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Giovedì, 30 Maggio 2024
Convegno sulla grande opera

Ponte, Ciucci alla Mediterranea: "Le integrazioni sono per lo più chiarimenti, risponderemo nei tempi"

L'ad della Stretto di Messina ospite del forum promosso dal Rotary assicura ancora che il progetto andrà avanti e fissa le nuove date

L'avvio dell'opera non più in estate ma "entro l'anno", la dichiarazione di pubblica utilità e i primi interventi (espropri compresi) slittata a settembre. Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, ospite questa mattina del forum "Il ponte del Mediterraneo" nell'aula Quistelli dell'università Mediterranea, non vacilla di fronte alle domande dei cronisti e nega ogni eventualità di stop alla grande opera. Ma dopo le richieste di integrazioni al progetto per la Via da parte del ministero qualcosa è cambiato e soprattutto i tempi divergono da quelli ribaditi dal ministro Salvini. Il vicepremier insiste nel calendarizzare la prima pietra la prossima estate, Ciucci sposta la data all'autunno. 

Per l'ad non si tratta di rallentamenti ma di tempi fisiologici, che non smentiscono il cronoprogramma, anzi. La procedura di valutazione di impatto ambientale e la conferenza di servizi istruttoria appena aperta sono due "importanti passi in avanti". Spiega Ciucci: "Le osservazioni del Mase erano previste e sono arrivate puntualmente, e anche la conferenza di servizi è un passaggio fondamentale perché garantisce trasparenza e darà la possibilità a tutti i territori coinvolti di presentare istanze e fare richieste, di cui terremo conto".

Ciucci: "Risponderemo al Mase nei tempi, solo un terzo delle osservazioni richiede nuovo lavoro"

Il corposo avviso del ministero non preoccupa la società, certa di poter rispondere entro il limite fissato di 30 giorni: "Si sta facendo tanto clamore sul numero di osservazioni. Sono 239 ma avrebbero potuto essere di più o di meno ma non sarebbe stato diverso perché daremo risposta nei tempi previsti. Solo un terzo delle integrazioni comporta attività nuovi, il resto sono dettagli e richieste di chiarimenti. In ogni caso se non riuscissimo in trenta giorni è possibile avere un'estensione e la chiederemo". 

Obiettivo far partire i cantieri nel corso del 2024. Continua Ciucci: "Siamo una società per azioni, un'impresa che  operiamo seguendo un piano e verificando che i fatti siano coerenti con la programmazione, e ci stiamo riuscendo".

Il dibattito di questa mattina, organizzato dal Rotary Club e dall’ordine provinciale degli ingegneri non a caso è stato ambientato a Reggio Calabria. Città che non viene citata nelle dinamiche nel ponte sullo Stretto ma ne fa parte a pieno titolo. Lo ha ricordato Ciucci rassicurando chi nell'uditorio temeva l'esclusione della città dal progetto della grande infrastruttura. "Se unisse soltanto Messina e Villa San Giovanni - ha dichiarato - sarebbe un bellissimo monumento e basta, invece la sua funzione strategica coinvolgerà Reggio, la Calabria e la Sicilia, e l'intera Italia costituendo una parte del corridoio europeo Helsinki-Palermo-La Valletta. Reggio avrà persino più vantaggi perché non sarà toccata dal disagio dei cantieri e prenderà solo gli effetti positivi". 

L'ad della Stretto di Messina ha concluso con toni di sicurezza: "Mi sembra che quando si parla del ponte si pensi soltanto al cantiere e al periodo dei lavori. Bisogna superare questa visione e pensare a quando sarà aperto al traffico. Vedrete poi gli enormi benefici, il cambiamento radicale per lo sviluppo e i collegamenti di queste due regioni". Appuntamento, dunque, al 2032, anno del taglio del nastro.

Ferro: "Dispiace vedere amministratori che tifano contro e appoggiano proteste"

Tra i relatori del forum, diviso in sessioni tematiche, c'è stata anche la sottosegretaria del ministero degli interni Wanda Ferro, intervenuta nel segmento dedicato alla legalità. Tema centrale è stato il rischio di infiltrazioni criminali nei lavori del ponte. "L'economia sana - ha commentato - fa soltanto bene ai territorio ed è anzi il più efficace antidoto alla criminalità e alla tentazione dei giovani di avvicinarsi a realtà dell'antistato".

"Non esiste un assioma tra sviluppo e criminalità - ha proseguito Ferro - un'equazione che lega il ponte e la mafia. Sarebbe assurdo tirarci indietro di fronte a un'opportunità di questa portata, e dobbiamo dire ai nostri giovani di essere orgogliosi dei nuovi scenari, perché le contaminazioni criminali non sono un esclusivo fenomeno calabrese ed interessano tanti territori. Lo stato con coraggio è capace di fare contrasto - ha concluso la sottosegretaria - e mi dispiace vedere che sul ponte, che favorirà il turismo e l'uscita dall'isolamento, molti amministratori dimostrino di non credere nello stato facendo il tifo contro e appoggiando proteste che penalizzano il territorio".

Angela Marcianò: "Creerà più lavoro? Il vero aspetto strategico sarà la formazione"

Angela Marcianò, docente di diritto del lavoro presso l'università di Messina, si è soffermata sugli aspetti occupazionali legati al ponte sullo Stretto e le ricadute in termini di posti di lavoro creati. "Sul punto - ha detto la professoressa - da decenni circolano notizie diverse. Una delle prime stime è stata fatta nel 2001 e si parlava di 17 mila posti di lavoro in 7 anni che sarebbero potuti arrivare a 50 mila. Nel 2011 si parlava di 40 mila posti di lavoro. Nel 2016 l’allora presidente del consiglio Renzi parlò di 100 mila posti".

"E’ corretto ammettere - ha aggiunto - che non tutti sono convinti che la costruzione del Ponte sullo Stretto possa portare ad un aumento dell’occupazione. Anzi, varie associazioni ambiantaliste già nel 2003, presentarono uno studio in sinerga con l’università Bocconi in cui, al contrario  si è prospettata la perdita  di circa 1200 posti di lavoro, riferibili perlopiù ai lavoratori addetti ai servizi del traghettamento automobilistico e ferroviario".

Secondo Marcianò discostandosi dai numeri è opportuno puntare l’attenzione "sul ruolo strategico della formazione e sulla impellente necessità di reperimento di tecnici, di professionisti e  di manodopera specializzata, che possa essere impiegata nei cantieri del Ponte e di tutte le altre infrastrutture connesse". E ha citato il ruolo del Forma.Temp, fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori in somministrazione, costituito sotto forma di libera associazione e senza fini di lucro, i cui soci sono Assolavoro e Assosomm, le organizzazioni sindacali dei lavoratori somministrati e le tre confederazioni sindacali.

Inoltre la docente considera interessante il protocollo di intesa sottoscritto tra il presidente della Regione Calabria e l’amministratore delegato di Webuild Group: "Il progetto Cantiere Lavoro Italia, che ha preso avvio nei giorni scorsi, potrebbe rappresentare una opportunità per il nostro territorio, che nei prossimi anni affronterà sfide epocali per realizzare o rafforzare infrastrutture indispensabili per creare sviluppo e attrarre investimenti".

La giuslavorista ha concluso ribadendo la necessità in questa fase del progetto ponte di focalizzare l’attenzione su iniziative che potenzino le competenze necessarie per affrontare le sfide presenti e future, anche con l’ausilio del Pnrr. Tra queste potrebbero esserci anche percorsi di inclusione socio-lavorativa per i  giovani migranti. "E’ tempo di operazioni concertate, intersettoriali e multilivello e di occasioni di confronto, che spronino tutti a continuare a dare un contributo, ognuno secondo le proprie competenze e l’esperienza maturata sul campo, che sia in primo luogo scevro da pregiudizi idelogici".

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