Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica

Legge quadro contro le violenze: manifesto della lista "Oliverio Presidente"

Il documento è sottoscritto da tante donne e uomini, nonché dai candidati a consiglieri della lista a sostegno dell'ex governatore della Calabria

Il manifesto relativo all’istituzione per la Regione Calabria di una legge quadro a contrasto di tutte le violenze e sottoscritto da tante donne e tanti uomini, nonché dalle candidate e dai candidati della lista “Oliverio Presidente”, è obiettivo prioritario del neo-nato Movimento meridionalista ed autonomista Per la Calabria e che per la prima volta sarà presente con Gerardo Mario Oliverio candidato alla presidenza, alla prossima consultazione elettorale regionale del 3 e 4 ottobre prossimi.

"Un impegno forte e decisivo - si legge in una nota - che continuerà anche dopo il risultato delle urne, cercando di rafforzare le idee di donne e cittadini, che potranno veramente diventare i protagonisti del territorio calabrese, predisponendo delle apposite leggi di iniziativa popolare per sollecitare e tallonare i governi nazionali affinchè vengano adottate misure decisive atte a realizzare quel cambiamento culturale necessario e non più procastinabile, che consenta di superare finalmente il fenomeno della violenza di genere".

Il manifesto: 

"Stiamo assistendo in queste ultime settimane ad una forte recrudescenza di azioni violente contro le donne che stanno portando ad una grave perdita di vite umane. Le denunce sono aumentate ma di pari passo il numero dei femminicidi non si arresta. Nel nostro Paese tanto è stato fatto dai governi nazionali a livello legislativo ma pochi restano ancora gli strumenti che il nostro ordinamento offre alle donne, ai loro figlie/i, offesi dalla violenza maschile.

I buchi neri nell’applicazione di queste leggi stanno diventando evidenti. Primo fra tutti la mancanza di personale adeguatamente formato sia tra le forze dell’ordine che nell’Avvocatura. Le donne dopo la denuncia devono essere adeguatamente sostenute e assistite, soprattutto psicologicamente, nel continuare il cammino intrapreso verso la loro liberazione. Tornare a casa dopo una denuncia nella maggior parte dei casi equivale ad un femminicidio annunciato.

A tal proposito a livello regionale occorre seriamente pensare ad una legge quadro per il contrasto della violenza di genere, con al primo punto l’istituzione di più case rifugio, in quanto i centri antiviolenza attualmente presenti sul territorio calabrese hanno pochissimi posti letto. Tra l’altro, si potrebbe emendare la legge che regola la concessione degli alloggi popolari riconoscendo alle vittime di violenza una precedenza così come per gli sfrattati.
Perché è risaputo che l’imprimatur per far transitare le donne dall’emancipazione alla vera liberazione è senza alcuna ombra di dubbio l’indipendenza economica; in tal senso la recente introduzione del reddito di libertà, cumulabile con il reddito di cittadinanza, permette alla donna nei primi momenti una indipendenza economica che favorisce percorsi futuri di autonomia e di emancipazione.

E’ ormai acclarato come il fenomeno della violenza di genere sia un fatto principalmente culturale; ma rimangono ancora pochi gli investimenti in questo campo. Sarebbe determinante riproporre con continuità azioni specifiche che coinvolgano le istituzioni e tutto il mondo della scuola coinvolgendo gli studenti e le studentesse, i docenti e le famiglie su come possa essere importante un uso consapevole del linguaggio e la diffusione della cultura del rispetto.

Oggi più che mai la donna cerca di rendersi autonoma, affrancandosi da un ruolo che era un laccio alla sua libertà, ai suoi diritti e doveri di essere umano “pensante”. Sta cominciando a capire che non è più tempo di sottostare agli strapoteri di vita e di morte, alle millanterie, alle malevolenze, alle vessazioni, ai tradimenti.
Per questo non deve essere lasciata sola ma incoraggiata e sostenuta".

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