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Martedì, 28 Maggio 2024
Verso i municipi

Nuove circoscrizioni, lunedì si torna in commissione con i nodi spesa e consigli

Polemica e sospetti dopo che la riunione non si è svolta per impedimenti del presidente. Ma Marino chiarisce: "Il lavoro procede, c'è un normale dibattito"

Nella commissione affari istituzionali il lavoro sul progetto dei municipi va avanti e non ci sono divisioni o contrasti. Lo afferma il consigliere Giuseppe Marino, presidente della commissione e suo malgrado al centro di una polemica che definisce "strumentale" attorno alla riunione convocata per questa mattina e poi annullata per un suo impegno personale. Modalità che a qualcuno sono apparse sospette, ma Marino precisa che si tratta di illazioni: "Ci riuniamo regolarmente due volte a settimana. E' la prima volta che accade da quando sono presidente e non è successo nulla se non un mio impedimento privato, lunedì riprenderemo con la trattazione del tema di cui avremmo parlato oggi".

Da indiscrezioni sappiamo però che sul complesso parto dei municipi (strutture che sostituiranno le ex circoscrizioni) esiste davvero qualche perplessità all'interno della maggioranza, e per questo i suoi esponenti si riuniranno per discuterne dei punti su cui non c'è totale accordo, prima della nuova commissione. "C'è in corso un normale dibattito - precisa Marino - e a me non risultano divisioni su un progetto importante e che va assolutamente portato a compimento. Potrà forse dare fastidio alla minoranza, ma è così". 

I temi di lavoro in commissione: ecco di cosa si occuperanno i municipi

Nelle precedenti sessioni di lavoro della commissione sono state individuati tre argomenti su cui i consiglieri si stanno confrontando: le nuove funzioni da delegare (manutenzione, politche sociali e politiche giovanili, settori che, ha spiegato Marino, "promuoveranno una più ampia partecipazione civica"); l’organizzazione amministrativa, istituzionale e politica; i confini territoriali in rappresentanza di un massimo di 30.000 abitanti, come da tetto di legge, che per Reggio si traduce in cinque municipi (a fronte delle 15 ex circoscrizioni). I possibili uffici ci sono già (con localizzazione quasi obbligata per rientrare nelle fasce di residenti rappresentate), alcune saranno interessate da lavori di ripristino. Ovviamente immaginiamo non siano quelle ex sedi che sono oggi occupate da associazioni o attività sociali o solidali. 

"Non saranno piccoli comuni ma macroaree - continua il presidente Marino - e avendo presente questo abbiamo coinvolto i dirigenti per individuare un organico idoneo, nel quale ci saranno amministrativi, assistenti sociali e personale per la manutenzione del verde e le strade, che saranno distaccati ma rimarranno dipendenti dalla struttura centrale". I settori idrico e illuminazione pubblica saranno invece di competenza esterna (Sorical e EnelX).

Marino ammette che un nodo irrisolto effettivamente c'è, ed è quello della composizione dei consigli municipali, che, come accadeva in passato, saranno eletti con suffragio diretto e doppia scheda nell'ambito delle elezioni comunali. "Ci sono due orientamenti diversi, uno a favore di una maggiore rappresentatività con circa 20 consiglieri e un altro che ritiene dovrebbero essere più snelli numericamente, e così sostenibili anche sotto l'aspetto economico". Una finta impasse secondo il presidente, perché il tempo disponibile per concordare su uno dei due modelli, fino alle prossime elezioni, è abbastanza ampio. 

I dubbi sui costi per il funzionamento e l'organico delle nuove strutture

Proprio sul costo dell'operazione municipalità per il Comune si registrano dubbi all'interno della maggioranza, che sarebbero stati manifestati dopo che, in commissione, è stata indicata una spesa di due milioni di euro per il fabbisogno economico-finanziario del funzionamento delle strutture. Il ragionamento di alcuni consiglieri è chiedersi con quali fondi l'amministrazione potrà permettersi di mandare avanti i municipi. E soprattutto: nella situazione attuale di programmazione dopo l'uscita dal piano riequilibrio, questo sforzo graverà sulle casse del Comune in modo rischioso?

La matematica dice che se occorrono due milioni, le pur cospicue disponibilità dell'emendamento Cannizzaro (che guida l'opposizione nel premere per accelerare l'iter), 700.000 euro, serviranno alla sola istituzione dei municipi. Ma poi bisognerà mantenere sedi e personale, e rendere effettive le deleghe. 

"Organizzeremo tutto in base alle risorse che ci sono - conclude Marino - e non esporremo il Comune al pericolo di un altro dissesto". I consiglieri che non si sentono altrettanto sicuri aspettano di vedere tutto nero su bianco nel progetto che poi verrà sottoposto al voto assembleare. La maggioranza compatta è favorevole a realizzare un decentramento che dopo la modifica del testo unico degli enti locali vede Reggio Calabria come unica città a non avere municipi. Ma senza la risoluzione dei contrasti su spesa e rappresentanza politica delle nuove strutture, il via libera non sarà una strada piana.

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