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L'analisi del voto

Europee 2024, gli scenari in Calabria con il trionfo di Forza Italia, il calo della Lega e i grandi flop

L'analisi dei risultati del voto pensando anche al futuro di Reggio Calabria e le prossime elezioni amministrative

Il centrodestra sbanca nella circoscrizione Sud e in Calabria è un successo amplificato dall’ottimo risultato dei candidati locali, con in testa un’inarrestabile Giusi Princi. Un esito annunciato che rispecchia quello nazionale con l’affidabile e ampiamente garantito sostegno della nostra regione a FdI e Forza Italia, capace di portare a casa qui un dato migliore di quello complessivo del paese (la seconda posizione che a livello italiano è stata del Pd di Elly Schlein). A Reggio Calabria la riflessione da fare è più profonda perché il panorama dei risultati elettorali stravolge quello dell’ultimo volo europeo del 2019, quando la Lega (qui rimasta indietro) aveva dominato e i partiti oggi trionfatori erano stati sorpassati da Pd e M5S.

FdI primo partito, la Calabria ha premiato il governo di Giorgia 

Reggio festeggia la riconferma del “suo” Denis Nesci, vero e proprio campione del territorio, secondo della lista non solo nel voto provinciale ma in tutta la Calabria. Pedina calabrese importante è stata anche la consigliera regionale Luciana De Francesco. Vincitrice senza appello è la premier Meloni, che anche nella nostra regione registra un corale sì. Giorgia vince perché convince e la sua figura ha cementato anche nella nostra regione la crescita formidabile di FdI, migliorando di oltre due punti il risultato delle politiche del 2022 che avrebbero poi portato la leader alla guida del governo italiano.

Batosta per Vittorio Sgarbi, eccellente sconfitto nella circoscrizione meridionale. In Calabria si posiziona a metà lista, a Reggio era tornato alla carica con le sue idee sui Bronzi, argomento scivoloso da queste parti, soprattutto con i trascorsi che il critico d'arte ha nei confronti dei nostri Guerrieri.

Forza Italia primo partito a Reggio: gli scenari che incrociano il futuro di palazzo San Giorgio

A proposito di Forza Italia, è innegabile che l’analisi del voto calabrese sia molto legata ai consensi attorno al governo regionale. Al netto di critiche, attacchi e lamentele, la maggioranza dei calabresi pare ritenere che il presidente stia facendo bene: Roberto Occhiuto spinge così il partito azzurro oltre se stesso e consegna ad Antonio Tajani voti raddoppiati rispetto al bottino nazionale, con la punta di diamante di una Giusi Princi capace di staccare di misura persino il segretario. Per la sua bravissima vice, il governatore gongola per la nuova eccellente prestazione sfoggiata con Tajani. A calabresi però contare in Forza Italia interessa meno che contare nei programmi di governo, sarà davvero questo il traguardo sospinto da questo risultato elettorale?

Sotto la lente di Reggio, FI è il partito più votato in assoluto Nel lavoro di squadra elettorale ha avuto un ruolo di primo piano il deputato reggino Francesco Cannizzaro, propulsore di iniziative che hanno evidentemente convinto gli elettori. A Reggio Calabria, in particolare, gli assi giocati da Occhiuto&Cannizzaro sono stati la scuola della pubblica amministrazione e l’arrivo della compagnia aerea Ryanair che ha rianimato la città accedendo la prima fiammella dello sviluppo turistico ed economico. Non è un dettaglio, perché le europee a Reggio sono un viatico verso il futuro, ovvero le amministrative di palazzo San Giorgio.

Il nome di Giusi Princi aleggia da anni come figura adatta per la candidatura forte del centrodestra – quella su cui questa volta non si potrà sbagliare. E già in questi mesi, con lungimiranza e spirito di programmazione strategica, stanno uscendo allo scoperto associazioni civico-politiche che, pur smentendo ogni posizionamento, sono chiaramente di rottura con l’attuale giunta di centrosinistra. Il sindaco Falcomatà, del resto, non fa nulla per dissipare questa percezione: assente in quasi tutte le occasioni pubbliche di presentazione di progetti importanti per la città e frutto di un impegno del centrodestra (vedi Ryanair), dal punto di vista del reggino medio si sistema da solo nella casella sbagliata.

Pd, Falcomatà festeggia a denti stretti Antonio Decaro; Ruotolo con la maglietta no ponte

Falcomatà preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno congratulandosi con il collega di ruolo e partito Antonio Decaro. Un amico, anche: lo volle sul palco dell’Anci all’indomani della sentenza che l’avrebbe riportato a Reggio con la fascia tricolore, sciogliendo la tensione della lunga vicenda giudiziaria in un abbraccio fraterno davanti alla platea. Più votato del Pd in Calabria (ma i voti di Reggio sono fanalino di coda), il sindaco di Bari ha quasi tallonato il reggino Nesci di FdI.

Ma c’è poco da festeggiare: per i democratici calabresi – e soprattutto a Reggio – i seggi a Strasburgo non possono cancellare la doverosa riflessione sul sorpasso del centrodestra che, in confronto con i numeri nazionali, retrocede il Pd a terzo in favore di Forza Italia e decreta la schiacciante vittoria del partito fondato da Berlusconi. Aspettando in queste ore il bilancio delle comunali e i segnali che arriveranno anche dal territorio metropolitano, i prossimi mesi saranno determinanti per il partito del sindaco, che dall’avvio del terzo tempo di giunta ha perso vari pezzi.

Tra gli ex rancorosi, i ridimensionati dalla forte presenza del sindaco e quelli sinceramente delusi, l’emorragia è ancora in corso. L’ultima volta c’era una Lega rampante che aveva tentato la conquista del palazzo uscendone però bastonata, oggi il partito di Salvini a Reggio è andato male ma le sue fila comunali si sono ingrossate. Il vero pericolo per Falcomatà e i suoi aspiranti successori è Forza Italia, per la quale, concluse con immensa soddisfazione le europee, la campagna elettorale local è appena iniziata.

Tornando agli eletti del Pd, Sandro Ruotolo, che in Calabria ha totalizzato 14.012 voti (di cui 3.844 nella provincia reggina), per ringraziare gli elettori ha indossato la maglietta con lo slogan no ponte che ricorda la manifestazione pubblica di Villa San Giovanni a cui il neo-europarlamentare ha partecipato.

La Lega perde colpi nonostante il buon risultato di Mancuso in Calabria

La Lega perde colpi anche se l'elettorato calabrese non l'abbandona. Tra i nostri candidati Loizzo e Mancuso, ovviamente molto votati nei rispettivi territori di origine (Cosenza e Catanzaro), il derby va al presidente del consiglio regionale: per lui un risultato brillantissimo con centralità nel capoluogo. I calabresi non ce l’hanno fatta ad approdare a Strasburgo, ma si prendono il merito di aver superato l’acclamatissimo ed eletto generale Vannacci, che nella circoscrizione sud è stato il primo. D'altronde la stessa percentuale della Lega, in calo al Sud, è stata superiore nella nostra regione.

Con una lettura reggina, in questo insuccesso nazionale del Carroccio ha un peso il malumore collettivo per l’operato e i programmi del ministro Salvini. Se infatti, pensando soprattutto al ponte sullo Stretto, il boom di FdI e Forza Italia certifica una generale approvazione per il governo e i partiti che sostengono la grande opera, è altrettanto vero che il ponte è oggi il trofeo di Matteo Salvini.

L’annuncite del ministro leghista su finanziamenti e cantieri per migliorare i collegamenti calabresi continua a restare lettera morta sui cruciali capitoli dell’alta velocità e della messa in sicurezza delle strade, prima tra tutte la statale jonica 106 che continua a mietere vittime. Al di là dell’orientamento ideologico sul ponte, l’abbandono di tutte le vere priorità del Mit ha dato forma a quella che, da calabresi e reggini, è una chiara bocciatura a Salvini. Tanto più evidente e imbarazzante pensando alla performance della Lega alle scorse europee proprio nella provincia di Reggio Calabria. Colpa, dunque, dello scarso gradimento del leader divenuto nel frattempo ministro?

M5S precipita rispetto alle scorse elezioni ma Tridico è votatissimo

Il M5S è terzo in Calabria, ma a Reggio è arrivato dopo il Pd. L’appeal del partito di Conte, che nella città dello Stretto era fortissimo, in questi anni è scemato e ad attestarlo sono state durante la campagna elettorale le piazze, con lo stesso presidente visibilmente non più accolto dalla solita ovazione popolare. Ottima la scelta di Conte di puntare sul calabrese Pasquale Tridico, unico nome capace di attecchire tra i votanti del territorio. Nel suo programma, lotta all’autonomia differenziata e alle politiche nordiste. E nette dichiarazioni contro la realizzazione del ponte sullo Stretto, opera inutile e secondaria rispetto alle esigenze della rete viaria e ferroviaria. Vedremo ora come saprà portare avanti questo ragionamento nell’Europa che pressa per il corridoio Palermo-Helsinki.

L'exploit di Avs grazie all'indipendente Lucano, che aspetta anche l'esito delle comunali

Alleanza Verdi Sinistra vola sorretta dall’elezione plebiscitaria di Mimmo Lucano, accertato vincitore poco dopo la chiusura delle urne. L’ex sindaco di Riace (che per festeggiare aspetterà il responso delle comunali puntando a tornare al governo della sua città) in Calabria è stato jolly della coalizione di Bonelli e Fratoianni, che in campagna elettorale hanno speso grandi energie attorno ai temi del no al ponte sullo Stretto e l’autonomia differenziata, la sanità e l’immigrazione. Ma ha sempre precisato di essere un cane sciolto, un indipendente. Un “ribelle” come Ilaria Salis, altra eletta di Avs in un voto europeo che ha tratteggiato due anime opposte, tra chi ha votato Salis e Lucano e gli elettori del generale Vannacci.

I superflop dei partiti sotto lo sbarramento con Reggio Calabria che delude Bandecchi 

Sulla sponda dei perdenti, i flop dei partiti fermi sotto lo sbarramento sono brucianti. Azione va malissimo ed è una sonora sconfitta personale non solo per Calenda ma pure per il consigliere regionale De Nisi. A Seminara però, in piena controtendenza, Azione è il primo partito e i consensi erano andati soprattutto a Giosi Ferrandino (199 voti, lontano dai 67 di De Nisi e i 6 di Calenda).

Peggio gli Stati Uniti d’Europa di Renzi, che gli elettori reggini li hanno decisamente trascurati già preventivando la batosta. Il geracese Pino Varacalli è più votato dell’ex premier ma il suo seguito è soprattutto tra gli elettori reggini, mentre a Cosenza il distacco con Filomena Greco, già sindaca di Cariati, è abissale. Per entrambi i partiti suona un campanello d’allarme nel panorama regionale e impone una riflessione sulla necessità di valorizzare uomini e donne del territorio scongiurando la loro fuga.

Rimedia poi un fallimento l’Alternativa Popolare del sanguigno Stefano Bandecchi e questo esito era un po’ nell’aria, guardando la platea non esaltante del comizio elettorale di chiusura del leader a Reggio, ambientato in una piazza Camagna riempita soprattutto dai supporter del coordinatore regionale Massimo Ripepi. Ed è il consigliere comunale del progetto politico Rivoluzione Rheggio 743 aC a totalizzare (non solo nella nostra provincia ma in Calabria) più voti insieme all’altro candidato locale, il taurianovese Nino Cento; e ha fatto il suo pure Monica D’Aguì. Ma non è stato sufficiente: Bandecchi non ha colpito nel segno e il suo stile, provocatorio e un po’ alter ego di quello di Vannacci, non ha avuto la stessa presa del generale. Obiettivo dichiarato dell’ex sindaco di Terni era stato attingere dalle sacche dell’astensionismo ma l’ennesima percentuale record dei calabresi e reggini che hanno disertato le urne dimostra che anche questa battaglia è stata persa. Da tutti.

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