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Il dato / Platì

Il vuoto dell'astensionismo nei piccoli comuni reggini e l'appello del sindaco di Platì

Nei centri dell'hinterland o isolati si registra il dato peggiore e Sergi chiede l'intervento del governo per sollecitare interventi sulla viabilità

L'astensionismo elettorale record in Calabria e la maglia nera della provincia reggina sono stati l'ennesimo bollettino disonorevole per il nostro territorio. I numeri più bassi si sono registrati nei centri piccoli, con l'unica, ovvia eccezione dei comuni che al voto europeo hanno abbinato quello amministrativo. In alcuni casi si tratta di una vera e propria bomba sociale, come a San Luca, che già porta addosso la ferita delle elezioni cancellate per mancanza di liste e candidati sindaco, e il ritorno dei commissari: senza quell'input, per eleggere gli europarlamentari si sono recati alle urne solo il 16,17% degli aventi diritto. Ancor più scioccante è il confronto con le precedenti elezioni, dove si era raggiunto il 46,64%. 

Le altre percentuali più basse si sono registrate a Staiti (15,17 contro il 16,41); Galatro (scesa dal 23,63 al 19,18); Grotteria (19,74 contro 21,27); Melicucco con il 19,65 (il precedente era 25,89) e il fanalino di coda di Platì (13,45 contro il 17,30) e Mammola (dal 17,86 al 13,04). Comuni di confine, scrigni paesaggistici spesso inaccessibili e potenzialità di crescita bloccate. 

L'isolamento dei piccoli comuni, il sindaco di Platì scrive a Meloni e Mattarella

Platì torna alla ribalta per un nuovo record negativo (si ricorderà, durante la pandemia da Covid, quello del centro con meno vaccinati d'Italia), che segue quello nell'infimo girone dei 10 comuni italiani con scolarizzazione minore, ma il sindaco Rosario Sergi non ci sta a perpetuare quest'immagine del suo comune. Per questo, all'indomani del primato astensionista, ha voluto affrontare la questione in una lettera aperta indirizzata alla premier Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra i destinatari del testo ci sono però il ministro dei trasporti Matteo Salvini e il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, perché Sergi attribuisce la diserzione delle urne all'isolamento della cittadina della Locride, penalizzata dallo stato dei collegamenti viari.

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"Oggi - scrive il sindaco di Platì anche nel suo ruolo di dirigente Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) - qui si è consumata la più grande disfatta della Democrazia. La percentuale di cittadini che si è recata al voto è bassissima dimostrando ancora una volta la grande distanza dei cittadini platiesi verso la politica in generale ed europea in particolare. Attraverso la tv, i social e i giornali - aggiunge - i platiesi si trovano di fronte ad un’Europa che sfoggia strade asfaltate con segnaletica orizzontale e  verticale, con guardrail che impongono standard di sicurezza elevatissimi, mentre a Platì le viabilità si presenta al limite dell’impraticabilità". 

Sergi enumera le situazioni di emergenza: "Nell’ultimo anno si sono registrati lungo il tratto stradale Platì-Bovalino quattro giovani vittime le cui vite sono state spezzate a causa delle  mancanza anche delle barriere di protezione. La strada provinciale 2 è chiusa al transito – nel tratto Platì Zervo -  da oltre 10 lustri e Anas stenta ad effettuare le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, Platì pur essendo comune a vocazione montana non può neanche accedere al parco nazionale dell’Aspromonte; la Sp 79 e 79 dir sembrano siano state bombardate dai caccia russi e  pensare a chiedere un intervento della Nato per il ripristino della percorribilità". E ancora: "La Sp 77 che da Cirella di Platì porta al bivio verso Ciminà si presenta con numerosi cantieri aperti e da anni si attende il completamento delle opere, mentre l'asfalto si presenta irregolare la segnaletica orizzontale e verticale inesistente e le barriere insufficienti a garantire la sicurezza stradale".

Tornando al dato dell'affluenza ai seggi, il sindaco segnala che proprio l’impraticabilità delle strade ha scoraggiato gli elettori delle contrade di Gioppo e Lauro di recarsi alle urne. Ecco perché, "su 810 elettori aventi diritto al voto compresa la componente Aire si sono recati presso il seggio elettorale 5 solo in 54" e per lo stesso motivo si sono richieste anche surroghe e sostituzioni di presidenti e scrutatori.

Quello di Platì e dei suoi cittadini storicamente associati a vicende di arretratezza e alle più drammatiche vicende di cronaca della Locride è un autentico grido di dolore. "Il gap infrastrutturale - scrive Rosario Sergi - che si registra rispetto anche al territorio metropolitano, dell resto d’Italia ed europeo presenta una forbice ampissima, le strade da primo dopoguerra che i platiesi sono costretti a percorrere o per meglio dire a non percorrere rappresentano un ostacolo alla costruzione di un rapporto di normalità tra cittadini e istituzioni". La lettera si conclude invitando le autorità a visitare Platì e rendersi conto della situazione, anche come pungolo per la realizzazione degli interventi infrastrutturali e viari necessari: "Auspichiamo un cambio di rotta nella gestione delle risorse destinate alla viabilità da parte dagli enti sovracomunali verso l’area cittadina di Platì, distante da interessi di partito ma vicina agli interessi dei cittadini. Aiutare gli ultimi ed i territori di trincea è l’unica strada che potrà portare allo sviluppo della nazione".

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