Lunedì, 15 Luglio 2024
Il caso

Inchiesta "Ducale", giallo e voci sull'arrivo della commissione d'accesso: la prefettura smentisce

Una nota precisa che dal palazzo del governo non è stata assunta nessuna determinazione, ma nel testo qualcosa ricorda quello che accadde nel 2012

Dopo la bomba dell'inchiesta "Ducale" a palazzo San Giorgio si stanno vivendo giorni di tensione. E oggi sul Comune di Reggio Calabria si è stesa un'ombra carica di presagi e memorie inquietanti, l'arrivo di una commissione d'accesso. La voce era circolata con insistenza questa mattina, rimbalzata tra i consiglieri: i preoccupanti rumors parlavano di un evento imminente, già in fase di discussione in una riunione di prefettura.

Ma era stato quasi subito lo stesso organo di governo a smentire, seppur informalmente via chat. Una precisazione che non è bastata a smorzare l'allarme attorno a un provvedimento richiesto espressamente dal consigliere comunale di opposizione Nino Minicuci e da Luigi Tuccio, già assessore comunale nella giunta Scopelliti.

Poco fa la prefettura ha però voluto stoppare ogni illazione con una nota ufficiale diffusa dal capo di gabinetto. Si legge nel comunicato: "In merito alla presunta istituzione di una Commissione di accesso, ai sensi dell’articolo 143 Tuel presso il Comune di Reggio Calabria, si rappresenta che non risulta assunta alcuna determinazione da parte di questa prefettura a seguito dell’operazione di polizia giudiziaria denominata Ducale".

La chiosa della nota però non mette un punto definitivo sulla questione, perché si segnala che la vicenda "rimane all’attenzione" della prefetta Clara Vaccaro, "attraverso una costante attività di monitoraggio e di interlocuzione con le autorità competenti".

Come si ricorda nella stessa nota facendo riferimento al Tuel e alla procedura in capo alla prefettura per richiedere al ministero la commissione, un iter che ha come premessa l'analisi delle carte dell'inchiesta. Un esame che è effettivamente in corso e lo lascia intendere il passaggio finale della nota, che precisa l'attività che la prefetta sta conducendo in collegamento con le autorità centrali.

L'eco che l'inchiesta "Ducale" sta generando a livello nazionale e nelle istituzioni statali era stata rimarcata dall'attenzione, sabato scorso, da parte della commissione parlamentare antimafia. Durante la riunione dell'ufficio di presidenza era stata la stessa Chiara Colosimo a chiedere gli atti dell'inchiesta sul presunto condizionamento delle elezioni del consiglio regionale della Calabria e del consiglio comunale di Reggio tra il 2020 e 2021. 

Come avvenuto già in situazioni simili, la commissione si è mossa per acquisire la documentazione dell'indagine condotta dal Ros sotto il coordinamento della procura reggina. Che il Comune di Reggio sia sotto la lente del Viminale è innegabile e il gossip politico di oggi conferma uno scenario che fa trermare la città e pare replicare la storia: tutti ricordano cosa avvenne nel 2012, quando, con identico copione, la prefettura aveva smentito la notizia dell'arrivo della commissione d'accesso.

Poi però, poche settimane dopo, l'epilogo fu proprio quello, e rievocando quei fatti oggi fa effetto la cautela della prefetta Vaccaro che puntualizza di mantenere l'attenzione sulla vicenda. La smentita, insomma, riguarda il presente ma non è definitiva, con lo sfondo della determinazione della presidente Colosimo, pronta a una missione a San Luca, comune già commissariato e dove un passato amaro è già tornato a ripetersi.

E' certo che, giunti a questo punto, non si potrà restare nel limbo ancora a lungo. A brevissimo sapremo se davvero all'orizzonte c'è questo sviluppo o se la città può attendere serenamente lo svolgimento delle indagini. L'opposizione continua intanto a chiedere le dimissioni di Falcomatà, che aprirebbero una pagina diversa nel prossimo futuro di Reggio ma senza escludere la minaccia della commissione d'accesso. Anche in quel caso l'organismo dovrà poi indagare e decidere la sorte del consiglio comunale reggino.

Lo scioglimento non sarebbe dunque un atto conseguenziale, ma questo non basta a calmare gli animi sia negli ambienti politico-amministrativi che nella cittadinanza. Nessuno - e ci si augura neanche nelle pieghe più agguerrite dello scontro politico - potrebbe mai augurarsi un simile, scioccante colpo di scena. Per molti la salvezza potrebbe arrivare soltanto dal cambiamento, che da settimane è iniziato a germogliare con iniziative che guardano già con anticipo e spirito di programmazione alle prossime elezioni. Ma adesso anche tutto questo -  la libera scelta dei reggini, il partecipazione e la speranza - potrebbe essere a rischio.

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