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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Dopo la sentenza Miramare in Appello

Comune, il centrodestra a Falcomatà: "Adesso basta elezioni a maggio"

I consiglieri d'opposizione chiedono le dimissioni del sindaco sospeso

Non si dimettono i consiglieri d'opposizione a Palazzo San Giorgio. Lo dicono subito, prima di entrare in Aula Battaglia per il Consiglio comunale, in conferenza stampa per ribadire la loro posizione dopo la sentenza Miramare in Appello. Non hanno i numeri per far cadere questa Amministrazione ma soprattutto il centro destra, unito, è qui per ribadire che deve essere il sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà a dimettersi e andare così ad elezioni entro maggio 2023.  Per questo anticipano che presto ci sarà una mozione di sfiducia e una manifestazione da organizzare nei prossimi giorni.

Intanto annunciano opposizione dura in Aula. Il consigliere Massimo Ripepi spiega: "Ho scoperto io la questione Miramare, sono andato a cercare la delibera e non c'era. Adesso ci tocca aspettare le motivazioni ma qui adesso la questione è etica. Il sindaco sospeso continua a lasciare la città in mano a due facente funzioni che non sono stati eletti e che non hanno autorevolezza. Noi chiediamo all'Anci di intervenire e fare dimettere il sindaco Falcomatà che tra l'altro è ancora responsabile dei beni confiscati". 

Duro anche Minicuci che ripercorre anche la scelta di ricandidarsi di Falcomatà alle ultime elezioni comunali quando dice : "Si sapeva che c'era questa spada di Damocle e ha deciso di lasciare la città senza una guida".

Anche Demetrio Marino di Fratelli d'Italia ribadisce la necessità delle dimissioni del sindaco sospeso e speiga: "E' l'unico sindaco sospeo in Italia che non si è dimesso dopo la condanna. In casi simili gli amministratori di centrodestra si sono dimessi".

Il capogruppo Fi Federico Milia sottolinea: "Lavoreremo come abbiamo sempre fatto ma da oggi in poi saremo incessanti e il nostro compito sarà svegliare le coscienze".

Mario Cardia dell'Udc ribadisce il messaggio del centrodestra, tornare nuovamente al voto: 'E' una vera e propria emergenza democratica. Falcomatà ha chiesto alla città di resistere, Reggio però deve tornare a correre e tutti i cittadini ci chiedono di tornare alle urne".

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