rotate-mobile
La firma / Gioia Tauro

Accordo coesione, Meloni: "Tre miliardi per la Calabria e le infrastrutture"

La premier al porto di Gioia Tauro per la firma con la Regione Calabria e il governatore Occhiuto

È una Calabria orgogliosa e fiera quella che si presenta, unita, davanti al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ci sono i sindaci, i consiglieri regionali e i parlamentari al gateway ferroviario del porto di Gioia Tauro per la cerimonia di firma dell'Accordo per lo sviluppo e la coesione tra il Governo e la Regione Calabria, alla presenza anche del ministro per gli affari europei Raffaele Fitto. 

Le grandi gru continuano a spostare container e il porto, il primo in Italia per traffico merci, accoglie la premier e mostra la sua bellezza, la sua forza. "Ho voluto che si firmasse qui l'accordo - dice il governatore Roberto Occhiuto aprendo la cerimonia - perché mi piaceva l’idea di rappresentare la Calabria attraverso l'hub logistico più importante del Paese. La Calabria è cosciente di essere complicata, ha tantissimi problemi, a partire dalla 'ndrangheta che fa schifo ma non deve diventare un alibi per non sviluppare questa bellissima regione". 

Cita le cose fatte il presidente Occhiuto in questi anni di governo regionale e le riforme avviate, poi afferma: "L'obiettivo è fare della Calabria un hub verso il Mediterraneo" e va oltre chiedendo al governo nazionale di guardare al porto di Gioia tauro e investire nella piasta del freddo. "Si potrebbero congelare i prodotti agroalimentari del territorio, lavorare le merci, insomma produrre richezza per la Calabria". 

Parla Occhiuto, si rivolge alla premier con la cordialità e la confidenza di chi ha condiviso i banchi del Parlamento per tanto tempo, anche se uno in Forza Italia e l'altra con Fratelli d'Italia, e ricorda l'imbarazzo di dover parlare dopo Giorgia Meloni per le dichiarazioni di voto, riconoscendole una eccezionale bravura e stupito dall’equilibrio e dall’autorevolezza nel guidare il Paese, chiede la stessa autorevolezza per la Calabria. "Impegnarsi per lo sviluppo di una regione come la Calabria è una sfida che può appartenere solo a persone forti, determinate come te" dice Occhiuto.

Il governatore della Calabria però non perde l'occasione per affrontare in punta di piedi il nodo autonomia differenziata. Dice Occhiuto: "Non abbiamo complessi verso le altre regioni, vogliamo gli stessi stessi diritti e finanziamento nel bilancio dello Stato, devono essere assegnate le risorse per sviluppare la stessa capacità fiscale", ed arriva l'applauso dalla platea. Continua Occohiuto: "Non c’è un euro per l’alta velocità per la Calabria. Noi non abbiamo complessi di fronte a nessuno, la Calabria è cosciente delle sue risorse e delle sue capacità ma vuole correre come le altre". Recuperare il gup, dunque, è essenziale.

"Sono orgoglioso di governare una regione che si è mostrata molto solidale con chi scappa dalla fame e dalla guerra. Il modo migliore è creare in quella parte del mondo occasioni di crescita economica. Se l’Europa al piano Mattei dovesse aggiungere altre risorse noi faremo della Calabria l'hub dell’Europa per gli investimenti in quelle economie che hanno tassi di crescita incredibili". Per il governatore "la Calabria potrebbe diventare come le regioni del Nord che sono decollate grazie alla vicinanza con la locomotiva tedesca. Per questo ho tenuto molto a organizzare qui la firma dell’accordo di coesione".

La strategie del Governo e la firma dell'accordo

"Consentitemi di fare mezzo passo indietro sul lavoro che ci ha portato qui. I fondi di sviluppo e coesione sono quelli che devono servire a eliminare i divari tra i diversi territori e far sì che tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti. Quando siamo arrivati al governo ci siamo resi conto che queste risorse in molti casi non si spendevano o si spendevano con enormi ritardi. Potevamo andare avanti così, ma una Nazione come la nostra non può permetterselo. Allora il ministro Fitto ha lavorato con tutti i presidente di Regione per fare una mappatura e avviare il confronto sulla nuova programmazione. Per noi l'obiettivo è spendere tutte le risorse e spenderle nel migliore dei modi. È nato il decreto Sud, che istituisce questi accordi di coesione, che vengono proposti dalla Regione e condivisi dal governo, per inserire queste risorse nel contesto di una strategia"  afferma subito la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Scarpe comode e tailleur pantaloni scuro, la prima donna alla guida del Governo italiano parla a braccio davanti alla platea del Gateway ferroviario del porto di Gioia Tauro. Parla di strategia e di visione di una Nazione che lei - sostiene - non vuole assolutamente dividere ma rafforzare e rendere ancora più competitiva. La parola d'ordine per la premier Meloni è responsabilizzazione e spiega: "Siamo riusciti non solo a rimodulare il Pnrr ma anche a introdurre il meccanismo per cui le opere che non vengono realizzate si possono definanziare per spostare le risorse su altri progetti. C'è un meccanismo di responsabilizzazione che garantisce che non si disperdano risorse preziose. E questo lo dobbiamo mettere anche in rapporto con il Pnrr, perché ci siamo accorti che in alcuni casi le risorse si sovrapponevano, ed è per questo che ho dato entrambe le competenze allo stesso ministro, per far sì che il lavoro fosse fatto bene".

I fondi di sviluppo e coesione "sono lo strumento principe" per "combattere i divari tra i territori" e per far sì che "tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti. Al governo ci siamo accorti che queste risorse in molti casi non si spendevano nella loro totalità, o si spendevano con enormi ritardi. Avremmo potuto andare avanti così, ma non so se una nazione come la nostra può permettersi di non far arrivare sul territorio fino all'ultimo centesimo".

Il video dell'importante accordo firmato a Gioia Tauro

L'autonomia differenziata

Poi affronta il tema dell'autonomia differenziata: "Il presupposto per la realizzazione dell'autonomia differenziata è l'individuazione dei livelli essenziali di prestazione. Definire quei livelli impone di garantire quei livelli anche a chi finora non erano garantiti. Inoltre, l'autonomia differenziata non significa togliere a una Regione per dare a un'altra, perché è un tema di rapporto tra lo Stato e le Regioni, e il divario si crea tra le amministrazioni capaci e quelle non capaci, non tra Nord e Sud. Non c'è affatto un tentativo di indebolire, ma un tentativo di rafforzare, sapendo quello che è l'enorme potenziale del Mezzogiorno. I cittadini che vivono in queste regioni non devono avere paura di niente, perché hanno affrontato di tutto, compresa la 'ndrangheta".

"A chi mi accusa di dividere l'Italia - agginge Meloni - vorrei dire che l'Italia è stata divisa da chi credeva ci fossero cittadini di serie A e serie B. Io penso ci siano due modi per affrontare il divario: il reddito di cittadinanza e le infrastrutture di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza è la risposta di chi considerava questi territori non recuperabili, con un destino ineluttabile, e diceva: non posso fare nulla per lo sviluppo e non ho bisogno del tuo contributo e quindi quello che posso fare è mantenerti in condizione di povertà. Non è la mia visione del potenziale di questi territori. La sfida è consentire di dimostrare quello che valgono, con le stesse condizioni concesse ad altri cittadini in altre regioni. Questo si fa con l'investimento sulle infrastrutture. Lo diceva bene il presidente Occhiuto: ci sono gioielli qui che senza infrastrutture non vanno da nessuna parte".  

Meloni sottolinea che il Porto di Gioia Tauro è una "piattaforma sul Mediterraneo, punto di contatto fra le due grandi rotte commerciali: l’Indopacifico e l’Adriatico. Il nono porto per traffico merci in Europa è l’obiettivo massimo a cui possiamo ambire? No ci sono merci che arrivano dall’Est del mondo e decidono di arrivare a Rotterdam perché non abbiamo le infrastrutture.  Se non lavoriamo su quello che accade appena dietro il porto non raggiungiamo le nostre finalità".  

L'investimento per la Calabria 

"In Calabria c'è "un investimento complessivo di tre miliardi di euro, che finanzieranno 317 progetti per questo territorio, concentrati su poche priorità proprio per rispondere al concetto di strategia. La priorità delle priorità sono le infrastrutture, a cui questo accordo dedica oltre un miliardo di euro, tra infrastrutture viarie, trasporto pubblico, porti", precisando che "in queste risorse rientrano 142 milioni già assegnati come anticipo nel 2021 e 440 milioni che abbiamo attribuito con una legge apposita alla Calabria per combattere il rischio idrogeologico".

Il Ponte sullo Stretto di Messina

Le risorse "300 milioni sono destinati alla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, che molti amano definire il ponte che non si farà mai. Molti hanno detto che il ponte era impossibile. Impossibile è la parola che usano quelli senza coraggio e senza voglia di lavorare". 

Cosa prevede l'accordo

Il Fondo sviluppo e coesione della Regione Calabria -si legge in una nota- è pari a 2.563.063.355,70 euro. Di tale ammontare: 633.053.691,97 euro sono stati già programmati dalla Regione con la delibera 79 Cipess e con interventi a favore della prevenzione in materia idrogeologica; e 142.788.549,00 euro verranno utilizzati per il cofinanziamento del PR Calabria 21-27. Le ulteriori opere programmate saranno finanziate con 1.787.221.114,73 euro. Complessivamente l’Accordo di Coesione programma risorse, distribuite su 10 aree tematiche Fsc. Non sono state programmate le Aree Tematiche 01 (Ricerca e Innovazione) e 04 (Energia), in quanto già adeguatamente coperte, rispetto ai fabbisogni rilevati, in complementarietà con gli altri Fondi di coesione 2021/2027.

I fabbisogni correlati allo sviluppo coordinato e integrato del sistema dei trasporti assorbono il 34,83% (622,4 milioni di euro) delle risorse Fsc programmate. Si tratta, prioritariamente, di interventi sul sistema di trasporto stradale, che impegnano poco meno di 388 milioni di euro; sulla mobilità urbana integrata, 140,4 milioni di euro; sul trasporto marittimo e logistica, 90,5 milioni di euro, che interessano la portualità regionale. A favore della competitività del sistema economico è destinato il 21,60% delle risorse Fsc programmate (386 milioni di euro) con interventi nei Settori industria e servizi (314 milioni di euro), turismo e ospitalità, e agricoltura.

Gli obiettivi di natura prettamente ambientale assorbono il 20,43% delle risorse del Fondo (365 milioni di euro) con interventi programmati per risolvere criticità che rappresentano potenziali rischi per il territorio e per la popolazione. Si interviene a favore dei fabbisogni di gestione strutturata delle risorse idriche (108 milioni di euro), del superamento delle emergenze correlate alla gestione dei rifiuti (149 milioni di euro), per la realizzazione del termovalorizzatore, e per il superamento delle infrazioni in tema di depurazione.

Una quota del 7% (122 milioni di euro) viene destinata ad interventi a favore dei Comuni per il recupero e il riuso del patrimonio infrastrutturale e strutturale storico e di rilievo culturale. Alla riqualificazione urbana di beni e strutture pubbliche è destinato un ulteriore 5% del valore Fsc (92 milioni di euro), mentre la digitalizzazione dei servizi pubblici regionali assorbe poco più del 4% (73 milioni di euro).

Questi i principali ambiti di intervento la cui distribuzione delle risorse finanziarie rispecchia le priorità della Regione e tiene conto dell’utilizzo del Fondo sviluppo e coesione in complementarietà con le risorse PR 21-27 e rinvenienti da altri strumenti dedicati alle politiche di coesione.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Accordo coesione, Meloni: "Tre miliardi per la Calabria e le infrastrutture"

ReggioToday è in caricamento