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L'appello

No all'autonomia differenziata, invito alla mobilitazione unitaria della sinistra

L'iniziativa del circolo Reggio Sud ha voluto chiamare a raccolta le forze di area per organizzare una resistenza che guarda anche al referendum

Un no corale all'autonomia differenziata e un appello alla sinistra calabrese, perché abbandoni le divisioni e si ricompatti nell'opposizione a un progetto che spacca in due l'Italia e accresce le differenze tra nord e sud. In tanti oggi pomeriggio presso il dopolavoro ferroviario hanno accolto l'invito del circolo politico-culturale Reggio Sud per un incontro pubblico da pienone. A condurre il dibattito l'ex assessore Demetrio Delfino, con lui Grazia Milardi e Santo Gioffré; assente giustificato Mimmo Lucano, fino a qualche giorno fa ospite d'onore prima di entrare nel tourbillon della campagna elettorale europea con la sua candidatura per Allenza Verdi Sinistra (è stato impegnato in un'iniziativa di Avs organizzata oggi a Mestre). 

La discussione non è da tavolo di conferenze ma circolare e arricchita dai contributi dei presenti - cittadini e rappresentanti di associazioni e sindacati, amministratori, tutti in area sinistra - in un clima di condivisa preoccupazione per gli scenari del dl Calderoli ma anche di autentica resistenza. Usa questa parola Santo Gioffré, che rivolgendosi al pubblico di amici e compagni sottolinea: "Oggi inizia una battaglia popolare. La Calabria rialza la testa e non si riconosce in niente e in nessuno se non nella forza della sua gente che prende coscienza e nella misura in cui sapremo opporci a chi vuole prendere i soldi e scappare".

Delfino apre l'evento chiamando a raccolta tutte le forze della sinistra: "E' tanto ciò che abbiamo in comune e ci vede dalla stessa parte. Questa è una mobilitazione importante per il futuro della nostra terra e la nostra gente, è un momento in cui non dobbiamo disperderci nei tanti rivoli di partito perché la sinistra è un fiume in piena e insieme e uniti in Calabria possiamo davvero incidere sulle questioni del territorio".

Grazia Milardi sintetizza i contenuti della legge sull'autonomia differenziata che modificherà il titolo V della costituzione, e sulle conseguenze concrete per la Calabria si sofferma anche Giovanni Milana, segretario provinciale dei Socialisti, mettendo al centro del suo intervento i livelli essenziali di assistenza (lep) la trappola tra spesa storica e fabbisogni standard. "La spesa deve rigenerarsi ancor prima della definizione dei lep - afferma - e lo dimostra quello che è successo nella nostra regione nell'ultimo decennio. Nel 2016 avevamo messo a paragone la sanità di Puglia ed Emilia Romagna scoprendo un circolo vizioso in cui la minore assegnazione di fondi unita all'emigrazione dei pazienti da sud a nord peggioravano il divario, perché nelle regioni meridionali le strutture senza utenza non ricevevano sostegno ed erano destinate a chiudere, mentre quelle settentrionali ricevendo più risorse avevano la possibilità di nuove assunzioni e aumentare gli introiti". 

La corsa del dl Calderoli e la prospettiva della prossima approvazione della legge ha ultimamente spostato l'organizzazione del fronte contrario verso il progetto di un referendum abrogativo a posteriori, ma tra i partecipanti all'incontro De Felice (Cgil) esprime dubbi ricordando che l'autonomia differenziata, riguardando il bilancio, potrebbe rientrare tra le materie costituzionalmente escluse. "L'alternativa - spiega - sarebbe quella di referendum nelle singole regioni ma capiamo bene quanto sarebbe farraginoso e difficile da promuovere, soprattutto per raggiungere l'obiettivo numerico. Non è questa la strada da percorrere, la nostra unica possibilità è stimolare il popolo calabrese a opporsi in modo globale, manifestare, far capire che è una legge che nessuno vuole".

Lo ribadisce Gioffré con animo combattente: "L'autonomia differenziata nasce dalla superba arroganza della parte ricca del paese che vuole mantenere il suo tenore di vita benestante sfasciando l'Italia e distruggendo l'economia del sud, prodotta dal sangue e dal sudore della gente. Da Reggio Calabria parta ora una resistenza di popolo contro l'antimeridionalismo di chi ci governa".

Demetrio Delfino ha poi proposto la costituzione di un coordinamento unico di cittadini e associazioni per definire azioni e iniziative contro l'autonomia differenziata e l'assemblea ha redatto e approvato un documento da presentare al governatore Occhiuto e ai parlamentari calabresi, nel quale si chiederà tra l'altro di slegare il finanziamento dei lep da costi e fabbisogni. "E' molto importante la presenza e la partecipazione di tutti - ha dichiarato - per dire no a questa legge e ritrovare un'unità delle forze di sinistra anche contro il ponte sullo Stretto e nel rifiuto delle guerre". Il riferimento al conflitto in Medioriente è accompagnato dall'applauso dell'uditorio, il segnale più importante di sentimenti e ideali comuni sempre fortissimi, sui quali fondare questa urgente mobilitazione affidata alla sinistra. Mai come in questo caso, se non ora, quando. 

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