Sabato, 16 Ottobre 2021
Politica

Elezioni regionali, candidati allo specchio: a tu per tu con Oliverio

ReggioToday ha intervistato i quattro aspiranti presidenti che si sfideranno il 3 e 4 ottobre per governare la Calabria, chiudiamo con l'ex governatore del centrosinistra

Il 3 e 4 ottobre si vota per eleggere il nuovo governatore della Calabria e i consiglieri regionali. ReggioToday ha posto domande precise sul programma elettorale, le stesse ad ogni candidato, per consentire ai nostri lettori di poter far un confronto e decidere così chi votare, liberamente.

Oggi appuntamento, rigorosamente seguendo un ordine alfabetico, con l'ultimo candidato dello schieramento di centro sinistra Mario Oliverio che è sostenuto dalla lista Oliverio Presidente per la Calabria.

Il Sud, la Calabria non è un paese per giovani. Questa terra ha visto in questi ultimi anni un esodo di ragazzi, cervelli in fuga, partire in cerca di occasioni di lavoro. Dati alla mano rispetto al 1995, mancano nel Sud oltre 1,6 milioni di giovani e il peso percentuale della ricchezza prodotta dalle area meridionale del paese è passato dal 24% al 22% (fonte ufficio studi di Confcommercio). Dunque è grave crisi, qual è la sua ricetta per far ripartire la Calabria e dare il giusto ruolo ai giovani calabresi?

"Il sud e la Calabria registrano uno squilibrio economico, sociale in tutti gli standard dei servizi e delle infrastrutture, che è frutto di decenni di politiche nazionali che hanno concentrato lo sviluppo nel centronord del Paese. La disoccupazione giovanile e la ripresa della fuga, in particolare dei cervelli, è frutto di questa tendenza. Per arrestarla, per creare opportunità di lavoro alle nuove generazioni è necessario un radicale cambio di rotta. Ad esempio, le risorse consistenti che verranno all'italia dall'Europa, a seguito della pandemia, devo essere utilizzate per superare lo squilibrio nord sud, creare lavoro e generare ricchezza. Per sostenere un grande piano di rinascita del sud attraverso la valorizzazione di un'inestimabile patrimonio culturale, paesaggistico ed identitario proiettato nel Mediterraneo. Investire sulla frontiera della innovazione e della formazione pre e post universitaria. Sostenere ed incentivare il ricambio generazionale nei settori dell'agricoltura e dell'artigianato. Imprimere un forte impulso all'internazionalizzazione dei prodotti e del nostro contesto territoriale per intercettare larghe fette di mercato e flussi turistici consistenti". 

In questa situazione di “povertà” lavorativa ed economica, a soffrire maggiormente sono le donne schiacciate dal lavoro di cura. Qual è il suo programma per il welfare e le donne? 

"In un progetto di crescita economica e sociale il ruolo delle donne è di primaria importanza. La creatività, l'intelligenza e la capacità imprenditoriale e non solo femminile sono risorse che devono essere sostenute con convinzione attraverso la creazione di opportunità nell'imprenditoria, nei servizi qualificati per realizzare un nuovo welfare a misura della persona. Per questo i bandi per la utilizzazione delle risorse del Pnrr devono essere impostati per valorizzare le donne e rompere la gabbia culturale che le ha relegate in una condizione di subalternità inaccettabile". 

La Calabria è una terra bellissima, ma come abbiamo visto quest'estate con l'emergenza incendi manca una visione del territorio e della prevenzione. Sappiamo anche che è una terra “ballerina” ad alto rischio sismico. Cosa fare, se eletto, per l'ambiente e la tutela del territorio? 

"Il territorio è la risorsa primaria, la base su cui costruire ogni prospettiva di crescita economica e sociale. Il nostro è un territorio tormentato sul piano orografico, esposto a dissesto idrogeologico. È necessario, innanzitutto,  correggere il rapporto tra uomo e contesto territoriale affermatosi nel corso di un lungo periodo. Bisogna riprendere il piano di sistemazione idrogeologica avviato nel corso della mia esperienza di governo, dirottando parte consistente degli investimenti del Pnrr per mettere in atto interventi di sistemazione idrogeologica e di valorizzazione ed utilizzazione intelligente delle risorse. In particolare riferimento alla cura del bosco ed alla sistemazione e manutenzione degli alvei fluviali. Considero quella della cura del territorio la più grande opera pubblica che è necessario mettere in atto". 

La Pandemia ha reso tutti più vulnerabili ma il sistema sanitario calabrese fa acqua da tutte le parti: cosa farà per far recuperare livelli adeguati per la sanità calabrese? 

"La sanità è la madre di tutte le battaglie. 11 anni di commissariamento hanno prodotto enormi guasti per il servizio sanitario regionale. Sono stati depotenziati i servizi territoriali mentre la rete ospedaliera è stata indebolita a seguito del blocco delle assunzioni, che permane da 9 anni, e dai tagli lineari. È cresciuta, in modo abnorme, la emigrazione sanitaria verso altre regioni e con essa è cresciuto il debito. Ai calabresi è negato il diritto costituzionale alla cura della salute nella propria terra. Chiudere subito la nefasta stagione commissariale è una condizione imprescindibile per porre mano ad un piano di riorganizzazione, potenziamento e riqualificazione dei servizi, abbattimento del debito, sblocco delle assunzioni di medici e personale sanitario, rilancio degli investimenti per dotare le strutture sanitarie di strumentazioni e tecnologie avanzate. Mi sono battuto per questo, da Presidente della Regione riscontrando la sordità dei Governi nazionale a prescindere dal colore politico. La sanità,  é l'esempio del trattamento coloniale che i Governi riservano ad una regione del sud. Contro questa impostazione "bisogna ribellarsi" e pretendere che i calabresi possano avere lo stesso servizio sanitario delle regioni del nord". 

Nei primi cento giorni del suo Governo quali saranno le priorità?

"Ho già detto che quella della sanità è la madre di tutte le battaglie. La ripresa di un'iniziativa forte nei confronti del Governo Nazionale per chiudere la stagione delle gestione commissariale e rinegoziare il piano di rientro sarà la prima iniziativa che metterei in campo con determinazione ed anche attraverso forme di forte mobilitazione, se dovesse rendersi necessario. 

Per il resto, riprenderei il lavoro da dove l'ho lasciato. Consapevole che ci sono programmi fermi, bloccati da due anni e che meritano di essere ripresi per liberare importanti risorse finanziare e trasformarle in cantieri ed in attività utili al territorio e capaci di creare lavoro e sviluppo".

Le infiltrazioni mafiose nei palazzi della politica e negli affari sono da tempo agli atti della cronaca, come lascerà fuori i clan dalla sua amministrazione? 

"La lotta alla criminalità ed alla ndrangheta sono condizione per impedire una utilizzazione distorta delle risorse e per bonificare la vita pubblica e per liberare la società calabrese da questa piovra che ne soffoca le potenzialità. È necessario assumere procedure trasparenti nella utilizzazione delle risorse. Per consentire il controllo sociale del loro uso e della loro destinazione. All'opera della magistratura ed a quella delle forze di polizia, necessaria nel contrasto alla criminalità, bisogna accompagnare una iniziativa attiva delle Istituzioni per affermare la legalità attraverso comportamenti coerenti e procedure efficaci ed adeguate a garantire imparzialità, oggettività e merito".

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