crescere intorno a noi il consenso tra la gente, ricevere l’incoraggiamento e la fiducia dei cittadini. Abbiamo purtroppo assistito anche ad una molteplicità di comportamenti, di esponenti del circolo del mio partito solleticate da sentimenti non proprio nobili, ancorate a vecchi schemi della politica, mai disponibili a mettersi in discussione, vittime della propria meschinità, incapaci di comprendere il desiderio di cambiamento della gente.

E’ stata avviata da parte di questi ultimi ed in particolare da parte di Domenico Mallamaci componente della direzione regionale del partito, una corsa alla ricerca dell’alternativa all’ alternativa. Per Domenico Mallamaci e per il segretario del circolo Fortunato Pedà ai quali, si è aggiunto in seguito Massimo Cogliandro, potevano andare
bene tutti tranne che io. Più volte ci siamo chiesti le motivazioni, indicate in sterili e facilmente confutabili frasi del tipo Non essere Civica” o “ Essere divisiva”.

Eppure il consenso che si era formato intorno alla mia persona era fortissimo, numeroso ed era unicamente civica. Come dire univo tutti ma non i tre esponenti del mio partito. A tal proposito e solo animata da spirito costruttivo e dalla reale voglia di cambiamento e rinnovamento del mio paese, ho fatto un passo indietro innanzi al segretario di federazione del mio partito avv. Antonio Morabito. Ma ciò non è servito a sbloccare la situazione.
Ne è seguito un vero e proprio casting di ricerca all’alternativa alla mia candidatura e, nelle riunioni che ne sono seguite, puntualmente mi venia richiesto di mettere la mia lista a disposizione del nuovo scelto/a. Innanzi al rifiuto di coloro che avevano offerto la disponibilità della candidatura solo alla mia persona, vedendomi come l’unica capace di determinare il cambiamento del territorio, si determinava una situazione di stallo che ha avuto l’unico fine di avvantaggiare l’avversario.

Davanti a tutto questo, davanti al rischio che le deficienze e le altrui responsabilità venissero in un mirabile scaricabarile, addebitate alla sottoscritta indicandomi come causa del disastro che ho descritto, innanzi alla amara constatazione che nessuno dei cittadini mottesi e dei componenti del circolo residenti nella frazione Motta, ha dato disponibilità alla candidatura, ho scelto con grande amarezza, di prendere atto della situazione e, dopo le dovute consultazioni con i nove soggetti civici che avevano scelto liberamente di candidarsi nella lista “Si Cambia” ho deciso di astenermi, per il momento da ogni ulteriore impegno, dimostrando ancora una volta, coerenza e senso di responsabilità. A Motta San Giovanni è morta la democrazia i destini del paese ancora una volta decisi da soliti pochi…"

"Il mio partito, - continua Latella - il PD di cui sono attiva militante, componente dell’assemblea nazionale, impegnata a riunire, promuovere, avviare riunioni dibattiti e confronti con i circoli dell’intera area grecanica, si è rivelato un vero e proprio convitato di pietra. Apparso disinformato, spesso assente a livello regionale e provinciale, inadeguato a risolvere le diversità interne nel circolo attraverso una franca discussione ed una autorevole capacità di sintesi, sordo ad ogni richiesta di riunione, di assemblea di confronto di dialogo. Ho registrato l’assenza del segretario regionale Nicola Irto, colui che nella prima ora mi aveva chiesto, sollecitato e incitato a candidarmi a Sindaco.

Ho registrato una gratuita ostilità verso la mia persona del segretario provinciale che, in una delle infruttuose riunioni, ebbe a dirmi in modo schietto e immotivato “chiunque ma non tu”. Lo stesso, che anche a seguito del mio passo indietro e alla consegna nelle sue mani della mia candidatura, non è riuscito a trovare la soluzione. Inutili tutti i tentativi e miei appelli al limite della disperazione. Sento invece di ringraziare pubblicamente Giuseppe Falcomatà Sindaco di Reggio Calabria e Sebi Romeo dirigente nazionale del PD i quali, hanno cercato in ogni modo di uscire dalle sabbie mobili e portare in un terreno di ragionevole e pacato dialogo e confronto la discussione all’interno del circolo.

Due cose devono essere chiare a tutti:
1) abbiamo scelto di non presentare la lista per l'assenza della componente di partito residente a Motta; 2) ci siamo resi disponibili per ben due volte, a candidarci con una lista capeggiata dal segretario di circolo o da un soggetto civico di orientamento politico di centrosinistra. Il nostro No è stato unicamente innanzi a proposte di candidati con ideali di destra o che alle ultime elezioni hanno pubblicamente sostenuto candidati di estrema destra.

Alla fine il risultato è stato che per la prima volta nella storia delle elezioni di Motta San Govanni ci sarà una sola liste e che per la prima volta non vi è candidato nessun esponente iscritto o militante del PD. Innanzi a trasversalismi nel nome di interessi opachi, dopo aver tentato per mesi di cambiare questo panorama, con continui e ripetuti appelli ai vertici del partito, ho dovuto constatare che non vi è la voglia di cambiare e che la rigenerazione del PD di cui tanto si parla è solo slogan. Sono autonoma, sono ingovernabile, sono libera e rimarrò tale! Libertà e dignità non sono in alcun modo barattabili!

Continueremo insieme a tutti coloro che mi hanno onorato della loro sincera amicizia e della loro fiducia, da altra postazione senza esimerci dal continuare le nostre battaglie, lottare per il cambiamento, per la promozione e valorizzazione del nostro territorio, per i diritti di tutti. A tutti coloro - dichiara e conlude l'avvocato Latella - che hanno fatto di tutto per impedirci di andare avanti, con tutti i mezzi ed in tutte le sedi, auguro di non fermarsi mai a riflettere sulla loro miopia e sulle loro responsabilità. Avanti, di nuovo!"

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