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Domenica, 25 Febbraio 2024
Tagli nelle scuole

Dimensionamento, nel rush finale verso il piano provinciale il Comune sostiene l'Ic Galilei-Pascoli

I genitori del consiglio d'istituto ottengono rassicurazioni da Brunetti e Nucera, ma per le scuole cittadine sotto la soglia di alunni il salvataggio resta complicato

Sul dimensionamento scolastico i comuni calabresi sono alle battute finali di una strenua trincea per difendere le autonomie dal computo dei tagli che la Regione, sulla base dell’imposizione statale, è obbligata ad operare. Inderogabile la soppressione di 17 dirigenze nella provincia reggina, la decisione è di competenza della città metropolitana, che sembra sia per presentare a brevissimo il proprio piano per l’approvazione da parte della giunta regionale. Il termine ultimo è il 15 ottobre ma, dopo giorni di intense interlocuzioni con gli stakeholder pubblici e non dei territori, pare che i giochi siano fatti e la convocazione della giunta metropolitana chiamata a deliberare sia ormai imminente.

Come avevamo scritto, il Comune di Reggio si trova in una situazione critica perché di popolazione molto superiore ai 15.000 abitanti e dunque vincolato alla soglia minima di 1000 alunni per mantenere le autonomie scolastiche. Numeri a cui in città arrivano pochi istituti, e per questo gli amministratori avevano pensato di far valere in deroga il criterio delle minoranze linguistiche, che però potrebbe essere applicato a troppe zone creando un vasto scudo protettivo nella provincia, che renderebbe impossibile effettuare i tagli richiesti. Reggio, per paradosso, salverebbe così in blocco tutte le scuole, a fronte di aree come Melito Porto Salvo e Bova marina, che hanno maggiori specificità di questo genere, o surclassando il criterio più forte di tutti gli altri, che blinda i comuni commissariati, come Rosarno.

Continua la battaglia dell'Ic Galilei-Pascoli, che ottiene un preciso impegno dal Comune

Sul punto però sono pronti a dare battaglia i genitori dell’Ic Galilei-Pascoli, che hanno denunciato il rischio di un ulteriore accorpamento (con Vitrioli-Principe di Piemonte) facendo capire che se un indicatore valido anche per questa scuola sarà applicato solo per salvarne altre, loro non staranno a guardare. “I criteri – ci dice il presidente del consiglio di istituto Giorgio Nordo,  – devono essere uniformi, e invece qui si vogliono scrivere delibere ‘ad scuolam’. Non tollereremo questi trattamenti diversificati al di fuori delle linee guida e delle leggi”. Questo i rappresentanti della popolazione scolastica del Galilei-Pascoli hanno detto ieri in un incontro a palazzo San Giorgio con il sindaco facente funzioni Paolo Brunetti e l’assessora comunale all’istruzione Anita Lucia Nucera, colloquio nel quale Nordo ha rilevato comprensione e disponibilità da parte degli amministratori. Portando a casa l’impegno a difendere lo storico istituto cittadino, a sostegno del quale si ricorderà come sia l’unica scuola della provincia ad avere una sezione ospedaliera che si occupa anche dell’istruzione di minori malati oncologici ed è capofila nel coordinamento della scuola domiciliare per l’intero territorio metropolitano. “Siamo più tranquilli – conclude Nordo – abbiamo fiducia in quello che ci ha assicurato il Comune, perché è stato compreso che la nostra richiesta è nell’interesse dei ragazzi e soprattutto di quelli malati, che se ci fosse una soppressione dell’autonomia dell’istituto sarebbero lesi nel loro diritto allo studio perché non si potrebbe mantenere questo coordinamento”. Se non andasse così i genitori annunciano una protesta pubblica.

La situazione della Locride con Siderno che propone soluzioni alternative e il liceo musicale

C’è ovviamente consapevolezza, anche in Comune, che l’ultima parola sarà della città metropolitana, orientata più verso l’intoccabilità delle scuole nelle aree provinciali più fragili, con in testa la Locride. Ma anche qui non ci potranno fare miracoli, e per questo da Siderno sono arrivate proposte alternative in extremis. Con una delibera del 14 settembre la giunta comunale ha chiesto a Regione Metrocity e Usr la creazione di un polo tecnico-professionale di eccellenza, accorpando gli istituti di secondo grado presenti sul territorio comunale (Iis Marconi, Ipsia, liceo artistico Pitagora e Ipssar Dea Persefone: si tratterebbe però di un omnicomprensivo, e le linee guida regionali stabiliscono la progressiva eliminazione e che non se ne possano più creare di nuovi, se non in casi eccezionali. L’altra idea è accorpare queste scuole, eccetto il liceo, all’istituto tecnico per il turismo Zanotti – Bianco di Marina di Gioiosa Jonica. E il consigliere di minoranza Antonio Cosimo Trimboli rilancia suggerendo alla giunta di farsi promotrice addirittura di una nuova scuola, un liceo musicale – indirizzo totalmente assente nel comprensorio e che servirebbe un bacino di utenza composto da più di 120.000 abitanti, oltre ad assicurare la continuità dei percorsi formativi degli studenti provenienti dai corsi ad indirizzo musicale delle scuole medie.

Con queste mosse si vuole scongiurare una scomparsa degli istituti sidernesi che se non avvenisse il prossimo anno è comunque segnata per il trend negativo di iscrizioni. La questione torna al vero problema, il calo demografico che ha ridotto la popolazione scolastica al lumicino e costituisce la ratio della contestata legge del governo. La città metropolitana dovrà trovare la soluzione migliore per tutti sapendo che non sarà possibile evitare scelte dolorose per qualcuno. Sullo sfondo c’è il duro ammonimento della vicepresidente della giunta regionale Giusi Princi, che ha ricordato come senza indicazioni dai territori, la soppressione delle autonomie avverrà d’ufficio.

Parole molto diverse da quelle che si sentono nelle altre regioni del sud, che a differenza della Calabria hanno alzato le barricate attorno alle loro scuole presentando un ricorso contro il presidente del consiglio per incostituzionalità della riforma sul dimensionamento.

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