"C'è ancora tanto da fare": Mauro e Neri, i vice sindaci della città a confronto

Intervista doppia ai rappresentanti del Comune e della MetroCity sul futuro di Reggio, tra riflessioni, progetti futuri, amministrative e curiosità

Da sinistra, Armando Neri e Riccardo Mauro

Sono il ‘braccio destro’ del primo cittadino. Uno per l’amministrazione comunale, l’altro per la Città metropolitana. Amici sul lavoro e nella vita, con un forte senso del dovere, abnegazione al lavoro e amore incondizionato per la loro città. Entrambi impegnatissimi, il primo, l'assessore "sceriffo" e vice sindaco Armando Neri, nella lotta all’inciviltà del ‘reggino’, e il secondo, Riccardo Mauro, alle prese con i conti da far quadrare per riuscire a ‘ripopolare’ le sguarnite stanze di Palazzo Alvaro. 

Li abbiamo incontrati in questa torrida settimana ferragostana di lavoro e progetti futuri. Per il vice sindaco Mauro, quest’anno niente ferie: “solo qualche ora nel pomeriggio” da dedicare alla famiglia. C'è tanto da fare, poco tempo e pochi uomini a disposizione. Armando Neri, riusciamo a ‘placcarlo’ tra un controllo e l’altro nelle zone ‘calde’ della città.

Due vice sindaci, la passione per la politica, diversi, ma uguali in tante piccole cose. 

Cosa ammira e cosa invidia del suo dirimpettaio di Palazzo?

Mauro: “Partiamo dal fatto che c’è una profonda amicizia che ci lega e, anche una profonda stima. Quindi invidia no, quello sinceramente no. Credo che sia intervenuto molto bene sul fattore igiene e ambiente con la nuova delega che gli è stata affidata. Così come aveva fatto molto bene con la delega al bilancio, perché poi, come sempre nella vita parlano i fatti.  Come credo anche lui, essere amici al di là del ruolo istituzionale comporta un rapporto collaborativo. Ci sono delle differenze per quanto riguarda il ruolo certo, sicuramente non gli invidio il fatto di dover fare i conti con molte teste. Ecco in Comune esiste un consiglio e una giunta, per cui quando si fanno determinate cose, si prendono delle decisione, devi gioco forza concordarne, parlarne insieme ad una serie di altre persone come assessori, o consiglieri; ecco in Città metropolitana in parte è diverso, a causa di quella scellerata legge, qui troverete, a parte il sottoscritto, e qualche consigliere, poche persone. Ho la fortuna-sfortuna di prendere tutte le decisioni insieme al sindaco e insieme ai consiglieri che essendo anche sindaci di altri Comuni importanti, devono lasciare la loro amministrazione, coordinarsi con il consiglio stare attenti che non ci sia giunta o riunioni importanti e, questo lo voglio dire, tutto a titolo gratuito, perché non si ha diritto neanche al rimborso delle spese. Ecco, io rispetto ad Armando ho, sicuramente un facilità nella fase decisionale e quella attuativa a parte il sindaco e altre poche persone ho meno interlocutori a cui dare retta".

Neri: “Io e Riccardo siamo amici, ci confrontiamo molto anche sul lavoro. Invidio, sicuramente le magliette fashion che lui può permettersi e io no, confessa ridendo. Lui si deve confrontare con meno teste, sicuramente. Ho la fortuna di lavorare prima di tutto con degli amici, quindi, con persone con le quali c’è sintonia e complicità, le decisioni si prendono più facilmente. Ecco, in questo, invece non invidio Riccardo perché lui sicuramente avrà meno persone con le quali confrontarsi ma ha il peso di prendere decisioni, a volte, importanti da solo. È una grande responsabilità. E lo fa completamente per spirito di ‘amore’ per la città, perché lui riveste anche il ruolo di consigliere dunque un doppio impegno. Ogni tanto la sera vedo le luci di Palazzo Alvaro accese e so che li c’è Riccardo che sta ancora lavorando".

Il punto sul lavoro fatto

Mauro: "Dal giorno dell’insediamento che ricordo ancora, fu il 02 febbraio 2017, sapevamo di avere un gap da colmare, avevamo solo due anni e mezzo per riuscire a far tutto, dato che gli amministratori della Città metropolitana seguono le sorti del comune capoluogo. Tra le prime cose da fare e sulle quali non si poteva perdere tempo: strade, scuole e dissesto idro-geologico. E il nostro operato si è incentrato su questo. Qualcosa è stato fatto ma tantissimo e, sicuramente, di più deve essere fatto in futuro. Quello che siamo riusciti a fare è far rientrare tantissime risorse per la manutenzione degli edifici scolastici, abbiamo vinto circa 24 milioni di euro di bandi da destinare alla riqualificazione delle scuole. Siamo riusciti ad assumere nuove risorse per l’Ente, un passo importante. Vorrei ricordare, la nascente Città metropolitana nel 2015 ha subito una diminuzione del 50% dei dipendenti, un taglio che ha indebolito l’efficienza dell’amministrazione. Ovviamente senza i soldati non si possono vincere le guerre, per tanto, passare nel giro di 5 anni da mille dipendenti a meno di cinquecento ha comportato a parità di funzioni un rallentamento di quelle che sono le attività di un’amministrazione. E non solo, i tagli hanno riguardato anche i fondi destinati agli enti locali. Faccio un esempio: per la manutenzione del manto stradale si è passati nel giro di 4-5 anni dai 15 milioni l’anno a un milione e tre nell’anno 2018. È logico che tutte queste situazioni nel giro di anni comportino un rallentamento. Noi comunque, con le attività di bilancio oculato e con l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, risparmio di spese dismettendo tantissimi contratti di affitto e stiamo cercando di porre rimedio a dei problemi in gran parte causati dalla legge dello Stato. Devono essere aumentate le risorse per gli enti locali, perché il benessere del cittadino dipende dai servizi essenziali che vengono erogati dagli enti”.

Neri: “Di risultati ce ne sono stati, se consideriamo che quando ci siamo insediati nel 2014, la raccolta differenziata era al 7%, oggi, si attesta al 50%. Quando mi è stata affidata questa delega, oltre ad aver avuto il piacere di trovare una squadra di lavoro eccezionale, la prima cosa che ho dovuta affrontare è stato capire come funzionasse la macchina. Dunque per formazione, prima di passare ai fatti mi sono messo a studiare ed ho spulciato tutta la normativa per capire di chi fossero le competenze specifiche per ogni settore. Poi è iniziato un lavoro, che devo dire, diventa una scelta di vita tanto è l’impegno richiesto. E quindi tra i primi problemi da risolvere: impiantistica, puntualità nel servizio e, abbandono dei rifiuti. Questi tre punti sono strettamente collegati tra loro. Perché se non funziona il primo (l’impianto che smaltisce i rifiuti della città è a Soverato), conseguentemente si registra un ritardo nel ritiro dei rifiuti perché punti di raccolta sono saturi, e conseguentemente vi è un aumento dell’abbandono dei rifiuti. Quindi per poter risolvere questo si è dovuto intraprendere prima un discorso di dialogo e confronto con le società che gestiscono lo smaltimento dei rifiuti. Sono diventato l’incubo dell’Avr. Il lavoro è continuo e costante. Sono sempre in giro per monitorare la situazione e segnalare le cose che non vanno. Mi sono trovato a confrontarmi con la città e con tante persone. Risolto il problema impiantistica, di competenza della Regione, siamo passati a studiare il perché dei ritardi nel ritiro dei mastelli e, anche qui, si iniziano a vedere i primi risultati. Tasto dolente per l’abbandono dei rifiuti. Purtroppo qui mi trovo a scontrarmi con una mancanza di ‘abitudine’ dei cittadini. Le buone maniere non sono servite a molto e allora sono passato, ai metodi più forti. Sono infatti stati affissi cartelli e posizionate telecamere. Un metodo che sta ottenendo i primi successi. L’obiettivo da raggiungere è avere un servizio di ritiro svizzero e zero segnalazioni".

Non si può ignorare il terremoto dell'inchiesta Libro Nero che ha colpito la città. Da amministratori, che ripercussioni ha avuto, se le ha avute sui due Enti?

Mauro: “Nutro grande fiducia nei confronti della magistratura, faccio l’avvocato e con cognizione di causa dico che chi fa questo mestiere, qui, fa un lavoro che paragonerei ad una missione. I successi della magistratura sono sotto agli occhi di tutti, la fiducia, dunque è massima. Spero che chiunque sia stato toccato dalle indagini riesca dimostrare la sua estraneità nelle sedi opportune.

Neri: “Non siamo indifferenti a quanto accaduto, sono convinto che le attività della magistratura vada plaudita e sono, egualmente, convinto che, chi è coinvolto riuscirà a chiarire la sua posizione.

Siamo a ridosso delle elezioni, siete soddisfatti di quanto fatto sino ad oggi, rifareste tutto o c’è qualcosa di cui vi siete amaramente pentiti?

Mauro: “Siamo partiti da meno zero, con tanti debiti da sanare, tanto abbiamo fatto, ribadisco, ancora tantissimo deve essere fatto. Speriamo di rinnovare la fiducia dei nostri cittadini. Nella vita, sono convinto, si può fare sempre di più, speriamo di poter continuare a farlo. Mio padre dice sempre, prima di andare a letto mi devo fare un esame di coscienza. E, le dirò, io nonostante creda che ogni uno possa fare sempre di più, mi ritengo soddisfatto di quanto fatto. Ho la coscienza a osto”.

Neri: “Non sono bravo a giudicarmi, se ho fatto bene questo lo devono dire i cittadini. Penso sempre che questa sia un esperienza straordinaria e che assorbe tutte le tue energie. Purtroppo ti ritrovi a trascurare tanti aspetti della tua vita personale e privata ma, è un grande privilegio amministrare la mia città. E se qualche volta, dopo una brutta giornata dici, ma chi me lo fa fare, penso anche che, lo sto facendo per i miei figli. Quindi quello che ho fatto lo rifarei e, certo si può sempre sbagliare, io probabilmente ho sbagliato, ma solo così si impara. Però sono convinto di quanto ho fatto, di quanto sto facendo e spero di avere l’opportunità di proseguire in questo lavoro.

Parliamo di aeroporto

Mauro: “Come MetroCity abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per riuscire a non perdere l’aeroporto. Uno dei primi atti appena insediati fu quello di far rimanere Alitalia a Reggio e investire insieme alla Regione per non fa chiudere il Tito Minniti. Ricordo che uno dei primi interventi del sindaco, fallita Sogas, fine 2016 inizio 2017, per far rimane aperto lo scalo, l’amministrazione comunale e la regione finanziarono circa 2milioni e mezzo di euro all’amministrazione provvisoria gestita dal tribunale. Quindi l’aeroporto c’è solo perché gli enti locali si sono rimboccate le maniche e ci hanno investito con i rischi ne conseguono per tenere aperto lo scalo. Quando Alitalia annunciò di voler abbandonare lo scalo, egli unici
voli che si avevamo ai tempi erano proprio i voli Alitalia dopo due giorni il sindaco insieme a rappresentanti della Regione Calabria ha fatto convocare una riunione a Roma al ministero dei trasporti, con Montezemolo e Alitalia è rimasta a Reggio. Sicuramente lo scalo deve migliorare. I problemi non sono nè la buca a Ravagnese nè la presenza del vigile urbano. I problemi dello scalo sono riconducibili ai costi. Venire a Reggio Calabria costa quanto per un cittadino di Roma andare a New York, e per quanto sia bella la costa viola, Scilla o il Duomo, temo che se non si abbassano le tariffe la gente preferirà andare a vedere Manhattan rispetto al Castello Aragonese. Non è possibile che per venire a Reggio ad agosto un biglietto costi 600 euro e da Lamezia al Canada, 300 euro, è qualcosa di spropositato". 

Neri: “Se oggi è possibile ragionare di aeroporto è solo grazie a quanto fatto dall’amministrazione. Si veniva da una gestione poco trasparente, il Comune era sull’orlo de dissesto perenne. Dietro tutto questo, che sembra nulla rispetto alle grande opere, c’è un grande lavoro di risanamento dell’Ente. Ripeto, il lavoro che c’è dietro tutto questo, spesso non viene riconosciuto perché non è sensazionale ma, se oggi si puoò ragionare di un futuro per il Tito Minniti è solo grazie a questa Amministrazione".

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