Dimissioni del garante, la minoranza: "La giustificazione è peggiore delle scuse"

La replica dei consiglieri comunali dopo le dimissioni del garante comunale Carmela Costarella, madre dell'assessore Giuggi Palmenta

da sinistra Palmenta, Costarella e Falcomatà

Dopo l'annuncio delle dimissioni di Carmela Costarella, garante comunale per le persone con disabilità e madre dell'assessore Giuggi Palmenta, non si è fatta attendere la risposta dei consiglieri di opposizione in consiglio comunale che, a fine dicembre, avevano sollevato il polverone dell'incompatibilità delle due cariche istituzionali.

"Noi del centrodestra non apparteniamo a quella schiera che festeggia per gli “inconvenienti” altrui. Le dimissioni della dottoressa Costarella pervenute pocanzi sono un atto dovuto alla legge e alla cittadinanza, nient’altro. Non ci interessa etichettare la questione come una vittoria del centrodestra reggino, non godiamo per errori che creano ripercussioni e ritardi sull’attività pubblica della nostra città.

Le dimissioni del garante comunale

Piuttosto ci preoccupano le risposte arrivate dalla stessa dimissionaria Costarella e
quelle che non arrivano dal primo inquilino di Palazzo San Giorgio". E' quanto affermano i consiglieri di minoranza Federico Milia, Antonino Caridi, Antonino Maiolino, Nicola Malaspina, Saverio Anghelone, Antonino Minicuci, Massimo Ripepi e Giuseppe De Biasi.

"La nota stampa con cui il garante delle persone con disabilità del Comune di Reggio Calabria ha lasciato l’incarico - continuano i rappresentanti comunali - ci dà adito per porre all’attenzione dei concittadini altri aspetti oltre quelli già denunciati in precedenza.

Carmela Costarella nel comunicare l’abbandono dell’incarico (non lo precisa nel comunicato, ma è per incompatibilità con il ruolo ricoperto dalla figlia assessore) recita testualmente: “…la sottoscritta fa presente che in data 31 dicembre, prima che la vana polemica politica occupasse le cronache giornalistiche, ha presentato le dimissioni…” premurandosi a precisare che si sarebbe congedata dal ruolo prima della denuncia pubblica dell’abuso da parte dell’opposizione (con nota stampa datata
proprio 31 dicembre).

Dando per buona l’affermazione della dottoressa Costarella, anche se fosse andata come lei solo oggi scrive, vorremmo far notare a lei ed a chi le ha affidato l’incarico che ugualmente si è consumato l’abuso perché la nomina era già illegittima al momento in cui Giuseppina Palmenta, sua figlia, è stata nominata assessore (ottobre)". 

Centrodestra consiglieri-2Per i consiglieri "il regolamento è chiaro: non possono esserci rapporti di parentela fino al terzo grado negli incarichi pubblici dello stesso Ente. E la giustificazione è peggiore delle scuse: la dottoressa spiega che avrebbe ritenuto “necessario ed opportuno continuare tale servizio fino alla data del 31 dicembre per poter portare a termine le attività già avviate”.

Peccato che di questi servizi e attività la cittadinanza non ne abbia contezza materiale, né tanto meno notizia, così come non si è avuta alcuna notizia - a proposito di note stampa – delle sue dimissioni prima di oggi. Motivo per cui stamane abbia rincarato la dose con un’altra denuncia pubblica, incalzando il garante ed il Comune di Reggio Calabria a prendere dei provvedimenti immediati.

Pertanto, anche se la realtà dei fatti corrispondesse a quanto asserito dalla dottoressa Costarella nel comunicato di dimissioni, l’abuso è stato ugualmente perpetrato ed il suo passo indietro in ritardo non è giustificabile, come non lo è - sempre nel caso in cui fosse vero ciò che afferma - il ritardo dei comunicatori di Palazzo San Giorgio nel dare notizia delle avvenute dimissioni “in tempi non sospetti e prima che la vana polemica politica occupasse le cronache giornalistiche".
 

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