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Il film tv sul modello Riace / Riace

La fiction Rai su Mimmo Lucano "è ancora bloccata per motivi politici"

Ad affermarlo in un'intervista con Klaus Davi è lo stesso ex sindaco di Riace, che riferisce quanto detto al produttore dall'ad della tv di stato

Dopo che quasi tutte le accuse del processo Xenia sono cadute in appello, in tanti hanno sperato di vedere finalmente la storia di Mimmo Lucano e del modello Riace in tv. Ma oggi lo stesso ex sindaco ha denunciato un nuovo blocco della fiction Rai "Tutto il mondo è paese" diretta da Giulio Manfredonia e interpretata da Beppe Fiorello, per motivi politici. 

Lucano lo ha detto al giornalista Klaus Davi durante il web talk KlausCondicio su YouTube, usando parole inequivocabili: "I vertici della Rai hanno paura di questa fiction. Io so che al produttore Roberto Sessa è stato detto  dall'amministratore delegato della Rai che la teoria dell'immigrazione contenuta in questo film può essere mandata in onda". Mimmo Lucano, attuale candidato alle elezioni europee come capolista nella circoscrizione Sud per Alleanza Verdi e Sinistra, ha risposto così alla domanda di Davi sul destino della fiction, annunciata e poi stoppata dal 2020. Per aspettare il chiarimento della situazione processuale di Lucano, si era sempre detto. "Perché non va in onda? - ha affermato l'ex sindaco nel programma di Davi - A questa domanda dovrebbero rispondere i vertici della Rai. E questa risposta contiene la stessa risposta che secondo me vale per la storia giudiziaria: a chi ha dato fastidio?"

L'ad Rai Sergio, secondo Mimmo Lucano, con il produttore della fiction avrebbe fatto riferimento alle "contrapposizioni fra destra e sinistra" sul tema dell'immigrazione, che ovviamente nel film tv rappresenta il pensiero dell'accoglienza dei migranti e la loro integrazione nel tessuto sociale come avvenuto per la piccola comunità di Riace, diventata un esempio internazionale. 

La miniserie prodotta da Picomedia, Ibla Film e Rai Fiction, girata a Riace, era stata realizzata nel 2017 con la prospettiva di trasmetterla prima nella stagione televisiva 2018 di Raiuno, poi slittata di un anno. In seguito la programmazione venne ufficialmente sospesa per attendere la pronuncia della magistratura su Mimmo Lucano. All'epoca era stato proprio Beppe Fiorello, che sul set aveva conosciuto l'ex sindaco iniziando un rapporto di stima e amicizia, a denunciare quella che definì apertamente una censura. E il caso era stato attizzato da un'interrogazione parlamentare di Maurizio Gasparri sull'inopportunità di trasmettere sui canali Rai quella fiction. Cittadino onorario di Riace, dopo la sentenza di appello di Xenia l'attore è stato autore di un nuovo appello per mandare in onda il film tv.

La travagliata vicenda della fiction è proseguita in parallelo a quella giudiziaria di Lucano: quando la sentenza del Consiglio di Stato del 2018 sospese ogni misura cautelare di obbligo di residenza fuori dal Comune di Riace per l'ex sindaco negando l'esistenza di truffe o appalti pilotati, Rifondazione Comunista con la senatrice Paola Nugnes interrogò il ministro per chiedere di sciogliere la riserva sulla fiction. Poi la clamorosa condanna in primo grado dell'ex sindaco fece nuovamente calare il silenzio sullo sceneggiato tv.

Al progetto televisivo ispirato alle storie del borgo reggino dell'accoglienza, dovrebbe andare in onda il prossimo novembre su Rai1. aveva contribuito la film commission dell'epoca presieduta da Giuseppe Citrigno, permettendo l'impiego di numerosi attori calabresi e maestranze locali. 

Le dichiarazioni di Lucano sulla fiction hanno generato un indignato passaparola social. Nel corale dissenso verso il congelamento di un'opera finanziata con denaro pubblico (oltre un milione e mezzo di euro), la reiterata scomparsa dai palinsesti Rai di "Tutto il mondo è paese" a molti evoca scenari oscurantisti attorno a una tematica sgradita, quella dell'accoglienza degli immigrati.

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