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Il richiamo

Appalti, Occhiuto: "Mafia e 'ndrangheta non siano alibi per non fare le opere"

Il presidente della giunta regionale, durante il suo intervento ad Agorà, si è soffermato anche sulla sfida dei fondi del Pnrr

"Attenzione a fare della 'ndrangheta, della mafia, che già fanno schifo, un alibi per non fare nulla laddove ci sono poteri criminali che rischiano di infiltrare la pubblica amministrazione. Se c'è un problema, quello delle infiltrazioni, si risolve con i controlli". Queste le parole di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, ad Agorà Rai Tre, condotto da Monica Giandotti, sul nuovo Codice degli appalti e sulle possibili infiltrazioni dei poteri criminali.

"Secondo me - ha detto ancora Occhiuto - bisogna potenziare l'Anac e poi si può pensare di coinvolgere nelle stazioni appaltanti anche altri livelli istituzionali: io a volte molte cose le faccio con un rapporto improntato con il criterio della reale collaborazione anche con le Prefetture. Alcune volte per sbloccare delle Grandi opere faccio dei tavoli con i prefetti e i procuratori della Repubblica. Allora, per esempio, prevedere un coinvolgimento preventivo di alcune di queste istituzioni è importante". 

Sempre davanti alle telecamere di Agorà, poi, il governatore Occhiuto su è soffermato sulla partita del Pnrr. “Cosa non dobbiamo fare per non fallire sul Pnrr? Intanto che cosa non abbiamo fatto. Ricordo - ha detto Occhiuto - il dibattito sul Recovery, che poi diede luogo al Pnrr: si diceva che l’Europa chiedeva riforme e ci dava risorse. In sostanza, però, il Pnrr ha riempito di risorse solo un piatto della bilancia, mentre sull’altro resta la necessità di riformare uno Stato che difficilmente riesce a conseguire i target di spesa dei Fondi comunitari”.

“Non abbiamo fatto - ha proseguito - le riforme che necessitavano per spendere le risorse del Pnrr. È come se l’Europa avesse riempito di risorse dei vagoni di un treno, senza che noi avessimo realizzato prima la strada ferrata sulla quale il treno deve correre”.
Per Occhiuto “Ora bisogna chiedere all’Europa un po’ di flessibilità. Negli ultimi mesi è intervenuto un consistente aumento dei prezzi per la realizzazione, ad esempio, delle opere pubbliche, e ora molti cantieri sono bloccati anche per questo”.
“Allora - ha concluso il presidente della giunta regionale - sarebbe una cosa di buon senso rimodulare queste risorse, magari facendo meno cose, destinandole prima di tutto per terminare le opere che si possono da subito completare”.

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