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Domenica, 23 Giugno 2024
La mobilitazione

Ripepi e gli amaranto a Lamezia per l'aeroporto: "Lottiamo tutti uniti con la maglietta della città"

La manifestazione promossa dal consigliere comunale smaschera i dati del piano aeroportuale, dove le previsioni di sviluppo dell'hub lametino sono dieci volte più alte di quelle del Tito Minniti

Da Lamezia Massimo Ripepi chiama a raccolta non solo i reggini ma tutti i calabresi sparsi in Italia e nel mondo, uniti in un'unica grande batteglia per restituire ai fasti del passato l'aeroporto dello Stretto. Dopo il sit it sul piazzale del Tito Minniti il consigliere comunale continua la sua mobilitazione spostandosi simbolicamente davanti allo scalo lametino, che con la gestione Sacal ha catalizzato l'attenzione della società aeroportuale regionale a sfavore di Reggio, e lo fa portando con sè un gruppo di manifestanti con i colori amaranto della città. Un numero limitato per i motivi di sicurezza richiesti dal luogo, ma sarebbero potuti essere molto di più. Magliette, bandiere e lo striscione con lo slogan "mai lo zerbino di nessuno", si presentano come espressione della cittadinanza reggina in un'iniziativa apolitica con l'invito ad abbattere gli steccati partitici e indossarla tutti anche nelle future azioni a difesa dell'aeroporto. E se tra i presenti all'evento pubblico, insieme a cittadini, imprenditori e professionisti, erano riconoscibili esponenti o simpatizzanti dell'area di centrodestra, Ripepi ribadisce che "oggi vestendo questa maglietta ci siamo spogliati dell'appartenenza politica, siamo tutti reggini che chiedono di essere artefici del loro destino per salvare un'opera fondamentale, che sarà ancora più importante nel territorio in cui sta per sorgere il ponte sullo Stretto".

La grande infrastruttura per l'attraversamento stabile del mare tra Reggio e Messina non è il tema della manifestazione, ma sicuramente comprimaria eccellente nelle argomentazioni degli amaranto. Tanto che nell'annunciare l'iniziativa a Lamezia il consigliere aveva abbinato il nome del ponte sullo Stretto e quello dell'aeroporto reggino, e stamattina ha ricordato che "questo scalo serve un bacino di utenza di più di tre milioni di passeggeri, che interessa le due città metropolitane di Reggio e Messina e le isole Eolie". 

I numeri choc di Reggio e Lamezia nelle previsioni di sviluppo del piano nazionale degli aeroporti

La protesta smaschera inganni e false promesse della vicenda del Tito Minniti, "svenduto sette anni dall'amministrazione Falcomatà" e che nelle proiezioni del piano nazionale degli aeroporti secondo i dati trasmessi da Sacal ha uno sviluppo equivalente a morte sicura. "Lo hanno scritto nero su bianco - dice Ripepi - nel 2035 si prevedono 450.000 viaggiatori a Reggio e 4 milioni e mezzo a Lamezia. Non possiamo accettarlo, saremo un gruppo di pressione a livello nazionale per chiedere che sia rivisto e corretto".
La via maestra è riprendere in mano la gestione dello scalo dello Stretto, e il modo è semplice secondo l'imprenditore Giuseppe Falduto, anche lui intervenuto a Lamezia per dare manforte agli amaranto. "Non è necessario ottenere una subconcessione - spiega l'ex assessore comunale - basta staccarsi dalla Sacal con una scissione creando una nuova società, procedimento non complesso ma che ovviamente richiede l'assenso all'unanimità di tutti i soci". Falduto è anche il promotore del progetto Mediterranean Life, fermo da anni nell'attesa di un parere preliminare. Un caso che, commenta l'imprenditore, "dimostra come il vero problema è l'immobilismo delle nostre amministrazioni. Che si parli dell'aeroporto o della Zes incredibilmente individuata tra le piste, ad agire dobbiamo essere noi qui. Possiamo essere come Lamezia se lo vogliamo e ci svegliamo, invece le nostre istituzioni sono morte". Un esempio concreto, ricordato più volte, è la rimozione dell'abbaino che, facendo guadagnare circa 300 metri di pista, permetterebbe di eliminare le limitazioni dell'hub reggino. "E' un lavoro banale - dice Ripepi - che un'impresa porterebbe a termine in tre giorni e per cui ci sono già i soldi, ma da due anni nessuno è stato capaci di farlo". 

Il gruppo amaranto a Lamezia (foto Fb Massimo Ripepi)

A proposito del Tito Minniti, conclude Pino Falduto: "E' stato il primo aeroporto della nostra regione e fargli fare questa fine è un autentico delitto. I bandi andati poi deserti sarebbero stati comunque una presa in giro perché da aprile in ogni caso le compagnie non sarebbero riuscite ad organizzarsi per l'estate e così un'altra stagione turistica si è perduta".

Il sostegno di Iorio da Roma: "Dalla Capitale in tanti sosterranno questa lotta civica"

L'obiettivo di Ripepi e i suoi sostenitori è scuotere i parlamentari calabresi perché scendano in campo concretamente. E dietro lo striscione amaranto stamattina, giunto da Roma, c'era anche Alfredo Iorio, noto movimentista di destra (per i cinquant'anni della Rivolta di Reggio aveva proclamato uno sciopero della fame come atto di lotta per la condizione della Calabria). "Siamo in tanti nella Capitale - ha dichiarato - reggini e calabresi che sono stati costretti ad andare via e vorrebbero tornare, tutte queste persone sosterranno questa importante azione civica di Massimo Ripepi e saranno al suo fianco, e daranno un supporto fondamentale perché la questione si può risolvere solo a Roma". 

Una mobilitazione che mentre inevitabilmente parla di divisioni campanilistiche attorno alla gestione Sacal, unisce lo Stretto. Un esempio ideale (che strizza l'occhio ancora una volta al sogno del ponte) sono stati questa mattina i fratelli Lorenzo e Jonathan Scappatura, studenti universitari uno a Reggio e l'altro a Messina, insieme per salvare un aeroporto vitale per tutto il comprensorio tra le due sponde.

Simbolo del sit-it di oggi è una fiaccola accesa. "Rappresenta la speranza per Reggio - afferma Massimo Ripepi - che non si deve mai perdere anche se nella situazione in cui versa la nostra città, la più bella del mondo, è facile scoraggiarsi.Noi non spegneramo mai questa fiaccola con una battaglia che continuerà sempre vcivilmente e nei limiti della nostra costituzione, ma con determinazione".

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