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Lunedì, 29 Novembre 2021
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Governo, Comune ed Rfi insieme per creare tre nuove stazioni: finanziamento da 23 milioni

La convenzione, siglata dalle parti nella sede dell'Atam, permetterà la creazione di nuovi scali ferroviari sulla linea jonica. Si tratta di San Leo, Bocale II e Sant’Elia di Lazzaro

Svolta di notevole importanza nell’ambito dei trasporti ferroviari locali. La convenzione tra Governo, Comune di Reggio ed Rfi è finalmente realtà. L’accordo siglato tra le parti permetterà di realizzare tre nuove stazioni ferroviarie lungo la tratta jonica, grazie ad un finanziamento di 23 milioni di euro.

La notizia arriva direttamente dalla sede dell’Atam dove, nella giornata di ieri, il sindaco Falcomatà ha dato inizio al processo di creazione degli scali di San Leo, Bocale II e Sant’Elia di Lazzaro. Durante l’importate incontro erano presenti anche il sottosegretario alle Infrastrutture ed ai Trasporti Salvatore Margiotta, il direttore territoriale produzione Rfi Calabria Sergio Stassi e l’assessore comunale ai Trasporti Giuseppe Marino.

“Questi fondi – ha dichiarato il primo cittadino durante la firma della convenzione - erano stati inseriti e previsti nei Governi del centrosinistra, quando al Ministero dei Trasporti sedeva Graziano Delrio. Si rischiava, però, di perderli per un cavillo burocratico che la caparbietà dell’assessore Giuseppe Marino, facilitato dalla grande disponibilità di questo Governo, è riuscito a superare. Prima, infatti, rinvii su rinvii rischiavano di far saltare un progetto di sviluppo fondamentale per l’intero territorio. Adesso, invece, si è arrivati ad un punto che ci consente di realizzare tre nuove stazioni, un servizio prezioso per i cittadini, un’opportunità di scelta per chi, muovendosi da e peri il capoluogo, può avvalersi, insieme agli altri strumenti di mobilità, anche dell’utilizzo della ferrovia.”

“Tuttavia – ribadisce Falcomatà - il lavoro non finisce qui: col sottosegretario Margiotta, ci concentreremo su altre arterie che possano collegare le zone interne e collinari alla città, sullo sblocco della bretella che conduce a Cardeto e nelle aree limitrofe al paese. C’è un grande progetto che è quello del Sistema di mobilità metropolitano (Mms), dove convergono sistemi che alternano il gommato al ferroviario; la linea zero di questo programma dovrebbe essere lo Stadio. Anche su questo aspetto proveremo a far convergere, insieme a Rfi, i nostri obiettivi”.

“Atam – spiega ancora il sindaco - forse più di tutto in questa città, sicuramente per ciò che riguarda questi cinque anni intensi di riorganizzazione dei servizi pubblici essenziali e del trasporto pubblico locale, è senza dubbio la fotografia di come le cose, anche partendo da una condizione oggettivamente difficile, potremmo dire quasi impossibile, si possono tradurre in risultati positivi soltanto grazie alla sinergia degli attori coinvolti, alla voglia di remare tutti dalla stessa parte, alla consapevolezza che di fronte si ha una battaglia comune al servizio della città. Non mi stancherò mai di dire che non saremmo mai riusciti ad ottenere questo grande risultato se non ci fosse stato il grande senso di responsabilità mostrato dei lavoratori Atam, il loro senso di appartenenza all’azienda e, soprattutto, alla città nella quale sono nati, vivono e per la quale loro lavorano.”

Spazio anche alle parole senatore Salvatore Margiotta: “Quando si trovano i dirigenti bravi i problemi si risolvano. Ed è una grande soddisfazione e motivo d’orgoglio vedere una rappresentanza politica di questo livello: brava, capace, competente, anche generazionalmente smart. Ho sentito dire cose sensate, intelligenti, corrette. Di questo dobbiamo fare motivo di vanto”.

Sul tema degli impegni del Governo, il sottosegretario ha allargato il discorso all’aeroporto Tito Minniti: “Giustissimo inserirlo all’interno del sistema mobilità dello Stretto. E se qualcuno pensa che aver fatto un’unica società di gestione del sistema regionale voglia dire avere un solo aeroporto in Calabria, si sbaglia di grosso. Sarebbe paradossale credere che una città come Reggio, con 200 mila abitati, così vicina alla Sicilia, interessata da flussi turistici, industriali e imprenditoriali, possa stare senza aeroporto.”

“Quando una parte dell’Italia è in difficoltà – conclude Margiotta - le devi dare qualcosa in più e non la stessa cosa del resto del Paese. A noi interessa realizzare e produrre, non il programmare. Questi 23 milioni devono essere spesi velocemente, ma Rfi, da questo punto di vista, è garanzia assoluta. Nello scorso anno, infatti, ha appaltato cinque miliardi di euro in tutta Italia dando un respiro vitale al complesso sistema dei lavori pubblici.”

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