Patto Civico incontra Nino De Masi per confrontarsi sulla proposta "no tax area"

L'incontro promosso dalla candidata a sindaco Maria Laura Tortorella (Patto Civico) si è svolto nella Terrazza dell’Accademia di Filippo Cogliandro, lo chef che si è ribellato al pizzo

Nino De Masi

Nei giorni scorsi, la Terrazza dell’Accademia di Filippo Cogliandro, lo chef che si è ribellato al pizzo, ha ospitato la candidata a sindaco di Reggio Calabria Maria Laura Tortorella del movimento Patto civico per un incontro con le realtà cittadine sui temi dell’imprenditoria e del commercio per la promozione dello sviluppo della città di Reggio Calabria.

Rilevante la testimonianza di Nino De Masi, tra i più impegnati e innovativi nell’ambito dell’imprenditoria calabrese, imprenditore di fama internazionale che nonostante tutto resiste e per amore della sua terra ha il coraggio di lottare e dire "ora basta!".

De Masi, in un’appassionata presentazione del suo lavoro inquadrato negli ultimi quarant’anni di storia del Mezzogiorno, ha evidenziato come gli aiuti economici pubblici elargiti attraverso dalla Cassa per il Mezzogiorno alla legge n. 488/1992, non abbiano di fatto prodotto cambiamento sociale: nonostante tanto denaro investito -e spesso dilapidato- il contesto socio- economico si è sempre più impoverito e i territori del Sud restano in ritardo di sviluppo.

Il fenomeno migratorio non si è arrestato, anzi la migrazione al Nord o all’estero alla ricerca di una stabile occupazione vede perlopiù giovani laureati e la Calabria resta una delle Regioni più povere d’Europa. Ma se i soldi destinati al Sud negli ultimi quarant’anni - ha fatto notare De Masi – non hanno portato nessun miglioramento, perché dovrebbero apportarlo gli ulteriori aiuti economici che arriveranno? Non saranno ancora una volta fonte di malaffare e tentativo di rivolgere altrove responsabilità e alibi?

La disamina dell’ingegnere De Masi continua esponendo il punto di vista degli imprenditori che tendono ad investire, per creare un’attività produttiva, nei luoghi in cui ci sono le basi per essere competitivi, cioè adeguati supporti tecnologici, Università vicine, infrastrutture moderne, una pubblica amministrazione che non sia corrotta. Per tutto questo e soprattutto per la presenza di una criminalità asfissiante, la Calabria purtroppo non risulta di certo attrattiva.

Dunque, in attesa dei lunghi decenni per il completamento delle necessarie infrastrutture, Nino De Masi lancia la proposta di una “no tax area” che darebbe al territorio uno sviluppo nel breve periodo, come già avvenuto in alcune aree europee, ad esempio in Irlanda e Portogallo.

La “no tax area”dovrebbe intendersi come un compensatore, una fiscalità di vantaggio, dunque, per imprese nuove e già esistenti – a detta dell’imprenditore- consentirebbe di riallineare interi territori, mentre le cosiddette “Zes” riguardano solo micro-aree ed escludono le zone interne.

Questo percorso avrebbe il vantaggio di far emersione il lavoro irregolare e il venir meno dei sussidi come la cassa integrazione. Inoltre – ha sottolineato De Masi – l’economia sana costituisce un vero e proprio muro contro la criminalità e la diffusa illegalità. Certamente l’applicazione di una “no-tax area” può essere efficace solo se parallelamente a classe politica riconosce tra le proprie priorità innanzitutto il contrasto alla criminalità.

In conclusione, quindi, la proposta di una “no-tax area” avanzata da De Masi per la Calabria, parte dalla premessa di una Terra, già prima della pandemia territorio in ritardo di sviluppo, che nonostante le ingenti risorse spese (o dilapidate) per diminuire il divario socio- economico tra le due Italie non ha ancora beneficiato di concreti risultati, in quanto la forbice del divario è sempre aumentata e l’emigrazione giovanile in continua e costante crescita.

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L'incontro si è concluso con il ringraziamento della candidata a sindaco Maria Laura Tortorella,  a tutti coloro che con il loro operato e coraggiosa testimonianza personale, come lo chef Cogliandro e l’ingegnere De Masi, resistono quotidianamente per realizzare in Calabria ciò che altrove è più facile e che tracciando quel solco di discontinuità con la malavità organizzata rendono ancora possibile il “sogno” di un futuro per questa terra.

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