Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Irto si ritira dalla contesa e attacca: "Pd in mano ai piccoli feudi politici"

L'ex presidente del Consiglio regionale ha scelto di non candidarsi alle prossime regionali e ha chiesto al segretario Enrico Letta di trovare una soluzione

Nicola Irto

Nicola Irto si ritira dalla contesa elettorale per le regionali di autunno. L'ex presidente del Consiglio regionale calabrese lascia e sbatte la porta in faccia ai notabili del Partito democratico, un partito devastato dai "feudi politici".

Il giovane politico reggino, capace di raccogliere attorno alla propria persona una messe di voti alle ultime regionali, ha lasciato libero il campo postanto un post sui sociale e rilasciando un'intervista a "L'Espresso".

"Rinuncio quindi all’incarico e chiedo a Enrico Letta di trovare una soluzione per non continuare a svilire la dignità degli elettori e dei militanti del Pd in Calabria". Nicola Irto lascia la patata bollente nelle mani del segretario del Pd, alle prese con il riequilibrio interno del partito e le spinte di coloro che sono stati spiazzati dall'addio di Zingaretti. 

"Un partito che vuole essere attrattivo - dice Irto a Susanna Turco - non può suddividersi in piccoli feudi che giocano a fare gli strateghi per garantirsi una poltrona. Né in Calabria, né altrove". Per l'ex candidato governatore: "Il Pd deve cambiare, non solo per poter mettersi in gioco alle elezioni, ma con una nuova generazione che c’è, anche se viene vissuta con fastidio da chi pensa solo a fare carriera: ma non possiamo ridurci ai feudi, dobbiamo essere una comunità aperta. Non possiamo solo pensare con chi ci alleiamo: il Pd deve dire cosa vuol fare, se vuol parlare agli elettori".

Così a Roma come a Catanzaro, dove il Partito democratico per Nicola Irto sarebbe attraversato da "un trasversalismo, in pezzi del centrosinistra calabrese, dovuto ad interessi comuni con pezzi del centrodestra".

Il ragionamento di Nicola Irto si apre a tutto il centrosinistra, ancora diviso, pronto a parole a fare le primarie ma fermo in "tatticismi", in stalli strategici per rubare un voto all'altra coalizione. "Io ho dato subito la mia disponibilità. Ma ad oggi siamo fermi pure su quello, anche le forze a sinistra del Pd tentennano: ma è inaccettabile perdere altro tempo e credibilità per mediare sulle primarie. E non stiamo neanche parlando di una coalizione omogenea sul territorio nazionale: tutt'altro, mi pare".

Strettamente legata alla questione primarie c'è anche quella della candidatura di De Magistris in Calabria. Ecco la lettura di Nicola Irto raccolta e rilanciata da "L'Espresso": "È stata una ingenuità politica continuare a inseguire de Magistris, che ha scelto di candidarsi in Calabria per fuggire da Napoli e, dopo averla lasciata in un mare di debiti, pensa di trovare qui un rifugio politico o una terra di conquista. Abbiamo dato disponibilità per confrontarci sui nomi, anche disposti un passo indietro: le primarie sarebbero state l'occasione per mettere insieme tutti quelli che vogliono battere la destra. Ma lui ha detto sempre di no: quindi o ha paura di confrontarsi, o non è davvero alternativo al centrodestra. È un'altra vittoria del personalismo sulla responsabilità".

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