Giovedì, 18 Luglio 2024
L'assemblea straordinaria

Consiglio comunale aperto sul ponte: la mozione non si può votare ma i cittadini sono protagonisti

La convocazione straordinaria che non prevede deliberazioni è stata ugualmente accolta come uno spazio democratico di discussione necessario

Per la legge dei numeri la mozione del consiglio comunale contro il Ponte sullo Stretto era già potenzialmente approvata ma, da regolamento, nelle sedute aperte al pubblico non si può deliberare e l'odierna convocazione servirà a raccogliere riflessioni, istanze e suggerimenti di cittadini e associazioni.

Annunciato da mesi, quello di oggi pomeriggio avrebbe dovuto essere un consiglio comunale animato e all'insegna della discussione attorno al tema della grande opera di collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. L'assemblea straordinaria aperta alla cittadinanza è arrivata però in un giorno sfortunato, quasi all'indomani dell'inchiesta su presunto scambio politico-mafioso nelle elezioni reggine del 2020. Palpabile la tensione a palazzo San Giorgio, dove il consiglio ha tanti posti vuoti: l'opposizione di centrodestra in blocco (Forza Italia e Lega), che invoca le dimissioni del sindaco, ha disertato l'aula (peraltro sottolineando la posizione favorevole al Ponte dei partiti in questione e un conseguente disinteresse al dibattito), e a rappresentare il sì alla grande opera è rimasto il soldato semplice Massimo Ripepi.

Ripepi e Marcianò pronti a intervento sull'inchiesta ma i preliminari saltano

Il consigliere, anche lui firmatario di una mozione, opposta a quella che avrebbe dovuto essere votata dal civico consesso, ha suscitato un po' di polemica in apertura dell'assemblea, chiedendo di intervenire nei preliminari. Ma anche questo protocollo cambia nella tipologia del consiglio aperto, che non li prevede, e lo spiegano il presidente e la segretaria generale. 

E' facile immaginare quale fosse l'argomento dei preliminari, ma a farlo capire in modo diretto è Angela Marcianò (unica esponente dell'opposizione in aula oltre a Ripepi e Pazzano). Anche la professoressa avrebbe voluto intervenire e ha contestato il diniego stabilito dalla presidenza del consiglio. In una nota a stretto giro la sua reazione: "In palese violazione dell’articolo 65, comma2, del regolamento sul funzionamento del consiglio comunale, mi è stato impedito, in apertura di seduta, di prendere la parola per fare dichiarazioni su argomenti che non erano concernenti l’ordine del giorno.

E’ stato ritenuto dal presidente, con il supporto della segretaria comunale e con il complice silenzio di sindaco e giunta, che questa facoltà, pure espressamente normata dalle disposizioni citate, non era mia prerogativa perché il consiglio comunale era stato fissato secondo modalità diverse dalle ordinarie. Questo - prosegue Marcianò - è un sicuro abbaglio, o più probabilmente un premeditato e strumentale cavillo per impedire ai due soli consiglieri di minoranza presenti e interessati ad intervenire, di introdurre interlocuzioni riferite ai noti fatti, venuti in rilievo successivamente alla data di convocazione della seduta consiliare. Un'altra inconcepibile violenza a danno della dialettica democratica, nell’ottica scellerata di mantenere il silenzio su situazioni allarmanti sulle quali sono in corso indagini preliminari per gravi reati".

Marra condivide poi, come richiesto dagli stessi consiglieri, la lettera con il gruppo della Lega motiva l'assenza, e dall'auditorio qualcuno (Saverio Pazzano, leader di La Strada) precisa "Lega Nord": il presidente accoglie la dicitura dovendo poi correggersi, richiamato a distanza dagli interessati a rettificare l'attuale denominazione del partito. Il messaggio scritto dei consiglieri leghisti è prioritariamente rivolto a Falcomatà: "Prima di trattare in consiglio comunale qualsivoglia altro argomento riteniamo fondamentale che il sindaco debba innanzitutto relazionare alla città ed ai cittadini in merito ai gravi addebiti contestatigli in questa fase dalla Procura". 

Ponte sullo Stretto, Consiglio comunale aperto a Reggio Calabria: le foto

Gli interventi dei cittadini, quasi tutti contro il ponte, chiedono al consiglio una posizione netta

Dall'agora di piazza Italia all'aula Battaglia di Palazzo San Giorgio (spostamento dovuto a una precauzione su possibile maltempo), la sede formale del consiglio ha scoraggiato una partecipazione maggiore dei cittadini, ma in sala c'erano i rappresentanti di tutti i movimenti della rete no ponte, oltre a sindacalisti e associazioni dell'area delle sinistre e sindaci del territorio. Ma la riunione è ugualmente bene accolta come un'opportunità di esercizio democratico, di cui a Reggio si sente un forte bisogno su tanti argomenti che coinvolgono la città. 

Sedici gli interventi programmati dei cittadini e ospiti, il cui filo conduttore è stato la richiesta al consiglio reggino di prendere una posizione netta per opporsi al ponte e non un semplice rinvio delle procedure.

Da Peppe Marra per Usb Calabria, a Enzo Musolino, segretario del circolo Pd di Villa San Giovanni; Daniele Cartisano, presidente del circolo reggino Legambiente; Giovanni Cordova (rete No Ponte); Ampa venticinqueprile; Pino Siclari del Partito Comunista; Franco Ambrogio (Territorio e Progresso); Giuseppe De Felice della Cgil metropolitana e Tonino De Pace del circolo del cinema Zavattini, i contributi hanno espresso un corale dissenso al ponte. 

Gerardo Pontecorvo di Europa Verde rilancia l'idea del parco dello Stretto come area protetta estesa alla Costa Viola. L'architetto Felice Manti, a nome del Csoa Angelina Cartella, evidenzia la necessità di una valutazione di impatto generazionale pensando alle ricadute della grande opera sui territori e sui futuro dei loro abitanti.

Rossella Bulsei, portavoce del comitato Titengostretto di Villa San Giovanni, ha aggiunto un altro tassello nelle vite degli espropriandi: "Un termine tecnico che ci identifica ma non mi piace perché noi siamo persone. L'abbattimento delle nostre case, dove abbiamo scelto di costruire le nostre famiglie e le nostre attività lavorative, sarebbe un danno non soltanto materiale ma soprattutto esistenziale. Vogliamo bene allo Stretto e alla nostra città, dove abbiamo scelto di restare, e dire no al ponte è anche un atto di amore per questo territorio". 

Poche le voci favorevoli, tra cui quella di Maria Letizia Romeo, presidente dell'università popolare UniPace di Reggio Calabria (sezione dell'organismo nazionale fondato da Gilbertro Perri, guida spirituale di Massimo Ripepi), che nel ponte vede anche un'attrazione turistica, persino durante la lunga cantierizzazione.

Mentre Patrizia D'Aguì, rappresentante del comitato civico Noi siamo Arghillà, si è detta sconcertata del dissenso attorno a un'infrastruttura che porterà sviluppo, lavoro e risorse finanziarie erogate già negli anni della costruzione; e Monica D'Aguì, presidente di Donne in prima Fila oltre che esponente di Alternativa Popolare già candidata alle ultime europee, sostiene che il ponte farà da catalizzatore imprenditoriale ed l'unica a spendere una parola di solidarietà a chi, sul luogo dei cantieri, subirà i disagi maggiori, chiedendo che siano ripagati da opere compensative e risarcimenti adeguati. 

La formula del consiglio aperto non prevede votazioni ma sarà stilato un verbale con tutti i contributi

Conclusa la prima parte dell'assemblea dedicata agli interventi del pubblico, a parlare sono stati sindaci e consiglieri comunali. Sandro Repaci, primo cittadino di Campo Calabro afferma: "Io non sono ideologicamente né favorevole né contrario al ponte, perché non è questa la mia competenza. Noi sindaci siamo chiamati a dare certezze ai cittadini ma ad oggi non sappiamo cosa succederà prima e dopo l'impalcato. Abbiamo il diritto di avere risposte e crediamo che le risposte delle integrazioni al progetto non saranno sufficienti". Giusy Caminiti, sindaca di Villa, ha ricordato le due conferenze di servizi aperte e le osservazioni formulate dalla sua amministrazione addentrandosi nello stato dell'opera procedurale. 

Il consigliere Ripepi decide di rinviare alla sede deliberante la presentazione della sua mozione ma ribadisce la sua posizione pro ponte e chiede al sindaco risposte sulle opere compensative e la salvaguardia delle risorse di cui beneficierà anche il territorio reggino. Saverio Pazzano, ispiratore del consiglio aperto e della mozione contro il ponte (di cui annuncia una prossima presentazione), si è detto soddisfatto: "Credo che oggi abbiamo fatto qualcosa di importante, favorendo la partecipazione dei cittadini in uno spazio pubblico e istituzionale. Arriviamo - ha aggiunto - sicuramente in ritardo, ma adesso dovremo accelerare con una decisione seria, convinta e inequivocabile su questa presunta opera di pubblico interesse". Hanno preso la parola poi i consiglieri Giuseppe Marino, Antonino Castorina, Carmelo Versace, Giuseppe Giordano e Marcantonino Malara.

Come detto, da regolamento il consiglio aperto non può produrre delibere e una mozione pro o contro il ponte sarà discussa in una nuova riunione dell'assemblea. Tutti i contributi del dibattito di oggi confluiranno però in un verbale di cui il consiglio comunale terrà conto per valorizzare la partecipazione dei cittadini attorno alla sensibile tematica del ponte sullo Stretto. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Consiglio comunale aperto sul ponte: la mozione non si può votare ma i cittadini sono protagonisti
ReggioToday è in caricamento