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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

Gli intellettuali in difesa di Perna: "La città perde una risorsa importante"

Una lettera a Giuseppe Falcomatà per gridare che "così non si fa. Non è più il tempo in cui i feudatari potevano imporre il proprio capriccio ai propri servi della gleba"

"Esiste un limite invalicabile, persino in questa città abituata a lasciarsi usare e abusare da chiunque abbia la prepotenza per farlo" inizia così la lettera scritta da un gruppo di intellettuali reggini, vicini all'ex sindaco Tonino Perna, rivolta a Giuseppe Falcomatà reo di aver sostituito il professore con l'assessoore Brunetti. 

"Esiste un limite oltre il quale anche chi non si sente di appartenere a una fazione, a un partito, non può più stare zitto - proseguono - e accettare rassegnato qualunque sopruso alla logica e alla rispettabilità delle persone. Non si può pensare di offendere la dignità di uno studioso e di un uomo delle istituzioni, che ha agito sempre per il bene della Comunità, e sperare di farla franca". 

"Senza voler entrare nel merito delle decisioni politiche, - spiegano - di cui ciascuno si assumerà le proprie responsabilità davanti al cittadino/elettore, non può essere accettato serenamente il modo con il quale la città scopre che, poco prima di essere condannato in I grado, il sindaco ha pensato di nominare un nuovo vicesindaco, senza mostrare un briciolo di dignità nei confronti del professore Perna, che ha ricoperto questa carica fino a ora, conferendo al ruolo il suo lustro personale piuttosto che riceverne da esso. La città perde una risorsa importante, che avrebbe potuto essere giocata con profitto nei prossimi mesi; perde un punto di riferimento per la cittadinanza, che ha guardato in questo periodo con fiducia al vicesindaco". 

"Non si può, perciò, stare in silenzio: non è più il tempo in cui i feudatari potevano imporre il proprio capriccio ai propri servi della gleba. Foss’anche per un puntiglio, per un moto di orgoglio, noi gridiamo: est modus in rebus, avvocato Falcomatà. Così non si fa".

La lettera è firmata da Daniele Castrizio, Lino Caserta, Fabio Cuzzola, Alberto Ziparo, Franco Arcidiaco, Giuseppe Bombino, Piero Polimeni, Mimmo Rizzuti, Alberto Giansanti, Luciano Arcidiaco, Maria Rachele Bellomi, Giuseppe Minniti, Gianni Pensabene, Bruno Neri , Piero Milasi

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