Venerdì, 19 Luglio 2024
L'evento / Villa San Giovanni

Il movimento No Ponte prepara un "contro G7" e organizza un'assemblea pubblica

Il 16 luglio cittadini e associazioni sono invitati a un dibattito per proporre un'alternativa all'idea di sviluppo territoriale dei Sette

In attesa del summit intergovernativo in programma a Santa Trada, la rete no ponte prepara un "contro G7" per presentare ai Sette statisti una reale visione di Stretto sostenibile.

Per programmare le iniziative da attuare il Movimento No Ponte lancia il suo appello alle realtà calabresi e siciliane con un incontro a Villa San Giovanni, che si svolgerà il 16 luglio per "discutere e contrapporre, all’idea di futuro e di sviluppo del G7, ciò che sta realmente a cuore per i nostri territori, un eco-sviluppo ed una realtà sostenibile per il nostro Sud".

Spiegano i No Ponte: "La riunione del G7 a Santa Trada di Villa San Giovanni è stata annunciata dopo il rilancio della follia del Ponte come 'occasione per mettere l’area dello Stretto al centro del mondo', ma non è che l’ennesima presa in giro per gli abitanti dello Stretto, che mentre vedono sempre più erosi i loro diritti e ridotte le loro possibilità, dovrebbero accogliere i loro carnefici come salvatori. Per quale motivo dovremmo gioire di questo appuntamento? Che cosa faranno mai per dare risposte ai nostri reali problemi, soprattutto quando ad ospitarli è chi questi problemi non solo non ha intenzione di risolverli, ma li sta addirittura aggravando?"

Continua la nota del movimento: "La visione coloniale dell’attuale governo italiano assegna alla Calabria il ruolo di hub energetico per l’Italia e l’Europa. Dei 9 GWh prodotti in Calabria, ben 6 GWh vengono esportati verso le altre regioni. La Calabria ha sempre esportato il surplus della sua produzione energetica senza ricevere alcun beneficio, nel frattempo il Governo finge di dimenticare che il Sud in 20 anni, dal 2002 al 2022, ha perso il 28% dei suoi giovani, costretti ad emigrare in cerca di lavoro e salari non da fame. Che ogni anno l’emigrazione sanitaria dalla Calabria verso il centro - nord ha un costo di 300 milioni mentre gli ospedali regionali chiudono".

"Fanno finta di non sapere che manca un bene primario come l’acqua, con una fortissima siccità che interessa tutto il Sud ed in modo particolare Calabria e Sicilia. Già vent’anni fa gridavamo 'Vogliamo l’acqua dal rubinetto! No al Ponte sullo Stretto', ricordando che il 50% della nostra acqua potabile si perde nelle tubature fatiscenti, e che la vera grande opera sarebbe stata proprio il rifacimento delle reti idriche. Poco o nulla è stato fatto, e l’allarme relativo al livello dei grandi invasi, al di sotto del 50%, sa di ipocrita offesa".

Prosegue la note: "Si dimenticano anche i morti di Giampilieri ed il dissesto idrogeologico. E dell’Alta Velocità che si ferma solo a Salerno, e del completamento della Ss 106 Jonica, per il quale mancano ancora 10 mld di euro, e della viabilità interna con ponti che appena costruiti crollano. Cui potremmo aggiungere il taglio dei fondi di coesione e sviluppo, spostati come investimento nella realizzazione del Ponte o la cancellazione di 3,6 mld di euro dei fondi per la perequazione infrastrutturale che sono spariti dalla legge di bilancio 2024".

C'è poi la battaglia contro l'autonomia differenziata appena approvata: "Marginalità e debolezze aumenteranno ancora. Sanità, scuola, trasporti, tutela dell’ambiente fino ad oggi per Costituzione garantiti a e uguali per tutti, diventeranno di fatto oggetto di un mercato. Non è altro che l’ennesimo step di quel processo di frammentazione sociale che ha visto, ad esempio, mettere i lavoratori gli uni contro gli altri. Ci vogliono divisi, in competizione, lottare tra di noi per un tozzo di pane mentre i potenti ingrassano senza dover seguire nessuna regola. Non è questo quello che è lo 'spacchettamento' del progetto del Ponte, a fronte dell'impossibilità di arrivare al progetto definitivo?"

Dunque, "se l’obiettivo è la frammentazione e la divisione, noi dobbiamo cercare di fare l’esatto contrario, sforzandoci di ricomporre le lotte, ricucire relazioni, riprendere un confronto e un dialogo per costruire noi la piattaforma capace di dare risposte ai nostri territori, mettendo al centro gli interessi reali di calabresi e siciliani e non il mercato e il capitale".

Gli attivisti no ponte invitano cittadine e cittadine, realtà associative, movimenti, rappresentanti delle istituzioni territoriali a partecipare all'assemblea pubblica del 16 luglio a Villa San Giovanni. L'appuntamento è in piazza Valsesia alle ore 19, e al dibattito interveranno i professori dell'università Mediterranea Domenico Gattuso e Domenico Marino; Aura Notarianni, avvocata del Wwf; Piero Polimeni di Ecolandia e Paolo Nuvolone, consulente del comune di Villa San Giovanni. Il titolo dell'evento è "G7 a Santa Trada? Proponiamo un'altra strada", e sarà strutturato come una giornata di condivisione, facendo seguire all'assemblea un momento di musica e teatro di strada. Un incontro che, auspica il movimento, "dobbiamo fare in modo che diventi volano di un processo di consapevolezza e condivisione che ci veda presto impegnati per dare vita a dinamiche sociali e politiche che costruiscano i termini per un eco-sviluppo ed una realtà sostenibile per il nostro Sud".

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