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Mercoledì, 28 Settembre 2022
I big del voto / Centro / Piazza Duomo

Star del Pd in piazza Duomo: ma è Bersani, non candidato, a conquistare

Appassionato appello al voto, da esterno, dello storico leader. Letta e Speranza sostengono i candidati calabresi e provano a convincere indecisi e delusi

Pierluigi Bersani conquista i reggini, peccato che stasera lui fosse l'unico non candidato nel centrosinistra regionale schierato con i galloni in vista per l'appuntamento elettorale delle grandi occasioni, in piazza Duomo.

Testimonial esterno d'eccezione del Pd, sua indimenticata creatura, Bersani ha infiammato un pubblico numeroso e rimasto altrimenti tiepido davanti alla triade di big composta, oltre che dal fondatore del partito democratico, dal segretario Enrico Letta e il ministro Roberto Speranza, segretario di Articolo Uno.

Approdati in città per sostenere la campagna elettorale dei candidati calabresi (Irto, Bruno Bossio, Girasole, Iemma, Stumpo, Nesci), come da pronostico hanno riempito la piazza, ma le bandiere sotto il palco erano soltanto quelle di militanti e supporter, gli applausi circoscritti. Tra vecchie glorie e new entry, si notano Amalia Bruni e il sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà, Nicola Adamo.

Il capolista Nicola Irto riscalda il dibattito tuonando contro chi "pensa di fare della Calabria terra di conquista, prendere qualche voto e andarsene. Noi siamo stati coerenti candidando solo calabresi, ma alla destra il Sud non interessa, dietro la facciata della campagna elettorale c'è un progetto che conosciamo bene, dietro Giorgia Meloni c'è Tremonti".

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Ovazione per Bersani, lo storico leader conquista tutti

L'atmosfera è piatta e la folla poco animata. Tranne che per lui. Bersani è in gran forma, la sua passione si sente, gli spettatori pendono dalle sue labbra, approvano, gridano bravo. Lo storico leader sfoggia la consueta perizia oratoria senza mai cadere nella retorica. L'obiettivo della coalizione è chiaro, opporsi fino all'ultimo voto a un declino democratico che sembra ormai segnato - e Bersani non nasconde questo timore.

Elezioni politiche Bersani_facebook Letta-2Sul palco, accompagnato da una continua ovazione, dice davvero cose di sinistra, non fa evoluzioni dialettiche capziose (in cui volendo sarebbe abilissimo) ma smonta con concretezza le idee del centrodestra: "La loro demagogia funzionerà poco perché a me piace ascoltare la gente e vedo che ragionano, capiscono. Sulla flat tax mi hanno detto ma così lo stato incassa meno, e sull'autonomia differenziata lo sanno che sono balle. Una cosa dove guadagnano nord, sud est e ovest, come diciamo in Emilia vogliono allevare maiali tutti di prosciutto". (foto pagina Facebook Letta)

Bersani emoziona, non gli servono terminologie sofisticate, ci sono i ricchi e i poveri, quello che ha la stessa macchina da 25 anni "non perché gli piacciono le auto d'epoca ma perché non ci arriva", la ruota che deve girare e non consentire più che uno mangi dieci volte mentre gli altri muoiono di fame. "La diseguaglianza è una zavorra per tutti, non puoi stare bene da solo se intorno si sta male, questa non è una legge morale ma economica".

Il politico e scrittore ricorda i capisaldi irrinunciabili della sinistra - dignità del lavoro, welfare universale, fiscalità progressiva, sanità,sicurezza - "colonne che vanno riprogrammate nel tempo ma sono sempre quelle". Essere di sinistra significa riconoscersi in una lista che "mette insieme forze con radici nelle culture antiche che hanno fatto la storia della nostra democrazia", significa non riuscire a immaginare un governo senza popolo.

"Quello che vogliono loro non ci piace - spiega l'ex ministro - ma neanche il mondo di adesso ci piace. Io non sono candidato ma faccio quel che posso, questo è un passaggio cruciale e io voglio fare la mia parte in questa sinistra da combattimento che ha la responsabilità di far votare quelli che hanno problemi, fargli passare l'incazzatura e capire che stavolta non si scherza".

L'allarme del ministro Speranza sull'autonomia differenziata 

Speranza e Letta si scambiano complimenti e ringraziamenti reciproci. Il ministro rivendica l'appartenenza a "una squadra di persone perbene, che lavorano per l'interesse del paese". L'intervento di Speranza è allarmato e mette al centro dell'attenzione il Sud ammonendo contro lo scenario dell'autonomia differenziata: "E' un progetto leghista estremo. La destra ha annunciato che lo realizzerà al primo Cdm e se davvero accadesse il paese sarebbe spaccato. L'Italia sarà unita solo nell'inno nazionale e diventerà un guscio vuoto di tanti staterelli, i servizi saranno diversi e si concentreranno dove si pagano più tasse. Non avremo le stesse scuole e gli stessi ospedali. Per noi è irricevibile, i servizi pubblici non possono essere appaltati alla logica del profitto". Per il ministro però la partita è ancora aperta: "Il problema che abbiamo a sette giorni dal voto sono le persone che ci dicono che qualsiasi cosa accada il 26 settembre il loro destino non cambierà, è a loro che dobbiamo parlare, queste persone sono tantissime e possono ribaltare gli esiti elettorali". 

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Letta s'impegna per Pnrr e contro l'emigrazione dei giovani calabresi

Enrico Letta saluta il pubblico confidando l'emozione di essere tornato nel luogo in cui anni fa aveva tenuto un incontro con i giovani, in Cattedrale. Un ricordo che gli permette di lanciare subito il suo progetto rivolto alle nuove generazioni: "Quel giorno percepii tutta la disperazione di ragazzi che mi dissero 'l'unica cosa da fare, se potrò, sarà andare via'. Oggi io mi impegno perche i giovani siano il motore di questa regione, abbiamo bisogno di loro, se non accadrà questo la Calabria non può farcela"

Il segretario dem parla di scuola ("gli edifici scolastici sono gli stessi del Novecento, gli studenti vivono ogni mattina nel passato e poi finite le lezioni rientrano nel futuro, gli diamo l'idea che la scuola pubblica faccia tornare indietro"), dell'ingiustizia dei pensionati su cui grava il sostentamento di figli e nipoti, dei giovani che alle urne riserveranno sorprese e "con cui bisogna parlare la lingua dell'ambiente e dei diritti, i diciottenni sanno benissimo per chi non votare". Letta s'impegna ma non ha il mordente giusto, soprattutto disserta su grandi temi che alla gente che si ferma in piazza (i famosi elettori indecisi ancora in bilico) sembrano lontanissimi. Cita il Pnrr e promette: "Non permetteremo che le risorse del Sud siano ancora una volta sottrarre e dirottate al nord come ha fatto Tremonti". 

Gran finale con le star politiche strette ai candidati locali, ma la tensione è vibrante. Oltre la millantata sicumera degli esperti leader, nessuno dei dem riesce a dissipare l'impressione di un appello disperato, una corsa a racimolare voti. Il Pd ha calato gli assi e si gioca tutto, ma quella piazza, oltre a riempirla con la complicità del languido viavai del sabato sera, deve convincerla, ad ogni costo. 

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