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Domenica, 23 Giugno 2024
L'intervista

Europee, Princi: "Il mio impegno per la Calabria promuovendo la cultura come forza trainante"

La vicepresidente della giunta regionale spiega il suo progetto per l'europarlamento

Da dirigente scolastico è entrata come assessore tecnico nella giunta Occhiuto per portare le sue competenze al servizio della Calabria. Adesso per Giusi Princi è il momento di fare sul serio in politica ed ha accettato per elezioni europee la candidatura di Forza Italia nella circoscrizione Sud - che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia. Sono gli ultimi giorni di una dura campagna elettorale, si voterà infatti l'8 e il 9 giugno, giorni in cui la candidata ha girato in lungo e in largo la Calabria, ma non si è sotratta alle domande di ReggioToday.

Per Lei è la prima, vera, scesa in campo. Una candidatura che la fa entrare di diritto nel mondo della politica, svestendo definitivamente il ruolo di tecnico: era stata nominata in giunta regionale per le sue riconosciute doti di dirigente scolastico. Come sta vivendo questo momento? Le dispiacerebbe lasciare la Regione?

"Ho accolto questa sfida con un grande senso di responsabilità e determinazione, animata dal forte desiderio di portare avanti il percorso già avviato in questi anni. Quando ho accettato di candidarmi, sostenuta dal presidente Occhiuto e dal coordinatore regionale di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, l'ho fatto con la profonda convinzione di non abbandonare la Regione, ma di lavorare con impegno al servizio di questa terra unica, per darle voce, insieme al Sud tutto, anche in Europa. 

L’affetto ed il calore umano che sto ricevendo in questi giorni a livello politico e sociale, la stima dimostrata dalla comunità educante di cui mi sento parte, mi emozionano profondamente e rappresentano per me un forte stimolo a fare sempre di più. 

Attraverso il mio impegno, la mia passione e la mia esperienza, ho sempre avuto come obiettivo la valorizzazione della Calabria e vedo in questa candidatura una grande opportunità per tutti noi. Proprio questo pensiero ha fatto sì che le incertezze iniziali, legate al mio essere donna e madre, lasciassero spazio al desiderio di consegnare ai miei ed ai nostri figli una Calabria migliore da cui non essere costretti ad andar via".

Il Sud, la Calabria non è un paese per giovani. Questa terra ha visto in questi ultimi anni un esodo di ragazzi, cervelli in fuga, partire in cerca di occasioni di lavoro. Dati alla mano rispetto al 1995, mancano nel Sud oltre 1,6 milioni di giovani. Lei, già vice presidente della Regione Calabria con delega all’istruzione, ha iniziato a lavorare per dare il giusto ruolo ai giovani calabresi attraverso la formazione. Quale sarà la sua posizione in Europa e cosa farà per il Sud e la Calabria?

"L’esperienza come vicepresidente mi ha fatto capire l'importanza della concretezza anche nell'azione politica e ha rafforzato in me la convinzione che la chiave del progresso risieda nella formazione dei nostri ragazzi, che rappresentano il nostro futuro, e nello sviluppo del capitale umano. 

Attraverso l'istruzione e la formazione, possiamo sbloccare il potenziale individuale e collettivo, creando una base solida per il cambiamento.

Negli ultimi anni, la mancata corrispondenza tra il fabbisogno dalle aziende e le competenze o qualifiche offerte dai lavoratori, ha subito un progressivo peggioramento. È nostro dovere agire affinché il mondo della formazione e quello del lavoro riprendano a dialogare. 

Occorre investire nella scuola, chiamata a dare ai nostri giovani solide basi per diventare cittadini consapevoli e responsabili; nell’università, che con la sua offerta qualificata, prepara brillanti professionisti; puntare sugli Its scuole professionalizzanti post-diploma, che grazie ad un lavoro sinergico con le aziende, hanno il prezioso scopo di insegnare “a saper fare”, diventando, così, una sicura chiave di accesso al mondo del lavoro. 

Con questa candidatura rinnovo il mio impegno e la mia dedizione al servizio della Calabria, promuovendo la cultura come forza trainante, motore di progresso e cambiamento".

L'intervento di Giusi Princi durante la presentazione

In questa situazione di “povertà” lavorativa ed economica, a soffrire maggiormente sono le donne schiacciate dal lavoro di cura. Cosa chiederà al Parlamento europeo per il welfare e le donne italiane?

"Promuovere un sistema di welfare più robusto e inclusivo è una priorità per garantire che le donne italiane possano avere le stesse opportunità delle loro controparti europee e che il nostro paese possa affrontare le sfide demografiche ed economiche del futuro. 

Secondo l'ultimo rapporto annuale Istat, l’Italia ha registrato un record negativo nel calo delle nascite, un fenomeno che ha gravi ripercussioni economiche, soprattutto in considerazione dell'invecchiamento della popolazione. In particolare, il Sud continua a soffrire in modo significativo a causa di questo trend, con un calo delle nascite superiore alla media nazionale e un tasso di natalità tra i più bassi d'Europa.

Si tratta di una situazione innegabilmente legata alle difficoltà che le donne italiane affrontano nel conciliare lavoro e famiglia, trovandosi spesso costrette a dover scegliere tra carriera e maternità a causa della mancanza di adeguati servizi di supporto. 

In linea con la politica del partito che rappresento, ritengo che le famiglie siano il primo fattore di coesione sociale. È essenziale includere la natalità tra gli obiettivi di policy della prossima programmazione dei fondi europei: tutte le risorse distribuite agli Stati membri dovranno sostenere anche le famiglie e la maternità. 

Penso ad incentivi per gli asili nido e servizi di assistenza all’infanzia, penso a congedi parentali retribuiti e ad una maggiore flessibilità lavorativa. Misure che, oltre a permettere alle donne di conciliare meglio lavoro e famiglia, stimoleranno la natalità e la crescita economica. 

In quest’ottica, la giunta regionale, su mia proposta ha approvato in modo bipartisan, una legge che prevede lo stanziamento di 80 milioni di euro per sostenere le famiglie. Questi fondi saranno utilizzati, tra l'altro, per erogare voucher per il pagamento delle rette dei nidi d'infanzia, ricalcando un modello già collaudato con successo nel nord Europa, con l'obiettivo di favorire l'accesso a un'istruzione di qualità per tutti i bambini calabresi e di promuovere la conciliazione tra vita familiare e lavorativa".

Grazie alla sua posizione geografica, la rete infrastrutturale e un solido know-how scientifico e progettuale, l’Italia potrà diventare un baricentro tra la sponda Nord e quella Sud del Mediterraneo, attraverso la realizzazione di un hub di collegamento per il trasporto e la distribuzione dell’idrogeno verde, ovvero quello prodotto da fonti rinnovabili. Già L’Italia ha definito che ci saranno due porti strategici: uno potrebbe essere in Calabria. Quale sarà la sua posizione in Europa sull’energia? 

"L’energia pulita non è solo un bene per il pianeta, ma lo è anche per la nostra sicurezza energetica. Raggiungere l’indipendenza da fonti fossili provenienti da paesi terzi è essenziale per rendere l’Europa meno vulnerabile e più autonoma, mentre affrontiamo la sfida globale dei cambiamenti climatici.

L’idrogeno verde rappresenta una soluzione fondamentale per una transizione energetica sostenibile, in grado di abbattere in modo significativo le emissioni di gas serra. Investire in questa tecnologia, in linea con la strategia europea e il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), è cruciale per il futuro energetico dell’Italia e dell’Europa.

È essenziale sviluppare un'Unione dell'Energia che rafforzi il mercato energetico interno europeo attraverso la creazione di infrastrutture transfrontaliere. In questo contesto, è fondamentale sfruttare la posizione centrale nel Mediterraneo e le infrastrutture strategiche, come il porto di Gioia Tauro, per giocare un ruolo determinante nel facilitare il trasporto, lo stoccaggio, lo scambio e la distribuzione del gas naturale in tutta Europa".

Princi e Tajani

Forza Italia fa parte del gruppo del Partito popolare europeo (PPE) e nel suo lungo programma c’è il controllo dell’immigrazione. Come coniuga l’accoglienza dei calabresi e la lunga storia di mescolanze tra i popoli con l’ordine e la sicurezza?

"La posizione centrale nel Mediterraneo ha fatto della Calabria un crocevia storico tra Oriente e Occidente, un punto di incontro per culture diverse che ne hanno arricchito l’identità regionale. La sua capacità di coniugare l'apertura verso l'esterno con la tutela del territorio e delle tradizioni testimonia come accoglienza e sicurezza possano coesistere. 

È fondamentale proteggere i nostri confini dall'immigrazione clandestina, che alimenta le organizzazioni criminali e mette a rischio la sicurezza dei cittadini. Al contempo, dobbiamo sostenere un'immigrazione legale e controllata, che rispetti i diritti umani e accolga chi fugge da guerre, persecuzioni o disastri naturali. 

L'immigrazione legale può rappresentare una risorsa significativa per l'Europa e per l'Italia, fanalino di coda a livello europeo per tasso di natalità. Gli stranieri svolgono un ruolo cruciale nel contesto demografico, basti pensare che nel 2023, l'immigrazione ha contribuito a frenare il calo della popolazione e a rallentarne l’invecchiamento.

Per raggiungere questi obiettivi, è necessario adottare una strategia condivisa a livello europeo. Penso, in particolare, alla necessità di rafforzare i controlli alle frontiere esterne e alla definizione di un meccanismo obbligatorio di ricollocamento dei richiedenti asilo tra i vari Stati membri, basato su criteri di solidarietà e responsabilità condivisa. 

L'Unione europea deve avere un ruolo più attivo nella gestione delle domande di asilo, anche attraverso una più stretta collaborazione con i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Gli accordi con i paesi di transito sono, infatti, un tassello nodale nella politica di contrasto all’immigrazione irregolare.

Serve un Piano Marshall per l’Africa, un programma di investimenti, che coinvolga anche l’Onu, per affrontare le cause profonde delle migrazioni, come la povertà, la mancanza di opportunità e i conflitti. Un progetto di lunga durata, sostenuto dalla Commissione Europea, che dovrà accompagnare, promuovere e sostenere iniziative nei Paesi di origine, coinvolgendo imprese europee disposte a creare sinergie. 

Il successo del piano richiede una forte collaborazione con gli Stati africani, garantendo che gli investimenti siano mirati e rispondano alle loro esigenze specifiche. Questo approccio integrato, che combina misure di gestione immediata con soluzioni a lungo termine, rappresenta un'opportunità per l'Europa di affrontare la sfida migratoria in modo efficace e umano".

Un recente incontro elettorale (Foto Antonio Pellicanò)

Qual è il suo sogno per l’Europa? Cosa vorrebbe poter fare per lasciare il segno a Bruxelles?

"Continuerò a lavorare con impegno, passione e dedizione, affinché l’Europa possa essere percepita da tutti noi come una realtà più vicina e accessibile. Sono convinta che attraverso un lavoro sinergico con i componenti di Forza Italia e del Partito popolare europeo, sia possibile contribuire in modo determinante a ridisegnare i contorni di un'Europa nuova, forte e unita, che riconosca la peculiarità di ciascuna nazione e ascolti i bisogni delle singole realtà territoriali. Un'Europa in cui anche la Calabria possa trovare il suo spazio ben definito.

Sono determinata a esportare in Europa il modello Calabria, un modello caratterizzato da una forte progettualità e lungimiranza, che, grazie al presidente Occhiuto, ha saputo rendere la nostra regione più credibile nel panorama italiano, dandole la risonanza che merita. 

La Calabria, con la sua posizione strategica nel cuore del Mediterraneo, possiede un inestimabile potenziale per l'Italia e l'intera Europa, tuttavia, per dare alla nostra terra la voce che merita, occorre impegnarsi a fondo. 

Ritengo che l'istruzione e la formazione possano rompere il ciclo della povertà e offrire alle donne opportunità pari a quelle degli uomini, anche nel mercato del lavoro, puntando a una equiparazione salariale a livello europeo. Penso al turismo, all'agricoltura e alla pesca, colonne portanti della nostra economia. È essenziale promuovere pratiche più sostenibili per migliorare la qualità dei nostri prodotti, pilastri della dieta mediterranea. Investire in questi settori e tutelarli significa valorizzare le nostre tradizioni e promuovere un forte sviluppo.

Occorre investire in infrastrutture per sostenere la centralità del porto di Gioia Tauro come motore economico della regione e nodo cruciale nelle rotte commerciali internazionali; questo contribuirà alla creazione di posti di lavoro e all'attrazione di investimenti nella nostra regione, rafforzando ulteriormente la nostra posizione strategica nel Mediterraneo.

Lavorerò con serietà e determinazione per assicurare che la Calabria e il Sud Italia abbiano la rilevanza e il peso che meritano nell'Europa di domani. Un'Europa che non solo riconosce le diversità ma che le valorizza, ascoltando e rispondendo ai bisogni delle singole realtà territoriali. Insieme, possiamo costruire un futuro in cui la Calabria, con tutte le sue risorse e potenzialità, possa brillare come merita".

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