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L'intervista

Europee, Ripepi: "Reggio sarà parte del cambiamento dell'Italia con coraggio e senza ipocrisie"

Il consigliere comunale in corsa con Bandecchi parla degli scenari della Calabria in Europa e anche del futuro amministrativo della città

E' l'outsider tra i reggini candidati per il parlamento europeo: Massimo Ripepi, consigliere comunale impegnato anche in varie commissioni Anci, oltre che guida spirituale della comunità Pace seguendo le orme di Gilberto Perri, ha accettato la scommessa di rappresentare il movimento Alternativa Popolare rivitalizzato da Stefano Bandecchi. Con la sua terza posizione nella lista meridionale, Ripepi è uno degli uomini-chiave del leader, ma la corsa a Strasburgo rappresenterà anche un test strategico, la prova generale per la conquista di palazzo San Giorgio, obiettivo verso cui il consigliere di opposizione è stato l'unico a dichiarare ufficialmente la sua aspirazione alla fascia di sindaco.

La candidatura alle europee con Alternativa Popolare è arrivata quasi contestualmente all'annuncio della futura scesa in campo per le comunali, sostenuto da Bandecchi, e alla presentazione di Rheggio 743 a.C. Un progetto politico che affonda in tutte le battaglie che in consiglio comunale lei ha condotto per il rilancio della città. Non ha pensato che legarsi a un personaggio controverso e spesso al centro di polemiche potesse danneggiarla? Era necessario abbinarsi proprio a Bandecchi?
"Come lei ha ben ricordato, il progetto Rheggio 743 a.C. affonda le sue radici nelle battaglie che ho condotto in consiglio e fuori, per la nostra città. Il mio legame con Bandecchi nasce per puro caso, proprio da una di queste battaglie: quella per la Reggina. Senza riassumere vicende già ampiamente trattate, possiamo dire che la nostra amministrazione comunale non ha certo brillato per correttezza nei confronti di un imprenditore cui prima è stato chiesto di intervenire e che poi è stato accompagnato alla porta senza tanti convenevoli. Eppure, Stefano Bandecchi ha capito che si poteva fidare di un certo Massimo Ripepi che faceva politica con la sua stessa passione, con il suo stesso impegno, con la stessa voglia di cambiamento.
Quindi, per rispondere alla sua domanda: no, non era 'necessario' legarsi a Bandecchi; è un rapporto che si è evoluto nel tempo in modo quasi naturale, stiamo crescendo insieme. Che vuole che le dica: sarà stato lo stesso taglio di capelli, lo stesso fisico curato, ma ci siamo riconosciuti come due persone 'vere' pronte a combattere insieme la battaglia del bene contro il male. Stiamo mettendo a fattor comune le nostre esperienze e la nostra voglia di cambiare quello che non riteniamo giusto e lo stiamo facendo tentando di offrire, tra tante difficoltà e con tempi serratissimi, una proposta seria nella quale le persone che condividono i nostri ideali, si possano ritrovare".
"Lei dice che Bandecchi è un personaggio controverso, eppure la invito a riguardare le riprese della sua ultima visita a Reggio e a trovare una volta in cui sia stato 'sopra le righe'. Forse certe polemiche vengono create ad arte per stimolare un carattere che certamente è forte, sanguigno, che non fa buon viso a cattivo gioco, evidentemente nel tentativo di screditare un avversario che comincia a diventare scomodo. Per quanto riguarda le altre vicende, sono fisiologiche per chi osa entrare nell’agone politico senza chiedere il permesso. Garantisti sempre, giustizialisti mai. Chi di giustizialismo ferisce di giustizialismo perisce".

Bandecchi-Ripepi-scaled

Risponda con sincerità: lei crede che Bandecchi tenga davvero a Reggio Calabria? E’ sicuro che il suo appoggio non sia temporaneo o non sarà volubile nelle sue posizioni (come è accaduto anche per la Reggina)?
"Mi sembra evidente che tra Bandecchi e la nostra amministrazione non sia stato certamente lui ad essere volubile. Chi ha il Gianni Agnelli della situazione e sceglie di far gestire la squadra della città alla concessionaria della Fiat di Catania non è solo volubile nelle sue scelte ma in evidente malafede. Ho sempre sostenuto che Bandecchi sia una persona vera e se dichiara di tenere alla nostra città non vedo perché dovrei metterlo in dubbio. Ma non è questo il punto".
"L’obiettivo di Stefano Bandecchi non è solo Reggio Calabria, è cambiare l’Italia, dal profondo. Ed è necessario che i cambiamenti a livello nazionale siano accompagnati da cambiamenti a livello locale. Tutto un susseguirsi di eventi ci ha portato in prima fila nell’essere artefici di questo cambiamento. Il mio amore per Reggio non può essere messo in dubbio, così come il rapporto tra me e Bandecchi".

Lei è candidato in un collegio che rappresenterà nel parlamento europeo le principali regioni meridionali, e ovviamente la Calabria. Ma nelle sue battaglie ha sempre difeso gli interessi di Reggio denunciando situazioni di sudditanza imposta nei confronti di Catanzaro, Lamezia (vedi aeroporto) o Cosenza. In Europa dovrà rappresentare tutta la Calabria: se ritiene che Reggio sia oggetto di penalizzazioni, questa non è una contraddizione?
"Io non vedo contraddizioni; è indubbio che in Calabria ci sono due città/province che hanno un maggior peso rispetto alle altre; questo, evidentemente, è dovuto a vari fattori, non ultima la qualità della classe dirigente.
Io, da esponente della classe dirigente reggina, non posso tacere queste disparità e mi devo battere affinché Reggio sia trattata al pari delle altre. Il mio impegno quotidiano è perseguire ciò che ritengo giusto, e gran parte della mia attività consiste nel donare e donarmi. Io credo che dare sia di gran lunga più gratificante che ricevere. E nel dare, cerco di essere equo. Allo stesso modo, nel caso venissi eletto, mi batterò affinché la Calabria abbia lo stesso trattamento delle altre regioni Italiane e, all’interno della Calabria, mi batterò affinché tutte le città abbiano pari dignità e pari trattamento".

Quali sono i temi su cui in Europa si dovrà lavorare per il bene dei nostri territori, ad esempio sulle questioni Bolkestein, agricoltura e trasporti?
"Penso che, in linea generale, le politiche comunitarie non siano state particolarmente utili all’Italia: altri paesi hanno saputo trarne vantaggi maggiori, e questo è ancor più vero per le regioni del Sud. La mole di finanziamenti europei arrivati negli anni al Sud sono stati pensati con criteri e obiettivi che non tenevano conto né della vocazione del territorio né della capacità di sviluppare quegli obiettivi. Il risultato è stato creare assistenzialismo con le inevitabili piaghe del clientelismo, la corruzione e il malaffare e lo sperpero di denaro pubblico".
"Per quanto riguarda la direttiva Bolkestein, in molti settori dei servizi le imprese sono di piccolissima dimensione: penso agli ambulanti o ai balneari che nei bandi per le assegnazioni si potrebbero scontrare con imprese comunitarie più competitive. Per le politiche agricole, le prescrizioni europee impattano pesantemente sulla redditività delle imprese e le espongono su due piani: quello interno, con la solita concorrenza tra i paesi comunitari; e ora un altro, esterno, dove le imprese europee nel loro complesso saranno esposte alla concorrenza dei paesi extra unione che non sono tenuti alle prescrizioni imposte dalla Ue; c’è poi il grande tema dell’Ucraina che se dovesse entrare nell’Unione presenta costi di produzione di gran lunga minori a quelli degli altri stati membri".
"Inoltre la tutela dell’ambiente e della salute pubblica siano obiettivi ormai improcrastinabili. E' ormai necessaria una politica agricola che tenga conto delle diversità dei territori aumentando la qualità e non la quantità, magari sostenendo il prezzo di quei prodotti che garantiscono un aspetto sostenibile. Allo stesso modo, per i trasporti bisognerà trovare il modo di conciliare la loro economicità e fattibilità con la salvaguardia dell’ambiente".

Alle Europee, tra i suoi concorrenti nella stessa circoscrizione, ci sono alcuni 'pezzi grossi'. Chi teme di più? Vannacci? Mimmo Lucano? Giusi Princi?

"Ma scusi! Ha nominato tutte persone in gran forma fisica, l’unico pezzo 'grosso' sono io…. A parte gli scherzi, oggi lo troverà difficile da credere, ma da giovane ho fatto sport, anche a livello agonistico, e ho imparato che bisogna portare rispetto a tutti ma non aver timore di nessuno".

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Prima del connubio con Bandecchi lei aveva rotto con i partiti diventando outsider in consiglio comunale. Ha indirizzato bordate in ogni direzione, dal Pd, alla Lega a Forza Italia, dicendo anche che i nostri parlamentari a Roma contano poco o nulla. Perché ha abbandonato il centrodestra, pur restando sostanzialmente di questo orientamento politico?
"Non credo che il mio orientamento politico possa essere definito di centrodestra o di centrosinistra. Il nostro progetto nasce con la volontà di portare i valori cristiani al centro del dibattito e dell’agire politico. Ci ha sempre guidato la ricerca della verità, della giustizia e dell’uguaglianza sociale. La nostra è stata una crescita continua: abbiamo imparato a condividere i valori delle altre espressioni politiche che ritenevamo giusti ma abbiamo sempre, con forza, rigettato quanto in cui non ci identificavamo".
Oggi ci sentiamo pronti a proporre la nostra idea politica con Reggio Calabria al centro ma, grazie al legame con  Alternativa Popolare, stiamo costruendo un movimento dove le idee, le esigenze e i risultati vengono portati dalla periferia a Roma e non viceversa come fanno i partiti tradizionali che impongono le loro scelte centriste alla periferia. Insomma cittadini coraggiosi liberi e forti che ribaltano il tavolo della politica ipocrita e corrotta".

Il suo progetto politico Rivoluzione Rheggio è stato accolto da ampio consenso, come dimostrato dal teatro Cilea strapieno nella presentazione ufficiale. Qualche maligno però ha detto che erano tutte persone della sua comunità, quindi non cittadini che condividono il progetto ma una sorta di claque. Cosa risponde?
"Che le devo dire….i maligni sono maligni e pensano sempre male, ma questa volta far coincidere il veleno della loro mente, misto all’invidia e alla gelosia, con la realtà dei fatti è molto difficile. Spero tanto che il Signore Gesù Cristo mi grazi di tanta abbondanza, ma la nostra piccola e meravigliosa comunità è composta da circa 300 fedeli e non tutti condividono il mio percorso politico; detto questo, al Cilea erano presenti più di 1500 persone e circa 500 non sono riusciti ad entrare …. faccia un po’ lei i conti. Credo non ci sia altro da aggiungere se non che 2000 soldati di Rheggio hanno già mostrato il loro volto e tantissimi altri lo mostreranno e voteranno il nostro progetto rivoluzionario con la buona pace dei maligni degli invidiosi e dei gelosi che continueranno a fare brutte figure".

A proposito della comunità, lei ha sempre detto che questa parte della sua vita, a lei cara e privata, è stata spesso strumentalizzata per colpirla. Però va detto che ci sono state anche vicende giudiziarie: quindi non se ne dovrebbe parlare?
"Credo fermamente che la stampa non solo abbia il diritto ma anche il dovere di informare; vista la mia posizione accetto che certe cose possano essere strumentalizzate, fa parte del gioco. Io stesso ne ho parlato decine di volte nelle mie quotidiane dirette. Ciò che mi viene, invece, difficile accettare è che per far notizia o, peggio ancora, per compiacere qualcuno, si calpesti la dignità di chi non si può difendere.
Il mio pensiero  va, ovviamente, alla mia famiglia che, ricorderà, ha ricevuto minacce di morte; ma soprattutto a quella povera ragazza che si ritroverà sempre sotto gli occhi una brutta storia che avrebbe il diritto di dimenticare.
Quello che potevo dire pubblicamente l’ho già detto varie volte; altro non posso perché ancora oggetto di giudizio, se non che sono tranquillo perché ho sempre agito in buona fede e solo per il bene".

Quando sarà il momento, lei correrà anche come sindaco di Reggio Calabria. Nel suo primo giorno con la fascia, da dove partirebbe nel suo lavoro per la città?
"Dalla verità e dalla trasparenza. Penso che il grande sbaglio di questa amministrazione sia stato quello di non fare le cose con la necessaria trasparenza. Noi metteremo il cittadino al centro dell’azione politica; faremo in modo che il nostro programma sia condiviso il più possibile con i cittadini e con le imprese. Rivoluzioneremo la macchina burocratica che gestisce tutti i processi politici vitali per l’intera città".

manifestazione-aeroporto-massimo-ripepi (foto pagina Fb Ripepi)

Ryanair, i turisti che iniziano ad arrivare. Di chi sono i meriti? Occhiuto e Cannizzaro qualcosa di buono l’hanno fatta, quindi?

"Mi permetta di rivendicare la paternità della battaglia per l’aeroporto che, come lei stessa ha ricordato poco fa, portiamo avanti da tantissimo tempo a volte in solitaria. Questa estate per la prima volta nella storia dei reggini coraggiosi, liberi e forti con la maglietta amaranto hanno manifestato all’aeroporto di Lamezia.  Per noi, però, l'aeroporto era ed è parte integrante e imprescindibile di tutto un sistema virtuoso di mobilità complessiva. Questo presuppone la capacità del territorio di muovere non solo le persone ma anche le merci e, di conseguenza, i capitali, in modo che la città e i territori metropolitani abbiano un nuovo forte e duraturo impulso economico.  Quando tutti questi ingranaggi girano insieme, le imprese prosperano, l’economia è florida e il territorio è realmente attrattivo".

Dal Comune nessuno si è fatto vivo per accogliere il ceo di Ryanair, e proprio nel momento in cui dobbiamo battere il ferro caldo i cittadini continuano a segnalare degrado e disservizi – ora anche la gatta da pelare di Ecologia Oggi. Sarà un’occasione perduta o riusciremo a sfruttare questa occasione d’oro e portare benefici a turismo e imprenditori?

"Dobbiamo essere onesti intellettualmente: portare Ryanair non basta; bisogna preparare il territorio a ricevere il flusso turistico, fare promozione nelle sedi opportune. Insomma, creare e sostenere il mercato; e questo non si fa nel giro di pochi mesi di campagna elettorale. Oggi la città non è pronta e si corre il rischio di restituire una immagine non all’altezza delle potenzialità del territorio. E con la cassa di risonanza dei social recuperare un’immagine deteriorata è molto difficile. A pensar bene, questa è semplicemente una mossa da campagna elettorale che con i soldi di tutti i contribuenti calabresi porterà ben pochi benefici ad ancora meno persone. La parte buona di questa operazione elettorale è che vediamo qualche aereo nel nostro aeroporto desertificato da anni di totale abbandono".

ripepi piazza del popolo-2

Al Cilea con Bandecchi lei ha parlato di corso Gianni Versace, porto turistico, lavoro e ribalta internazionale per Reggio. Per qualcuno sono supercazzole e queste cose, qui, non le vedremo mai. Cosa risponde?

"Sono supercazzole per i supercazzolari di professione. Capisco che dopo anni di prese in giro la gente sia sfiduciata dalla politica. Come darle torto. Oggi posso solo chiedere di fidarsi di noi: al contrario di tanti altri, il nostro impegno è verificabile. Siamo sempre in mezzo alla gente, chiamati da cittadini esasperati. Dopo le dirette, che facciamo per mettere tutta la cittadinanza al corrente di cosa patiscono i loro concittadini, davvero portiamo avanti le loro istanze con tutti gli strumenti istituzionali a disposizione, a prescindere che siano simpatizzanti o meno. Certe volte riusciamo a risolvere i problemi, altre volte no: siamo pur sempre all’opposizione. Però, le sembrerà paradossale, tante cose recentemente fatte dall’amministrazione hanno avuto genesi proprio dalle nostre azioni. Quando saremo chiamati a guidare la città, il nostro impegno sarà improntato alla massima trasparenza".

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