Inaugurato il Ponte di Paterriti, Falcomatà: "Obiettivo raggiunto e nuovo punto di partenza"

Il taglio del nastro della struttura arriva dopo 66 anni di attesa. Le scuse dell'Amministrazione ai residenti. La soddisfazione dell'assessore Muraca e del consigliere Iachino

La cerimonia di inaugurazione

Sono trascorsi solo 66 anni. Finalmente oggi è stato inaugurato il Ponte di Paterriti, opera attesa dagli abitanti della frazione collinare dal lontano 1953. Al taglio del nastro, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha parlato di "obiettivo raggiunto e nuovo punto di partenza. Questa non è soltanto la struttura attesa da sempre che collega Paterriti alla città, ma è la città che si avvicina alla frazione sud. Ciò significa che si possono e si devono riorganizzare quei servizi pubblici essenziali che, fino ad oggi, non si potevano garantire ed organizzare".

Il ponte, sostiene il primo cittadino apre un ventaglio di possibilità fino ad ora negate: "Con gli acquisiti dei nuovi bus arriverà il servizio di trasporto pubblico locale in un luogo in cui non poteva esistere. Arriveranno mezzi capaci di passare in stradine più piccole fin dentro il cuore di Paterriti". Ma è il presente che cambia da subito: "Già da oggi, i bimbi che vanno a scuola ad Oliveto e a Reggio potranno contare sullo scuolabus per raggiungere i loro istituti".

Falcomatà è comunque consapevole del fatto che "se il problema più grande è stato finalmente risolto, ne esistono molti altri per i quali è obbligatorio intervenire. Ci sono delle perdite idriche come a Curduma insiste una situazione da sistemare il prima possibile. Ma oggi è un momento di festa che deve servire a scolpire questa giornata nella memoria storica della città. E’ una fase della nostra vita di amministratori e cittadini che va ricordata senza farsi trascinare dal bombardamento continuo di notizie che caratterizzano la fugacità del nostro tempo".

Poi ricorda: "Quando, nell’ultima riunione fatta a Palazzo Alvaro con gli abitanti di Paterriti, mi è stata consegnata una pietra, io l’ho conservata. E l’ho fatto per due motivi. Perché quel masso ci ricorda una cosa: mai più Paterriti vivrà pericoli e subirà l’isolamento. Il secondo motivo: quella roccia ci deve ricordare da dove siamo partiti per apprezzare il punto in cui siamo arrivati. Il mio pensiero va alle famiglie ed ai bambini che in questa frazione hanno scelto di vivere ed abitare mostrando un vero e proprio atto d’amore per la propria terra e le proprie radici".

Il sindaco ha espresso poi le "scuse doverose, dell’istituzione a tutta la comunità di Paterriti per tutte le lungaggini che hanno caratterizzato, da sempre, la conclusione di questa infrastruttura. Sembrava che questa giornata non dovesse mai arrivare, ma in cuor mio ho sempre creduto che l’avremmo tagliato, insieme, questo benedetto nastro. Perché ho visto coi miei occhi l’abnegazione dell’assessore Giovanni Muraca e del consigliere comunale Nancy Iachino, impegnati a fare avanti ed indietro fra Palazzo San Giorgio e gli uffici del Cedir. Ogni volta a raccogliere dati, spunti, documenti utili a finire il ponte nel più breve tempo possibile. Non è mancata la volontà di risolvere problemi che non dipendevano da noi. Ecco perché dico che il ponte è stata un’opera corale, vissuta con partecipazione e sentimento da parte di ognuno".

Poi il  ringraziamento "alle mamme e donne di Paterriti per il loro stimolo continuo e costante, per la loro pazienza e fiducia, per la presenza, anche quando bisognava essere presenti fisicamente per far comprendere come non si sarebbe mollato di un millimetro per la realizzazione di quest’opera». Il riconoscimento del sindaco, quindi, è andato anche «all’ufficio tecnico comunale, alle donne e agli uomini della giunta, alla ditta che ha raggiunto l’obiettivo dimostrando professionalità e capacità estreme".

L'intervento dell'assessore Muraca

"Oggi è una giornata davvero emozionante". ha affermato l’assessore comunale ai Lavori pubblici Giovanni Muraca descrivendo quella che, per lui, "è un’emozione particolare. Inaugurare quest’opera mi riempie di gioia perché è proprio la gioia il sentimento che, adesso, leggo negli occhi di tutti gli abitanti. E' una giornata davvero emozionante. In questi anni, con le mamme di Paterriti ci siamo visti più e più volte ed insieme abbiamo compreso cosa fossero un avanzo vincolato, i problemi di bilancio e previsione. Vedere sul vostro volto come la gioia abbia preso il posto della tristezza della mancata speranza per la realizzazione del ponte, è una cosa eccezionale".

Anche l'assessore ha rivolto un grazie "alle donne e agli uomini della frazione che hanno dimostrato una grande pazienza assimilabile ad un vero e proprio atto di fede. Lo stesso ringraziamento lo rivolgo al sindaco Giuseppe Falcomatà per la fiducia che mi ha dimostrato e per l’attaccamento quasi maniacale rivolto al completamento di un’infrastruttura così importante".

La dichiarazione del consigliere Iachino

Il consigliere comunale Nancy Iachino, particolarmente legata al territorio di Paterriti, è intervenuta in merito al completamento e all’inaugurazione del ponte, e ha affermato: "Da oggi si deve guardare avanti. La comunità, che fino ad ora ha combattuto per questo obiettivo, deve spostare l’interesse verso altre lotte che avvicinino, sempre di più, le periferie al centro città in quanto a servizi e opportunità di sviluppo".

Ricordato l’imminente arrivo dei bus Atam con quattro corse giornaliere, la Iachino ha puntato l’attenzione "sugli interventi che dovranno riguardare la strada che sale da Macellari" riaggiornando il dibattito alle imminenti vacanze di Natale, "quando i giovani della vallata incontreranno il sindaco, Giuseppe Falcomatà, per definire un percorso futuro di sviluppo di questa porzione importantissima del territorio reggino".

"Siamo contenti della splendida giornata - ha concluso Iachino - è stato un traguardo importante che abbiamo raggiunto insieme ai cittadini, non arrendendoci anche quando le difficoltà apparivano insormontabili. Finalmente mettiamo fine all'assurdo paradosso di un ponte cosi importante, di un'opera strategica cosi attesa dalla popolazione, eppure per 20 anni rimasta solo uno scheletro incompiuto".

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