Domenica, 14 Luglio 2024
L'iniziativa / Rizziconi

Lotta alla 'ndrangheta, De Masi propone premialità alle imprese sane per incentivare le denunce

L'imprenditore di Rizziconi che si è ribellato alle estorsioni presenta una bozza di legge regionale all'attenzione della politica calabrese

Una proposta di legge regionale per attribuire premialità a chi denuncia intimidazioni e racket è arrivata da Antonino De Masi, imprenditore di Rizziconi oggetto di minacce e atti ricattatori per aver rifiutato di cedere alle estorsioni di una famiglia di 'ndrangheta.  

L’imprenditore presenta la sua idea di lotta alla criminalità rivolgendosi con una lettera alla politica calabrese di ogni schieramento politico, con in testa il massimo rappresentante regionale, il governatore Roberto Occhiuto rappresentando cosa significa fare impresa in Calabria. "La situazione socio economica della nostra Regione - scrive De Masi - è sotto gli occhi di tutti; stiamo attraversando momenti molto importanti e delicati nei quali è in gioco il futuro della nostra terra; assistiamo ad una lotta costante tra lo Stato e l’antistato. La magistratura e le forze dell’ordine stanno facendo la loro parte, ma è indispensabile svegliare le coscienze dei calabresi (per molto tempo dormienti ed a volte omertose e colluse) e farli diventare attori protagonisti di una rivoluzione “culturale” che ha al centro la legalità. Sto facendo del mio meglio per essere da esempio, esponendomi e continuando a fare impresa in Calabria. Credo che la mia storia, quello che ho fatto e sto facendo, mi diano, forse, la competenza e l’esperienza per portare alla vostra attenzione questo contesto”.

La disamina dell'imprenditore su cosa significa subire estorsioni in una terra come la Calabria

Ripercorrendo la sua storia, De Masi spiega che un imprenditore minacciato ha due alternative: pagare e subire l’estorsione, "che significa sottomettersi al potere criminale, avere padroni e padrini illudendosi di avere la garanzia di poter operare sul territorio e non rendendosi conto di aver venduto l’anima al diavolo”; oppure denunciare, "il che comporta un profondo cambiamento di vita, porta ad essere nel costante pericolo di subire minacce ed attentati, oltre al drammatico isolamento nel quale è costretto a vivere". Continua De Masi: "Certamente lo Stato starà al fianco della vittima e gli garantirà tutte le possibili forme di tutela fisica, scorte, vigilanza. Ma dall’altra parte purtroppo il denunciare nel nostro contesto comporta anche la marginalizzazione, non solo sociale ma a volte anche economica, in situazioni in cui la cultura mafiosa occupa sovente anche spazi nella pubblica amministrazione”.

Si legge ancora nella lettera aperta: "L'imprenditore vittima di aggressioni criminali per la sua mentalità pragmatica spesso si illude, sbagliando, di poter gestire l’estorsione, limitandone i danni, anche perché vede a volte nel sistema Stato incertezze ed incapacità di poter garantire la sua tutela e la salvaguardia della continuità dell’attività imprenditoriale. Queste considerazioni generano la mancata denuncia e l’accettazione del condizionamento mafioso". Ma "paradossalmente in molti casi le imprese vittime che hanno denunciato hanno continuato a subire privazioni e limitazioni che hanno portato molte di esse a chiudere l’attività o rischiare concretamente il fallimento. Oltre all’isolamento economico vi è quello sociale, conseguenza anche dei sistemi di tutela, che condiziona ancor più pesantemente e profondamente tutto il nucleo familiare e la vita quotidiana di ognuno". 

Secondo De Masi, "la Calabria è una regione ad altissimo tasso di criminalità, ma è anche una terra dove vi sono i primi ed importanti segnali di resistenza, dove i cittadini e gli imprenditori, assumendosene i rischi e le paure, stanno cercando di resistere e reagire, ma occorre predisporre degli strumenti per poter dare loro speranza e certezza nelle loro scelte di legalità”.

Cosa prevede la bozza di norma regionale per la lotta alla criminalità negli appalti pubblici

Ecco perché l'imprenditore di Rizziconi invita la classe politica calabrese a farsi promotrice di una norma che consenta di riconoscere in modo concreto e tangibile il valore positivo di chi denuncia concedendogli forme di premialità. E alla lettera allega riporto un’ipotesi di norma regionale da lui stesso elaborata. Nel testo si illustra la misura concreta di lotta alla criminalità, che consiste in un premio da attribuire alle imprese sane nelle aggiudicazioni di appalti pubblici. Nella proposta si spiega: "La misura premiale consiste nell’automatica assegnazione, in sede di aggiudicazione della gara, di un punteggio aggiuntivo, pari al 10% del parametro numerico finale. Punteggio da assegnarsi alle imprese che attestano, in capo al titolare o ad uno dei soggetti elencati nel decreto legislativo 31 marzo 2023 n. 36, di essere stati vittime di atti di criminalità organizzata, fatti usurari ed estorsivi o che abbiano assunto nei procedimenti penali ad essi relativi, il ruolo di testimoni di giustizia". 

La disposizione è proposta per l'applicazione alle stazioni appaltanti e gli enti concedenti operanti nel territorio regionale e, si precisa nella bozza di norma, "si tratta di una misura che non interferisce con le competenze statali, in quanto copre uno spazio non disciplinato da analoghe previsioni di norme nazionali". Si prevede inoltre che la medesima premialità venga riconosciuta dalla Regione e dagli enti del sistema regionale anche in sede di riconoscimento di contributi e sussidi economici di qualsiasi natura.

Il plauso del Pd con Bevacqua e Irto: "Pronti a metterci al lavoro da subito sulla proposta di legge"

L'iniziativa di De Masi ha fatto registrare il plauso del il capogruppo del Pd in consiglio regionale Mimmo Bevacqua e il senatore e segretario regionale del partito Nicola Irto.  In una nota affermano: "La difesa della legalità e il sostegno alle forze sane della società sono  impegni che il Pd ha nel suo dna e che la Politica non dovrebbe mai perdere di vista, specialmente in una Regione ad alto rischio di infiltrazioni come la Calabria. Non possiamo, dunque, che plaudire all’iniziativa dell’imprenditore Nino De Masi che chiede sostegno concreto per le imprese rimaste vittime della criminalità organizzata".

Aggiungono Bevacqua e Irto: "Ci trova più che pronti, dunque, l’idea di lavorare insieme agli esponenti del governo di centrodestra e alle altre forze politiche presenti in consiglio regionale alla proposta di legge che lo stesso De Masi ha elaborato. Per quel che ci riguarda ci mettiamo al lavoro fin da subito, offrendo la nostra piena disponibilità con la speranza che stavolta in Consiglio regionale vengano rispettati tutti i passaggi dovuti e ci sia un reale coinvolgimento di tutti i gruppi".

Si conclude la nota congiunta: "Uguale impegno dovrebbe  poi essere messo nel rendere attuali e concrete anche le altre norme in tema di antimafia che il Consiglio ha approvato durante gli scorsi anni, come la legge regionale n. 9 del 2018 che prevede interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza".

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