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L'intervista

Falcomatà pensa al futuro di Reggio: quasi pronta la nuova giunta

Ad un mese dal ritorno il sindaco inizia il suo "terzo tempo" tracciando il percorso di quello che farà per la sua città

Ha le idee chiare Giuseppe Falcomatà sul futuro di Reggio Calabria. Ad un mese dal suo ritorno sullo scranno più alto di Palazzo San Giorgio lo abbiamo incontrato per capire i programmi e l'agenda politica che vuole mettere in campo fino a giugno del 2026 quando scadrà il suo secondo mandato da sindaco metropolitano. 

Nel tardo pomeriggio, dopo una giornata intensa di incontri istituzionali anche con i partiti, ci accoglie a Palazzo Alvaro. Sono ore "calde" per il sindaco, sul tavolo c'è anche il rimpasto di giunta. 

Sindaco, Lei subito dopo la sentenza della Corte di Cassazione che le ha ridato pienamente la fascia tricolore, ha detto che adesso vuole "consumare le suole delle scarpe, uscire dal palazzo e riconquistare la gente, la città" che era quello anche che faceva suo padre Italo, il sindaco della Primavera di Reggio.

"Assolutamente sì, voglio vivere la città e per questo riorganizzerò l'agenda, spostando anche le riunioni al pomeriggio, per incontrare la gente e sentire i loro bisogni, i  bisogni del territorio. Ho cominciato a farlo subito, così anche l'altro giorno quando è arrivato il ministro Salvini e avevamo un incontro a Palazzo Campanella, con tutti i sindaci calabresi, sono arrivato prima e ho avuto modo di andare a visitare il quartiere Tre Mulini, di vedere anche l'intervento di riqualificazione che avevamo fatto quando ero sospeso. Ho parlato con tanta gente del quartiere, è stato molto bello. Ecco voglio recuperare questo rapporto, voglio dare attenzione alla gente, ai quartieri, perché è un'occasione di confronto".

"Girare per la città, per il territorio, consente anche di verificare le cose fatte, e capire quali possono davvero portare beneficio alla città. Proprio in queste ore abbiamo fatto una riunione con i tecnici per verificare il progetto delle bike line e cose che non vanno e lì il messaggio non si può mandare avanti un progetto solo perché c'è il rischio che si perdano i fondi, soprattutto se quel progetto non è utile, non è funzionale agli obiettivi che si prefigge ed è anche antiestetico. Su questo non ci sono discussioni alternative, tutto quello che noi andremo a fare deve portare beneficio alla cittadinanza". 

Il rapporto con la città passa anche dai Comitati di quartiere, qual è la posizione del Comune?

"In questi giorni ci sono stati più incontri con i Comitati di quartiere, con quelli che chiedono il riconoscimento del Regolamento comunale, e a loro ho detto che noi non siamo controparte. Ognuno di noi ha a cuore gli interessi della città e loro perché vivono il quartiere e nessuno ha interesse a vedere il quartiere degradato. Quello che io ho chiesto a loro è che ci sia un patto di reciproca fiducia, nel quale noi ci approcciamo con spirito di collaborazione, riconosciamo e legittimiamo quei comitati, ma allo stesso tempo il comitato non deve essere utilizzato strumentalmente per fini politici ed elettorali. Ho detto questo nella piena convinzione che loro non lo facciamo per questi motivi però in un patto di reciproca lealtà i problemi si affrontano e si risolvono ma anche le opportunità. 

Noi andremo a programmare 223 milioni di euro di spesa, con Pon Metro, su settori come la mobilità, il green, l'innovazione, le opere  pubbliche e anche il welfare e l'occupazione. Noi questa programmazione non la vogliamo fare dentro le stanze di Palazzo San Giorgio, è evidente che si debba condividere con la cittadinanza. Tutti, in qualche modo ci responsabilizziamo e non diventiamo solo megafono del disagio ma diventiamo parte integrante, con il nostro ruolo, esempio di cittadinanza attiva. 

Poi ho incontrato qualche altro rappresentante del Comitato durante l'avvio dello studio epidemiologico e lì mi è successa la cosa più bella di questi nove anni di sindacatura: ho incontrato una coppia che abita al rione Marconi, i coniugi Crucitti, i quali spesso hanno manifestato un disagio, con sit-in,  e a loro ho detto che per quello che è il loro problema, da solo, posso fare poco. La signora alla fine della conferenza stampa, mi ha detto: sindaco la posso abbracciare, non ce la facciamo più, ci aiuto. Mi ha stretto così forte e lì ho avuto la conferma che anche nella critica, c'è la fiducia nel sindaco. Il sindaco è il papà di una famiglia grande, questo è il senso. Mi ha azzerato le amarezze, e mi ha dato la spinta". 

Il cambiamento della città passa anche dalla cultura, dai ragazzi, in passato ha "denunciato"  il gioco della morra per le strade di molti studenti. Quale sarà adesso il ruolo della scuola?

"In questo mese ho incontrato molte scolaresche, ma è un percorso lungo. Ognuno con il proprio ruolo e con responsabilità. Un approccio culturale alle problematiche, non solo approccio punitivo, repressivo. Se abbiamo solo l'approccio punitivo non aiutiamo a comprendere determinati disvalori, che poi portano alla delinquenza, alla mafiosità. Tutti abbiamo un ruolo, vale per gli obiettivi dell'amministrazione ma vale per quello che questa città vuole diventare. Cosa vuole essere questa città? Una città dalla quale partire o una città dove restare perché ci sono delle opportunità? Quello lo determiniamo noi con le nostre azioni politiche ma anche con la voglia di fare squadra. Riqualificare un luogo, migliore un servizio sono anche i passi per cambiare la città e cambiare il sentire, che deve essere condiviso". 

Quali saranno, dunque, gli obiettivi principali di questa amministrazione sino a giugno del 2026?

"Noi proseguiremo i lavori di messa in sicurezza della macchina comunale. In questi anni abbiamo messo in sicurezza i conti, oggi la città si è liberata da un fardello importante che era quello del debito, perché si è chiuso il piano di riequilibrio, quindi il bilancio è molto meno ingessato e questo ci dà la possibilità di incidere meglio sui servizi e migliorarne la qualità. Poi con le nuove assunzioni, si garantisce un futuro a quelli che sono gli obiettivi che l'amministrazione vuole raggiungere. Si è completato il percorso di messa in sicurezza delle società che svolgono i servizi per il comune: dal trasporto pubblico alle manutenzioni, dal verde alla riscossione dei tributi. Oggi le società sono forti, solide, e l'investimento continua perché aumenteremo le risorse. Stiamo seguendo anche con molta attenzione il passaggio epocale a Sorical per quanto riguarda l'idrico e la depurazione. 

Poi abbiamo ovviamente obiettivi per la trasformazione della città con i macro porgetti che cambiano il volto della città e dei suoi quartieri e poi quello che a me preme di più, perché supera il ciclo politico,  la programmazione dei prossimi appuntamenti quello del Pon e dotare la città degli strumenti di pianificazione che ancora oggi mancano: il completamento del Psc, il Piano di Spiagge e il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche. Tutto questo sta dentro il masterplan che noi contiamo di chiudere da qui alla prossima primavera. C'è anche lo studio sulla mobilità, in linea con quelli che sono le direttive europea sulla mobilità lenta".

Se questo è il quadro e tanto si è lavorato, raggiungendo anche degli obiettivi importanti perché adesso cambiare la giunta?

"Se si è titolari in una squadra per tanto tempo è anche giusto tirare un po' il fiato anche per preparai a quelli che sono gli altri appuntamenti. Non si tratta di bocciature per nessuno, si tratta di interpretare al meglio questa nuove fase. Questa è l'idea, non è cambiare tanto per cambiare, ma cambiare là dove necessario per tradurre in fatti concreti gli obiettivi di governance. Dunque, gli obiettivi sono prefissati, su quali gambe farli correre è la riflessione che va fatta. Non c'è un diktat ai partiti ma una riflessione sulla nuova fase. Quindi non azzeramento della giunta, ma sto anche valutando qualche esterno. 

Il dialogo con le altre forze politiche?

"Il dialogo è iniziato, ho già fatto i primi incontri con le forze politiche presenti in consiglio, con Italia Viva e Democratici e progressisti, entro fine settimana vedrò il Pd e naturalmente farò un passaggio anche con le liste civiche. Conto di non fare questa fase per non più di qualche giorno. La giunta è rappresentativa degli equilibri del consiglio comunale, i partiti e i movimenti sanno questo con quale rappresentatività si traduce all'interno della giunta e ovviamente ognuno nella propria autonomia farà delle riflessioni. Come sempre tratterò diverse deleghe, ma ancora non ho deciso quali. Ci sarà all'interno della giunta, una revisione delle deleghe". 

L'opposizione le sollecita la nuova giunta

"Questa è un'anomalia, l'opposizione sollecita il sindaco a risolvere il problema della giunta è anomalo ma contraddittorio rispetto a quello che ci hanno detto prima, chiedevano le dimissioni, poi ci dicevano che eravamo inadeguati, prima ancora che non eravamo legittimati, insomma volevano che andassimo a casa. Adesso chiedono la giunta per raggiungere gli obiettivi, quasi mi stai stimolando ad andare avanti, a fare meglio. È un modo solo per attaccare".

Gli equilibri della maggioranza in Consiglio?

"La maggioranza gode di ottima salute, al netto delle defezioni ma se guardiamo anche al passato, al 2014, di defezioni fisiologiche ce ne sono state sempre. La maggioranza è salda e tra le riflessioni che si sono fatte sulla giunta, c'è la volontà di allargare la maggioranza, non per questioni numeriche ma per affinità di visione politiche, sui valori, sull'approccio alle questioni che esiste e  per cui si può aprire un confronto. La volontà di allargare la maggioranza a forze di centro sinistra è un ragionamento che ho iniziato a fare".

Dopo il 2026 Giuseppe Falcomatà dove si vede?

"Dopo dodici anni da sindaco continuerò ad essere disponibile a dare il mio contributo per la città, ma in una posizione diversa perché non potrò più candidarmi a sindaco. Quale sarà il modo migliore per servire la mia città che sia la regione, di altro. Ovviamente deve essere un percorso condiviso, che viene spinto prima di tutto dalla città. Da sempre, anche per l'esperienza di papà, ho sempre vissuto in simbiosi con la città, un impegno che non ha la legittimazione dal basso è contronatura. Tutta la mia breve storia politica è stata di confronti con la città, di primarie, di contatti con i quartiere, di discussione anche aspra, ma quello è il sale della politica. Io faccio parte del Pd, ho una maglia ho e sono creesciuto con dei valori che non ammettono altro".

Quindi non andrà a Milano a lavorare?

"Ho vinto un concorso nel 2020, sono padrone del mio futuro e questo deve essere bello. al netto di questo il mio impegno è a Reggio, per Reggio". 

Per cosa vorrebbe essere ricordato come sindaco?

"Come una persona che ha amato la sua città e si è spesa in maniera incondizionata per farla cresce per il bene comune".

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